Aumento bollo auto e abolizione superbollo? Niente di fatto (per ora)

L’aumento del bollo auto e l’abolizione del contestatissimo superbollo sono solo due dei provvedimenti riguardanti il mondo dell’automobile ai quali il Governo starebbe lavorando. Eppure, per ora, nessuna di queste due norme è diventata realtà: ecco perché, e cosa potrebbe succedere a breve.

Aumento bollo auto e abolizione del superbollo: due provvedimenti che riguardano, in modo del tutto diverso, i balzelli più odiati dagli automobilisti italiani. Le voci in merito hanno cominciato a rincorrersi in prossimità dell’ultimo Consiglio dei Ministri e le bozze del decreto prossimo al varo erano chiarissime: bollo auto più caro del 12 per cento ma contestuale addio al superbollo. Eppure, quando il Cdm ha illustrato ufficialmente il testo, l’assenza di qualsivoglia norma sul tema ha sorpreso più di un osservatore. Che cosa è successo?

La bozza del decreto: aumento del bollo auto dal 10 al 12 per cento (e non solo)

Certo, è sempre importante tenere bene in mente che le bozze dei decreti che circolano tra gli addetti ai lavori non sempre si traducono in leggi: il Consiglio dei Ministri, soprattutto in tempi di larghe intese, è un luogo di compromessi e scelte strategiche, in particolar modo in fatto di consenso elettorale. Eppure, il testo avrebbe dovuto contenere una serie di importanti novità per i guidatori italiani:

Era previsto un aumento dal 10 fino al 12 per cento del bollo automobilistico, limitato, però, al solo 2015;

L’eliminazione dell’imposta provinciale di trascrizione (Ipt), che non solo grava sia sui veicoli nuovi che quelli usati, ma appare a dir poco paradossale in un contesto in cui il Governo non ha fatto altro che sbandierare la riforma che ha portato all’abolizione delle Province.

  • Nascita dell’imposta regionale di immatricolazione (Iri): ovviamente la fine dell’Ipt non comporterebbe la scomparsa di una voce relativa alla tassazione sui veicoli. La nuova Iri, infatti, andrebbe a rimpinguare le casse di Regioni e Province autonome. A differenza dell’Ipt, però, riguarderebbe solo le nuove autovetture, in una misura che ancora non è stata stabilità ufficialmente. Le decisioni ufficiali in merito proverranno direttamente da un apposito decreto interministeriale, consentendo variazioni locali delle tariffe fino al 30 per cento. Il passaggio ufficiale, però, non sarebbe comunque in programma fino al 2015.
  • Abolizione del superbollo, sovrattassa sulle auto più potenti che già tante polemiche ha scatenato in passato.
  • Creazione di un archivio unico: motorizzazione e Pra.

Il no del Colle e di Ncd: se ne riparla a luglio?

Di fatto, però, nessuna di queste misure è entrata a far parte dell’ultimo decreto licenziato dal Governo Renzi. Come mai? Molte le ipotesi in ballo: sicuramente ha influito la risaputa reticenza da parte di Giorgio Napolitano nel dare il via libera a certi provvedimenti «omnibus». Dall’altra parte, però, c’è chi insinua che molto peso abbia avuto il «niet» del ministro competente, ovvero il titolare del dicastero dei trasporti Maurizio Lupi. In generale, quindi, è convinzione comune che dietro la scomparsa del capitolo automobilistico ci sia una precisa linea politica, in quanto l’esecutivo sicuramente non smaniava all’idea i intestarsi l’aumento di uno dei balzelli più odiati dagli italiani. Niente di fatto quindi? Non è detto: i maliziosi insinuano che la riforma automobilistica arriverà comunque: magari a luglio, quando l’estate e la vicinanza alle ferie si spera che contribuiscano a far passare sotto silenzio l’intera vicenda.

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Bollo auto

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