Ieri a Bruxelles il vertice UE aveva in programma la discussione sulle modalità di rilancio della crescita economica in Europa, dopo le dolorose misure di austerità varate dai governi continentali e in particolare quelli periferici (PIIGS). La sfida per i policy maker europei è trovare un equilibrio di medio-lungo periodo tra austerità e crescita. Non sarà facile e bisognerà tenere in considerazione anche il fattore “tempo”. Finora gli investitori stanno sostenendo la zona euro grazie alle iniezioni di liquidità della BCE, approfittandone per acquistare i titoli di stato dei paesi in difficoltà economica con rendimenti molto allettanti (Italia in primis).
Tuttavia, il cancelliere tedesco Angela Merkel – che tra l’altro si è complimentata con il premier italiano Monti per la discesa dello spread – ha dichiarato che bisogna assolutamente utilizzare il tempo concesso dagli acquisti obbligazionari della BCE, altrimenti si scoprirà che il mondo non si fiderà più dell’Europa. Ieri le borse europee hanno chiuso in forte rialzo, soprattutto la borsa milanese (+2,93%) che ha brindato al crollo dello spread Btp-Bund poco sopra 300 punti base. Il rendimento del decennale italiano è sceso per la prima volta da agosto 2011 sotto la soglia del 5%.
Sul Forex l’euro continua a mostrare segnali di debolezza contro le majors, mentre il dollaro americano resta la valuta più acquistata dagli investitori. Il tasso di cambio euro/dollaro è sceso stabilmente sotto 1.33 e ha effettuato anche il breakout rribassista dl supporto di 1.3280. Tuttavia, siamo sui livelli di supporto dinamici della media mobile a 20 giorni per cui potrebbe anche esserci un rimbalzo dai valori correnti. Il cambio euro/yen, invece, resta in area 108.30 mentre euro/sterlina quota sotto 0.8340. Forti acquisti su dollaro/yen, ad un passo dai precedenti top di periodo di 81.66.
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