Barclays chiude con il caso subprime: c’è la multa definitiva

Barclays archivia il caso subprime con una mossa strategica: la britannica ha pagato meno di tutte le altre banche colpite dallo scandalo che ha innescato la grande recessione.

Barclays chiude con il caso subprime: c'è la multa definitiva

Un decennio dopo lo scoppio della bolla subprime, Barclays ha ufficialmente chiuso con il passato.

La società ha scelto di accettare la proposta del Dipartimento di Giustizia che la vedrà costretta a sborsare due miliardi di dollari di multa.

Una sanzione, quella comminata a Barclays, che i vertici della società hanno definito giusta e proporzionata. Un vero e proprio sollievo considerati i 5,1 miliardi e i 13 miliardi imposti rispettivamente a Goldman Sachs e JP Morgan Chase, ancora una volta per il caso dei mutui subprime.

“La multa sostanziale che Barclays e i suoi dirigenti hanno accettato di pagare rappresenta un passo importante nel riconoscere il danno causato all’economia nazionale e ai suoi investitori”,

ha affermato il procuratore federale di Brooklyn, Richard Donoghue.

Il caso subprime

Considerato ormai universalmente come l’evento che ha innescato la grande recessione del 2007, la crisi dei mutui subprime resterà una delle fasi più drammatiche nella storia dell’economia mondiale. Tra i principali responsabili, le autorità hanno individuato colossi del calibro di Goldman Sachs, JP Morgan e Barclays.

Quest’ultima è stata accusata di aver venduto più di 30 miliardi mutui cartolarizzati a clienti ad alto rischio debitorio, il tutto in un periodo compreso tra il 2005 e il 2007. L’accertata insolvenza dei clienti, determinata anche dal rialzo dei tassi di interesse, ha fatto esplodere la bolla ed ha portato (circa dieci anno dopo) alla definitiva archiviazione del caso per Barclays.

Perché a Barclays una multa più bassa?

In molti si sono già domandati il perché di una differenza così evidente tra la multa comminata a Barclays e quella invece toccata agli altri istituti finanziari accusati al pari della britannica di aver venduto svariati miliardi di cartolarizzazioni di mutui di scarsa qualità ai danni degli ignari clienti.

La motivazione è di natura prevalentemente formale. Goldman Sachs e JP Morgan hanno preferito risolvere la controversia giudiziale nel più breve tempo possibile, per evitare pericolose ricadute in termini di immagine che avrebbero potuto minare ancor di più la già scarsa fiducia dei clienti nelle istituzioni del credito.

Barclays, invece, non ha accettato quanto inizialmente imposto e ha scelto di opporsi alle richieste iniziali del Dipartimento, dando vita ad una battaglia legale che ha portato al risultato sperato: la diminuzione della sanzione dai 5 miliardi originariamente chiesti ai 2 miliardi definitivamente accordati.

La multa non andrà a colpire soltanto l’istituto nella sua compattezza, ma anche i singoli dirigenti che hanno retto il timone durante quella drammatica fase. Accusati di essere responsabili della divisione dei mutui subprime, Paul Menefee e John Carroll dovranno pagare altri due milioni di dollari di multa.

Ora che il caso subprime è stato chiuso, Barclays potrà finalmente concentrarsi sul tanto atteso piano di ristrutturazione e, per dirla con le parole dei vertici, potrà dedicarsi a migliorare i propri profitti, lavorando al contempo per garantire una più ampia remunerazione agli azionisti.

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