Atti vandalici: quali sanzioni si rischiano?

Il reato di atti vandalici è stato depenalizzato, ma restano le sanzioni per “danneggiamento aggravato” di beni pubblici e privati quando il fatto è grave e ci sono danni ingenti. Ecco cosa prevede la legge.

Atti vandalici: quali sanzioni si rischiano?

Per atti vandalici si intendono quei comportamenti violenti che deturpano, rovinano o distruggono completamente o parzialmente oggetti, monumenti, mura urbane, che appartenendo all’intera collettività (come statue e opere d’arte) o a privati cittadini.

Nel 2017 il reato che puniva gli atti vandalici è stato depenalizzato ed è entrato a far parte degli illeciti amministrativi: questo però vale soltanto per il reato di “danneggiamento semplice” che ad oggi è punito con una multa. Invece il “danneggiamento aggravato” è ancora una fattispecie di reato: si tratta di atti vandalici che si accompagnano a condotte violente e minacciose.

Atti vandalici depenalizzati: che vuol dire

Quelli che comunemente vengono chiamati “atti vandalici” nell’ambito giuridico rientrano nella condotta di danneggiamento. Prima dell’intervento del 2017, la legge prevedeva sanzioni penali sia per il danneggiamento semplice che per quello aggravato. Adesso, invece, l’applicazione del Codice penale riguarda solo le fattispecie gravi mentre le altre sono trattate come illeciti civili dalle quali derivano soltanto delle multe.

Danneggiamento semplice: quali atti vi rientrano e cosa si rischia

Come indica il nome stesso, gli atti ritenuti “danneggiamenti semplici” sono ipotesi meno gravi, sia per il bene che colpiscono per l’entità del danno arrecato. Esempi tipici di danneggiamento semplice sono il deturpamento del giardino del vicino, del telefono altrui o dei veicoli posteggiati in strada.

Chi commette atti vandalici di questo genere rischia una multa il cui importo viene quantificato in base alla gravità del danno: da un minimo di 100 euro ad un massimo di 8.000 euro.

Non ci sono però conseguenze penali.

Il danneggiamento è aggravato

Invece è sempre considerato un reato penalmente rilevante la condotta di chi distrugge, danneggia, deturpa e disperde cose mobili o immobili altrui con violenza verso le persone e minaccia.

Il danneggiamento aggravato è punito molto severamente: il Codice penale all’articolo 635 prevede la reclusione da 6 mesi a 3 anni, ma se gli atti vandalici vengono commessi in occasione di manifestazioni pubbliche in questo caso la reclusione sale da minimo un anno a 5 anni al massimo.

Esempi tipici di danneggiamento aggravato sono quelli che avvengono durante manifestazioni di protesta e scioperi, come dare fuoco alle automobili o rompere i vetri delle vetrine.

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