Bce prestatore di ultima istanza, oppure sarà la Zecca a stampare moneta, e se non va bene, la Germania può lasciare l’euro, o a lasciarlo sarà l’Italia: è la «pazza idea» (ipse dixit) di Silvio Berlusconi.
La «pazza idea»
In occasione della riunione con i gruppi parlamentari del Pdl, Silvio Berlusconi si è pronunciato in favore di una vecchia idea già proposta durante il suo Governo: per risolvere le crisi dei Paesi Europei, la Banca Centrale Europea dovrebbe stampare più moneta. Le parole di Berlusconi sono state piuttosto pesanti: «La Banca Centrale, o diventa di ultima istanza o si deve porre il problema dell’Europa, o meglio della Germania in Europa». «Noi esigiamo di trattare con l’Europa forti della nostra solidarietà», ha proseguito l’ex premier. «Non si può calcolare il debito pubblico da solo, ma occorre aggiungervi anche il calcolo del debito-risparmio dei privati. In questo modo l’Italia, per solidità, è al secondo posto in Europa». Alla proposta («Se la Bce si rifiuta di stampare moneta, potrebbe farlo la Zecca italiana»), segue l’alternativa: «La Germania esca dall’euro, se non va bene. O potremmo addirittura essere noi ad andarcene».
La proposta di stampare più moneta è sempre stata bocciata dalla Germania, per il timore di un consistente aumento dell’inflazione. Condivisibile o meno, si allunga la lista degli ultimatum alla Merkel: o la Germania cambia passo (ma sarebbe meglio dire «direzione»), o l’Europa rischia di accartocciarsi su sé stessa come un castello di carte.
Il Pdl deve restare unito
Berlusconi ha poi proseguito sulla questione politica, e in particolare sul suo Pdl. «Non chiediamo alleanze con il piattino in mano. Noi offriamo una proposta politica forte. Noi formuliamo un’offerta politica seria e siamo arrivati al punto massimale dell’offerta, dopo quel punto c’è la nostra scomparsa e noi non ci stiamo, noi siamo orgogliosi della nostra storia». In conclusione, o si vive insieme, coesi e uniti verso l’obiettivo, o ognuno si perderà per conto proprio, parole peraltro ribadite da Angelino Alfano.
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