BOC: la Banca del Canada taglia i tassi di interesse. Loonie in perdita.

Flavia Provenzani

22/01/2015

Il dollaro canadese risente dell’annuncio di questa mattina della BOC: la banca del Canada taglia i tassi si interesse dall’1,00% allo 0,75%, preoccupata per l’impatto del calo dei prezzi del petrolio sull’economia del Paese.

BOC: la Banca del Canada taglia i tassi di interesse. Loonie in perdita.

La Banca centrale del Canada (Bank of Canada - BOC) ha deciso di tagliare i tassi di interesse dall’1,00% allo 0,75%, causando un ulteriore peridita di terreno del Loonie (dollaro canadese) contro le maggiori valute avversarie.

L’annuncio coglie di sorpresa molti osservatori di mercato, dato che la maggior parte degli analisti si aspettava che la Banca centrale canadese mantenesse invece invariati i tassi di interesse nella riunione a tema di politica monetaria di questa mattina.

Produttori di petrolio in difficoltà
Il presidente della BOC Stephen Poloz si è detto molto preoccupato per l’impatto del calo dei prezzi del petrolio sull’economia canadese. Infatti, il prezzo del greggio è crollato di oltre il 50% da giugno e sta pesando fortemente sui produttori di petrolio in Canada.

Con i profitti delle varie compagnie che vanno male, i produttori di petrolio sembrano non avere altra scelta che ridurre la produzione e tagliare sull’occupazione. La Suncor Energy Inc., con sede a Calgary, ha già annunciato licenziamenti del personale, a causa della riduzione dei profitti aziendali.

Gli esperti del settore temono che il peggio non sia passato e che il prezzo del petrolio continuerà a scendere, il che suggerisce che il Canada potrebbe risentirne ancora di più nei prossimi mesi.

La maggior parte delle esportazioni di petrolio del Canada sono sostenute dagli Stati Uniti, ma la domanda è scesa a causa della produzione statunitense di shale oil.

I prezzi del petrolio più bassi hanno causato pressioni inflazionistiche più deboli, costringendo la BOC a declassare le sue previsioni sull’IPC (indice dei prezzi al consumo).

Il presidente della BOC Poloz si aspetta che l’inflazione scenda dallo 0,5% allo 0,3% nel secondo trimestre di quest’anno, ben al di sotto del target fissato dalla Banca centrale canadese dell’1.3%.

Le stime di crescita del Paese sono stati abbassate dal 2,4% al 2,1% per il 2015.

Un’altra fonte di preoccupazione è il rischio di una flessione del mercato immobiliare, dato che gli stessi politici hanno avvertito che lo shock del prezzo del petrolio potrebbe innescare un crollo del settore immobiliare.

Durante il comunicato ufficiale, la BOC ha fatto capire che una crisi inflazionistica potrebbe portare all’instabilità finanziaria, con la debole pressione sui prezzi che potrebbe alimentare il boom edilizio in corso a Toronto e fare in modo che la bolla scoppi.
Tuttavia, Poloz è ancora certo che un “atterraggio morbido” del mercato immobiliare sia lo scenario più probabile.

Canada in ripresa entro il 2016
Passando alle buone notizie, la BOC ha annunciato che prevede ancora che l’economia del Canada si riprenderà a partire dalla seconda metà dell’anno, per poi tornare a pieno regime entro la fine del 2016.

Il recente cambio di politica monetaria della Banca centrale del Canada ha come obiettivo quello di assicurare il Paese contro i rischi potenziali, sperando di riuscire a portare presto l’inflazione al target di riferimento della BOC.

Sarà però necessario un ulteriore taglio dei tassi?