Astaldi: ecco l’offerta di Salini

Cosa prevede l’offerta di Salini su Astaldi? Tutti i dettagli del progetto reso noto qualche minuto fa

Astaldi: ecco l'offerta di Salini

L’offerta di Salini su Astaldi è stata ufficializzata sul filo di lana.

Nella giornata odierna, infatti, scadrà il termine ultimo per la presentazione del piano di ristrutturazione necessario ad evitare l’amministrazione straordinaria.

A rendere noti i dettagli del progetto è stata la stessa Salini tramite comunicato stampa pubblicato qualche minuto fa sul sito ufficiale, nel quale ha messo in luce i quattro punti fondamentali della sua proposta.

Secondo la nota, l’offerta di Salini Impregilo su Astaldi sarà condizionata al contributo di coinvestitori di lungo periodo, al buon esito della Proposta Concordataria, all’assenza di eventi rischiosi per fattibilità del piano e altresì alla disponibilità delle banche di concedere linee di credito.

Cosa prevede l’offerta di Salini su Astaldi: i dettagli

La proposta della milanese sul general contractor romano è stata articolata in quattro punti evidenziati dalla stessa Salini Impregilo. Innanzitutto, si legge nella nota aziendale, l’offerta su Astaldi prevederà un piano economico-finanziario volto al ritorno in bonis con la continuità delle attività EPC.

Poi si procederà con la segregazione degli asset non-core in un separato compendio del quale potranno beneficiare esclusivamente i creditori chirografi.

L’offerta di Salini su Astaldi, tra le altre cose, prevederà anche un aumento di capitale per cassa pari a €225 milioni di euro:

“per il 65% del capitale di Astaldi post aucap, riservato a Salini Impregilo, destinato in parte al pagamento dei debiti privilegiati e prededucibili e in parte a servizio del piano di continuità, con attribuzione a Salini Impregilo di una quota di controllo in Astaldi post esdebitazione concordataria.”

Tra le caratteristiche della proposta di Salini Impregilo anche l’attribuzione ai creditori chirografari di azioni e strumenti finanziari partecipativi.

Per riassumere: dopo l’aumento di capitale (da attuarsi nella procedura di concordato preventivo in continuità aziendale) Salini diverrà socio di Astaldi al 65%. I creditori convertiranno i crediti in azioni e vanteranno complessivamente un altro 28,5% della romana. Ai soci attuali, invece, resterà il 6,5%.

Gli obiettivi dell’offerta

Ad alzare il velo sui reali obiettivi di Salini è stata la diretta interessata, che ha evidenziato la necessità di proseguire e portare a termine i lavori attualmente in corso.

“Il successo dell’operazione garantirebbe inoltre la continuità dei lavori di Astaldi e la preservazione della relativa catena del valore, contribuendo così alla indispensabile stabilizzazione del settore anche e soprattutto sul mercato nazionale delle grandi opere.”

Nello specifico, ha continuato la nota della milanese, l’avvicinamento tra Salini e Astaldi permetterebbe di creare uno dei maggiori player globali del settore costruzioni, con un portafoglio di commesse EPC di circa €33 miliardi e oltre 45.000 dipendenti.

I prossimi passi

L’offerta di Salini su Astaldi dovrà ora ricevere il via libera del Tribunale e, come ricordato dalla nota aziendale citata, dovrà altresì essere approvata dalla maggioranza dei creditori della romana.

Lo stesso Tribunale dovrà poi occuparsi dell’omologazione nel contesto della procedura concorsuale. In queste fasi gli organi della procedura potrebbero chiedere integrazioni o modifiche alla proposta che Salini si riserverà il diritto di valutare e anche rifiutare. Di conseguenza, non è detto che le operazioni andranno certamente a buon fine.

Per quel che riguarda la tempistica, ha concluso la nota, le operazioni derivanti dall’accettazione dell’offerta di Salini su Astaldi potrebbero concretizzarsi entro il primo semestre del 2020.

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