Con il 2024 che si avvicina alla conclusione, gli investitori osservano con attenzione i mercati azionari statunitensi, interrogandosi su cosa riserveranno gli ultimi mesi dell’anno, il 2025 e i prossimi 10 anni.
L’indice S&P 500 ha registrato una performance eccezionale quest’anno, ma rimangono interrogativi sulla sostenibilità della sua crescita, sulla politica monetaria della Federal Reserve e sull’impatto dell’amministrazione Trump, che tornerà alla Casa Bianca nel 2025.
Ha senso aspettarsi un fine anno col botto, un 2025 difficile e un «decennio perso»?
Valutazione S&P 500: un rally sostenibile?
L’S&P 500 è aumentato del 28% nel 2024, un risultato straordinario e da record, come nell’anno della bolla delle dot.com. Gran parte di questi guadagni è stata trainata dal gruppo dei «Magnificent Seven»: Alphabet, Amazon.com, Apple, Meta Platforms, Microsoft, Nvidia e Tesla. Questi giganti della tecnologia sono stati protagonisti di un rally alimentato dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale, che ha spinto gli investitori a scommettere su un futuro dominato da questa tecnologia.
Tuttavia, la valutazione del mercato solleva dubbi. Il rapporto Shiller PE, che misura il prezzo delle azioni rispetto agli utili adeguati all’inflazione, è attualmente pari a 38. Questo livello è stato superato solo durante la bolla di Internet alla fine degli anni ’90, un periodo seguito da un drammatico crollo del mercato. Anche se gli utili societari sono aumentati del 75% dall’inizio della pandemia e si prevede che raggiungano $250, crescendo di oltre il 17%, su base annua entro la fine del 2025, il mercato è scambiato a circa 24 volte questi livelli, un multiplo elevato. Oltretutto,, questa stima potrebbe essere messa in discussione da una combinazione di politica monetaria incerta e un ambiente macroeconomico influenzato da un dollaro più forte.
Quindi, per mantenere questa traiettoria, sarà essenziale che la crescita degli utili vada oltre i Magnificent Seven, ampliandosi a settori più tradizionali e meno dipendenti dall’innovazione tecnologica.
La politica monetaria della Fed e il ritorno di Trump
La politica della Federal Reserve rimane un fattore chiave per il mercato azionario. A settembre, la Fed ha segnalato l’intenzione di ridurre i tassi di interesse di 100 punti base entro la fine del 2024, di cui 75 punti base sono già stati attuati. Inoltre, la banca centrale prevede ulteriori tagli di 100 punti base nel 2025, per poi adottare una politica più moderata che porterebbe i tassi verso livelli neutri nel 2026. Tuttavia, se l’inflazione dovesse rivelarsi più persistente del previsto, la Fed potrebbe dover sospendere i tagli o addirittura valutare aumenti dei tassi, una prospettiva che preoccupa gli investitori.
Con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, il panorama economico potrebbe subire ulteriori cambiamenti. Un dollaro USA più forte sotto la sua amministrazione potrebbe pesare sugli utili delle grandi aziende che operano su scala globale, poiché un dollaro in rialzo tende a rendere meno competitivi i prodotti e i servizi statunitensi all’estero. Questo potrebbe influenzare soprattutto i Magnificent Seven, ma anche altre società tecnologiche e industriali fortemente dipendenti dai mercati internazionali.
Previsioni delle banche d’affari
Le principali banche d’affari statunitensi si mostrano moderatamente ottimiste per il 2025, ma avvertono di un possibile rallentamento nel lungo termine. Il target price identificato da JPMorgan Chase per l’S&P500 è di $6.500 entro la fine del prossimo anno, un aumento superiore al 6%. Nonostante queste previsioni positive, le prospettive a lungo termine sembrano meno promettenti. Goldman Sachs, ad esempio, prevede che l’S&P 500 guadagnerà solo il 3% all’anno nel prossimo decennio.
S&P500,1D
Grafico a candele giornaliere dell'indice S&P500. Fonte: baha.com