Si sgonfia per il momento la bolla speculativa sui Bitcoin. Il crollo del valore sotto i 1.000$ è stato favorito dal divieto di utilizzo nel sistema finanziario cinese
Brusca battuta d’arresto per i Bitcoin, la moneta elettronica che ambisce a diventare la principale alternativa all’uso delle tradizionali monete a corso forzoso controllate dalle banche centrali. Il valore dei Bitcoin è crollato ampiamente sotto i 1.000 dollari, toccando un minimo di giornata a 840 dollari secondo i dati rilevati dalla piattaforma giapponese Mt Gox.
La moneta elettronica avrebbe così perso più del 20% dal record di 1.240 dollari, per poi attestarsi intorno a 950 dollari. A sancire la débâcle odierna del Bitcoin è l’annuncio della People’s Bank of China del divieto di utilizzo nel sistema finanziario cinese.
In sostanza Pechino ha vietato a banche e assicurazioni di garantire gli investimenti in Bitcoin o di investire in prodotti legati a questa moneta virtuale. Il divieto non si estende, però, ai privati cittadini. L’obiettivo delle autorità monetarie cinesi è quello di evitare pericolose speculazioni e la nascita di attività illegali legate ai Bitcoin, dopo le recenti esperienze negative a Hong Kong e nello Zhejiang.
Oltre all’altolà di Pechino c’è da registrare anche il parere contrario a questa e-money dell’ex guru della FED, Alan Greenspan. Ieri, nel corso di un’intervista, l’ex governatore della FED ha dichiarato che sui Bitcoin è in atto una bolla speculativa. Inoltre, secondo Greenspan, «il denaro virtuale non è una valuta».
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