Domenica 2 dicembre si svolgerà lo scontro finale tra Matteo Renzi e Pierluigi Bersani. Dalle urne uscirà il nome del candidato premier del Pd alle elezioni del prossimo anno. Ma continua incessante la polemica sulle modalità di accesso al voto. Il sindaco di Firenze parla di “Regole ridicole e allucinanti”, Bersani ribatte: “Non si cambiano le regole in corsa”.
Chi può votare al secondo turno?
Come da regolamento, domenica i seggi rimarranno aperti dalle 8 alle 20. Potranno partecipare al ballottaggio delle primarie del Pd:
- coloro che hanno già votato al primo turno;
- chi si iscriverà all’Albo degli elettori;
- chi sottoscriverà l’Appello pubblico di sostegno della coalizione del centrosinistra «Italia Bene Comune» in due giorni compresi tra il 27 novembre ed il 29 novembre 2012, dimostrando (e provando) di essere stato impossibilitato, per cause indipendenti dalla propria volontà, a registrarsi in precedenza.
“Non si può chiedere la giustificazione ai cittadini. ”
Così commenta Matteo Renzi, “La giustificazione non la deve dare chi va a votare, la devono dare i politici che da vent’anni stanno nei palazzi, hanno superato il muro del suono del ridicolo”. “Il rottamatore” chiede insomma maggiore apertura, lasciando votare anche chi non si è presentato al primo turno. Sul risultato del ballottaggio il sindaco di Firenze aggiunge “non andrò mai in Africa”, riecheggiando le parole di Walter Veltroni. Niente fughe dunque e, riferendosi agli attuali esponenti del centrosinistra, lancia un’altra stoccata: “Sono tutti all’ultimo giro di giostra”. Impossibile non pensare che tra questi ci sia anche l’attuale segretario del Pd Pierluigi Bersani, che, da parte sua, dimostra sicurezza sul risultato del ballottaggio: “Perdere con 9 punti di vantaggio? Sarei un pollo”.
Accordo con Vendola
Si profila intanto l’ipotesi sempre più concreta di un “accordone” tra vendoliani e bersaniani. L’appoggio di Vendola a Bersani appare ormai esplicito: “Le sue parole profumano di sinistra”, ha detto oggi il governatore pugliese, sottolineando di apprezzare il lavoro di ministro e l’umanità del segretario. Ma quest’ultimo non crede che i voti dei vendoliani bastino a dargli la vittoria finale al ballottaggio e per questo motivo sta lavorando sulle “regioni renziane”, Toscana, Umbria e Piemonte in primis, per cercare di accaparrarsi più preferenze possibili, continuando a parlare di ricambio e rinnovamento nei fatti.
Faccia a faccia su Raiuno
Ieri sera, Matteo Renzi e Pierluigi Bersani si sono scontrati in un duello televisivo di un’ora e quarantacinque minuti davanti alle telecamere di Raiuno. I due leader del centrosinistra hanno avuto a disposizione 2 minuti per rispondere e 20 secondi per ribattere a dieci domande flash. Ad uno “scontro all’americana” è stato dunque affidato l’ultimo affondo dei candidati in vista del ballottaggio di domenica che deciderà chi tra i due sarà il candidato premier del Pd.
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