Blue economy in Italia e in Europa: cosa dice il report della Commissione europea

Migliorano le prospettive economiche della blue economy in Italia e nell’Unione Europea.

Blue economy in Italia e in Europa: cosa dice il report della Commissione europea

Buone notizie giungono dagli esperti della blue economy in rapporto alle opportunità economiche e ai vantaggi commerciali del settore. Un fatturato di 750 miliardi di euro veniva registrato nel 2018, con 5 milioni di addetti. Cifre che sono migliorate nel corso degli ultimi mesi nonostante la pandemia sanitaria.

Sono dati importanti quelli che emergono dal report 2020 sulla Blue Economy pubblicato dalla Commissione europea. Nonostante settori come il turismo costiero e marino, la pesca e l’acquacoltura siano stati gravemente colpiti dalla pandemia di coronavirus, l’economia blu presenta nel suo insieme un enorme potenziale in termini di contributo alla crescita e alla ripresa verde.

L’impegno dell’UE per la blue economy

Con l’obiettivo di sostenere uno sviluppo economico che si basi sul riutilizzo, sull’innovazione, la rinnovabilità e la durabilità delle risorse, la blue economy si concentra principalmente sul patrimonio costituito da mari, oceani, laghi e fiumi affinché si arrivi ad eliminare completamente le emissioni inquinanti.

Il report firmato dalla Commissione registra un incremento dell’11,6% in termini di occupati tra il 2017 e il 2018, trainato dalla crescita del turismo costiero e soprattutto dal settore dell’energia eolica offshore.

«L’energia rinnovabile marittima, il cibo dal mare, il turismo costiero e marittimo sostenibile, la bioeconomia blu e molte altre attività che costituiscono la Blue economy ci aiuteranno ad uscire da questa crisi più forti, sani, resistenti e sostenibili», ha recentemente dichiarato Virginijus Sinkevičius, il commissario europeo per l’ambiente, gli oceani e la pesca.

«Stiamo facendo tutto il possibile per attutire l’impatto del lockdown, proteggere i posti di lavoro nell’economia blu e il benessere delle nostre comunità costiere, pur mantenendo le nostre ambizioni ambientali», ha concluso il commissario.

Energia oceanica, bioeconomia e biotecnologie tra i focus della blue economy

Il mondo della blue economy, grazie all’innovazione e alla ricerca scientifica, produce risultati importanti anche in settori innovativi, a cominciare dall’energia marina rinnovabile. Secondo il report, l’Unione Europea è leader mondiale nella tecnologia dell’energia oceanica, sulla buona strada per produrre fino al 35% della sua elettricità da fonti offshore entro il 2050 ed è arrivata a impiegare nel settore 4.600 addetti nel 2018, contro i 50 del 2009.

La Commissione segnala anche il potenziale di altri settori emergenti, dalla bioeconomia del mare alle biotecnologie, passando per la desalinizzazione, il monitoraggio e la difesa marittima. In generale, negli ultimi anni, la blue economy ha contribuito all’economia dell’Unione per l’1,5% in termini di valore aggiunto lordo e per il 2,2% all’occupazione.

Grande spazio ai finanziamenti

Attraverso la piattaforma BlueInvest, inoltre, Commissione europea e BEI hanno fornito sovvenzioni per 22 milioni di euro nel 2019 e per 20 milioni nel corso del 2020 a favore di imprenditori innovativi e start up dell’economia blu.

Il 2020 ha visto anche la creazione di un nuovo fondo BlueInvest, che può contare su 75 milioni di euro per lo sviluppo delle imprese europee che realizzano prodotti, servizi innovativi e sostenibili nell’economia blu.

Novità importanti anche in tema di trasporti marittimi. Nell’ambito delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, la Commissione europea ha approvato la proroga fino alla fine del 2023 di varie misure italiane a sostegno del trasporto marittimo nel quadro del regime del «Registro Internazionale» dell’Italia. Grazie al regime del «Registro Internazionale», alle compagnie di navigazione vengono concesse una riduzione delle imposte sulle società.

Le autorità italiane si sono impegnate a estendere i benefici del regime a tutte le navi ammissibili che battono bandiera di un paese del SEE (Spazio Economico Europeo). Sarà così evitata ogni discriminazione tra le compagnie di navigazione e i registri dei diversi paesi del SEE e saranno tutelate le norme del mercato interno in materia di libertà di stabilimento.

Inoltre, data l’attualità problematica e sofferente delle attività di pesca e acquacoltura, l’Unione Europea ha deciso di sostenere le organizzazioni di produttori (OP) nello stoccaggio temporaneo dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura destinati al consumo umano. Attraverso tali proposte si vuole assicurare una maggiore stabilità del mercato, riducendo il rischio di sprecare o reindirizzare tali prodotti per scopi alimentari non umani, contribuendo in tal modo a produrre un sistema sostenibile e un regime alimentare senza impatti importanti sull’ecologia.

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