Il Beige Book della Federal Reserve ha messo in evidenza come l’economia americana stia progressivamente migliorando (non a casa ieri il Pil del IV° trimestre 2011 è risultato a +3% a/a, migliore delle attese), grazie soprattutto all’aumento della spesa per consumi ma anche con il miglioramento del settore immobiliare e bancario. La dichiarazione più importante del governatore della FED, Ben Bernanke, è stata sicuramente quella con la quale ha fatto intendere di non voler procedere con un nuovo programma di quantitative easing.
Il dollaro americano ha beneficiato tantissimo di queste parole, mentre a Wall Street l’indice dei titoli tecnologici Nasdaq è volato sui top del 2000. Effetti negativi, invece, sono stati riscontrati immediatamente su oro e argento, che sono ritenuti dagli investitori la vera alternativa alle valute a corso forzoso perché non manipolabili e stampabili a piacimento dalle banche centrali. Ieri l’oro ha perso più del 6% dai top intraday di 1790.5$ precipitando fin sotto 1700$. Minimo intraday a 1688$, cioè nuovo bottom a un mese. Crolla anche l’argento fino a 34$ da 37.47$ l’oncia.
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