Il Forex è un mercato molto eterogeneo nei suoi partecipanti. Possiamo trovare i grandi investitori istituzionali privati (banche d’affari, hedge funds, fondi pensione) e trader privati di piccola o media taglia. Sebbene possa sembrare una sfida impari tra queste due categorie di investitori a causa della differenza di capitalizzazione e della qualità della tecnologia nelle sale trading, il mercato internazionale delle valute offre continuamente ai piccoli trader delle opportunità molto interessanti, non solo grazie alla trasparenza di fondo di questo mercato (c’è un calendario di dati macroeconomici prestabilito e le notizie vengono diffuse simultaneamente) e alla sua liquidità, ma anche grazie all’entrata in scena di player sovranazionali come le banche centrali, impegnate a indirizzare sui binari giusti l’economia dell’area valutaria di appartenenza in modo tale da non creare squilibri finanziari e commerciali nel medio-lungo periodo.
La politica monetaria di una banca centrale viene gestita attraverso due canali principali: il livello dei tassi di interesse e l’offerta di moneta, modificando le condizioni di finanziamento nel sistema economico. Il secondo canale può diventare una valida opzione per l’istituzione finanziaria centrale soprattutto quando la valuta locale si apprezza sensibilmente sui mercati internazionali nei confronti delle valute dei principali partner commerciali, creando un contesto in cui le esportazioni locali rischiano di diventare meno competitive rispetto alla concorrenza. Esistono, infatti, diversi Paesi molto dipendenti dall’export locale, per cui “poco felici” di un forte apprezzamento della propria valuta. In questi casi la banca centrale interviene sui mercati vendendo miliardi di valuta locale e acquistando valuta estera, attuando quella che viene chiamata dagli economisti una svalutazione competitiva della moneta.
In passato, la banca centrale più interventista è stata la Bank of Japan. Da un paio d’anni, invece, la protagonista incontrastata sui mercati è diventata la Swiss National Bank (SNB), cioè la banca centrale svizzera. Il Franco svizzero è da sempre considerato una “valuta rifugio” dagli investitori nei periodi di turbolenza sui mercati. Tuttavia, in periodi di recessione economica internazionale o di risk aversion generalizzati, l’eccesso di acquisti di franchi svizzeri può creare paradossalmente problemi all’economia reale del Paese a causa di un export locale poco competitivo. Così, ecco che senza alcun preavviso la banca centrale inizia a vendere ingenti quantità di valuta locale sui mercati provocando forti apprezzamenti delle valute estere nei confronti del franco. Non sempre è facile riconoscere quando c’è realmente lo zampino delle banche centrali, ma in determinati casi è possibile ipotizzare questo scenario osservando improvvise escursioni intraday anche di 200-300 pip in poche ore su tassi di cambio storicamente poco volatili. Ma c’è di più. Questi movimenti possono offrire anche interessanti opportunità di guadagno nel giro di pochi istanti anche ai piccoli trader privati. Vediamo come.
Il 19 maggio 2010, in un contesto di forte avversione al rischio, il tasso di cambio Eur/Chf era in forte compressione di volatilità poco sopra area 1,40 con il cambio in ribasso di oltre il 6% da inizio anno e praticamente ai minimi storici. All’improvviso avviene una fortissima escursione al rialzo che catapulta il cambio da poco più di 1,40 a sopra 1,42 in meno di tre ore. Potrebbe esserci davvero la mano della SNB.
A questo punto si dà un’occhiata veloce anche agli altri cambi relativi al franco svizzero ed ecco che il cross rate Usd/Chf risulta ancora poco mosso rispetto all’Eur/Chf, così che diventa possibile implementare un’operazione di scalping long sull’Usd/Chf per sfruttare un’eventuale salita del cambio. Entro a 1,1481 con 40.000 Usd/Chf e dopo un minuto fuori a 1,1514 per un profitto netto di quasi 100 euro.
Il Forex, sebbene sia un mercato estremamente efficiente da un punto di vista strutturale, è pur sempre un asset class di investimento che come tale ha le sue inefficienze nel brevissimo periodo, i suoi momenti di panico e quelli di eccessiva euforia. I trader più preparati, seppur non capitalizzati come i grandi fondi e le banche, possono ottenere belle soddisfazioni anche in pochissimi minuti.
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