Bankitalia: disoccupazione giovanile preoccupante

Daniele Sforza

27 Giugno 2012 - 17:51

Bankitalia: disoccupazione giovanile preoccupante

Lo studio di Bankitalia «Economie Regionali» rileva cifre alquanto preoccupanti per quanto riguarda la disoccupazione giovanile, specialmente al Mezzogiorno, dove il tasso di disoccupazione under 30 è addirittura il doppio rispetto a quello generale.

«Opportunità di lavoro per giovani deteriorate»

«Le opportunità di lavoro per le fasce di età più giovani continuano a deteriorarsi in tutte le regioni», è l’amara affermazione del rapporto. Gli occupati under 35 si sono ridotti dell’1% al Nord, e dell’1,8% al Centro, mentre gli occupati che rientrano nella fascia di età tra i 55 e i 64 anni hanno avuto un incremento del 2,2% e dello 0,8%. «Nel mezzogiorno le differenze per classe d’età appaiono mitigate».

Il Sud «è stato caratterizzato da un andamento particolarmente sfavorevole dei consumi», si legge nello studio «in presenza di una più debole dinamica dell’occupazione e delle retribuzioni». Ad aggravare la situazione anche un «traino della domanda estera più contenuto» a differenza del Nord dove la «dinamica dell’occupazione», anche grazie a una «maggiore tenuta della domanda», è risultata «assai più vivace di quella della media nazionale».

Se al Mezzogiorno scatta l’allarme, nel Nord Est l’occupazione cresce. Nel quadro generale, tuttavia, rispetto al Nord, il Pil al Sud e al Centro nel 2011 cresce rispettivamente dello 0,0% e dello 0,1%, a fronte di uno 0,4% nazionale. Sugli scudi il Nord Ovest, con una crescita dello 0,6% e il Nord Est con lo 0,9%.

Il Sud, rispetto alle altre aree,«è stato caratterizzato da un andamento particolarmente sfavorevole dei consumi, in presenza di una più debole dinamica dell’occupazione e delle retribuzioni. Anche il traino della domanda estera è stato più contenuto». Al Nord, invece, «è stata maggiore la tenuta della domanda, con una dinamica dell’occupazione assai più vivace di quella media nazionale. Le esportazioni - sottolinea Bankitalia - hanno fornito il principale contributo alla crescita, grazie alla maggiore apertura ai mercati esteri».

«Nella seconda parte del 2011 e nei primi mesi del 2012 sono state intraprese una serie di azioni per accelerare l’utilizzo dei fondi strutturali, anche attraverso una riprogrammazione delle risorse». È quanto segnala la Banca d’Italia nel rapporto sulle economie regionali secondo cui «è stato approvato il Piano di azione coesione; sono state sbloccate parte delle risorse già stanziate nel Fondo per lo sviluppo e la coesione». «In entrambi i casi - rileva l’istituto centrale - si è proceduto alla concentrazione delle risorse su pochi assi prioritari».

«Le opportunità di lavoro per le fasce di età più giovani continuano a deteriorarsi in tutte le regioni». È quanto afferma la Banca d’Italia nel rapporto dedicato alle economie regionali. «Nel Mezzogiorno -spiega - il tasso di disoccupazione delle persone con meno di 30 anni è oltre il doppio di quello complessivo».

Nel 2011, spiega il rapporto, è proseguito il deterioramento delle opportunità di lavoro nelle fasce di età più giovani. La quota di occupati sul totale della popolazione con meno di 35 anni è calata di 1 punto percentuale nel Nord e 1,8 al Centro, quella di occupati con 55-64 anni è cresciuta rispettivamente di 2,2 e 0,8 punti, anche per effetto del progressivo innalzamento dell’età di pensionamento. «Nel Mezzogiorno - si legge - le differenze per classe d’età appaiono mitigate».

Il Mezzogiorno ha sofferto un ristagno del Pil e dell’occupazione nel 2011 e un andamento «particolarmente sfavorevole dei consumi», si legge ancora nel rapporto sulle economie regionali della Banca d’Italia, secondo cui il Sud ha segnato un andamento del Pil dello 0,0 per cento e il Centro dello 0,1 per cento. È cresciuto a un tasso lievemente superiore a quello medio nazionale (0,4%) il Pil nel Nord Ovest (0,6%) e a un ritmo nettamente superiore nel Nord Est (0,9%).