Attentato alla sicurezza dei trasporti: arrestato Castellucci ex ad di Autostrade e altri cinque dirigenti

La Procura di Genova ha disposto gli arresti domiciliari per Giovanni Castellucci, ex ad di Autostrade a Atlantia, e per altri cinque indagati: l’accusa è quella di attentato alla sicurezza dei trasporti e frode in pubbliche forniture.

Attentato alla sicurezza dei trasporti: arrestato Castellucci ex ad di Autostrade e altri cinque dirigenti

Accelerazione da parte dalla Procura di Genova, in una indagine sulla installazione delle barriere antirumore nata dopo il crollo del Ponte Morandi avvenuto nella mattina del 14 agosto 2018 e che ha provocato la morte di 43 persone.

Questa mattina la Guardia di Finanza ha eseguito sei ordini di arresto: a finire ai domiciliari c’è anche Giovanni Castellucci, fino al 30 gennaio 2019 amministratore delegato di Autostrade per l’Italia.

La misura cautelare è scattata anche per Michele Donferri Mitelli, ex responsabile manutenzioni, e Paolo Berti direttore centrale operativo di Autostrade. Le accuse sono quelle di attentato alla sicurezza dei trasporti e frode in pubbliche forniture.

Giovanni Castellucci, difeso dall’ex ministro Paola Severino, è ora ai domiciliari dopo essere stato portato questa mattina nella caserma del Nucleo Economico Tributario a Roma, mentre le altre misure cautelative sarebbero ora in esecuzione.

Al centro dell’inchiesta ci sono le barriere fonoassorbenti montate in passato sull’intera rete gestita da Autostrade, con gli inquirenti che sono convinti come gli ex dirigenti erano consapevoli che queste barriere fossero difettose e potenzialmente pericolose per la sicurezza stradale.

L’analisi della documentazione informatica e cartacea acquisita - hanno spiegato i finanzieri - le indagini tecniche effettuate, l’assunzione di plurime testimonianze hanno portato a raccogliere numerosi e gravi elementi indiziari e fonti di prova in capo ai soggetti colpiti da misura”.

Per gli inquirenti c’era “la consapevolezza della difettosità delle barriere e del potenziale pericolo per la sicurezza stradale, con rischio cedimento nelle giornate di forte vento”, nonchè “l’utilizzo di alcuni materiali per l’ancoraggio a terra non conformi alle certificazioni europee e scarsamente performanti”.

Per il gip “le barriere fonoassorbenti non vennero cambiate per evitare le ingenti spese che avrebbe comportato”, con la sostituzione che fu elusa “con alcuni accorgimenti temporanei non idonei e non risolutivi”.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories