Le Nazioni in via di sviluppo devono preparasi per affrontare una crescita lenta e futuri «tempi difficili». Lo ha detto la Banca Mondiale prevedendo che con l’accrescere del debito dell’eurozona, ci sarà «un lungo periodo di volatilità dell’economia globale».
Le previsioni della banca parlano di una crescita del 5.3% per le economie in sviluppo, in discesa rispetto al 6,1% del 2011. Questo significa che la politica di questi paesi deve adottare misure adeguate e lungimiranti, per assicurarsi di poter continuare a crescere.
Hans Timmer, direttore dei progetti di sviluppo della Banca Mondiale ha detto: «i paesi in via di sviluppo devono concentrare le loro riforme sull’aumento della produttività e fare investimenti sulle infrastrutture». Mirare a lungo termine anziché reagire giorno per giorno alla mutevolezza delle condizioni finanziarie internazionali.
Minacce dall’Europa
Il monito della Banca Mondiale arriva tra le accentuate paure riguardo alla crisi europea che colpisce anche le sue regioni più forti, come Spagna e Italia. L’intensificarsi della crisi fa accrescere anche i timori degli investitori e questo non è un buon presagio per le economie in sviluppo, specialmente per l’Asia che nelle esportazioni dipende abbondantemente dalla domanda dei mercati europei. «Questi - sostiene Timmer - sono seri problemi e i paesi in fase di sviluppo dovranno fare i conti con la scarsa crescita dell’Europa». La crisi potrebbe proseguire, e le nazioni emergenti devono preparsi a fronteggiare una situazione del genere.
Il fattore Cina
A complicare la situazione già abbastanza contorta, si aggiunge la Cina: la seconda economia più grande del mondo sta rallentando. Nel primo trimestre di quest’anno l’economia cinese è cresciuta dell’8,1%; l’andatura più lenta degli ultimi 3 anni.
Le esportazioni, il punto forte della crescita della Cina, sono diminuite in conseguenza del calo delle domande dai mercati dell’Europa e dell’America. Allo stesso tempo, la domanda interna non cresce tanto in fretta da coprire il declino delle esportazioni.
La conseguenza di queste premesse è l’aumenta del timore che l’economia Cinese possa continuare a rallentare nel giro di poco tempo.
Questo slowdown dell’economia cinese è stato «più rapido dell’atteso», fanno sapere dalla Banca Mondiale, ed è una minaccia per le regioni asiatiche del Pacifico che, per importazioni ed esportazioni, dipendono dalla domanda cinese.
Tradotto da Federica Agostini per Forexinfo.it - Fonti: BBC news