Asta Bot, Ctz: rendimenti da record. Mercati nel panico

Nadia Fusar Poli

25 Novembre 2011 - 14:43

Asta Bot, Ctz: rendimenti da record. Mercati nel panico

ASTA BOT, CTZ - 7,81% e 6,5%. A tanto è schizzato il rendimento per l’emissione di Ctz a 2 anni e Bot semestrali, collocati nell’asta odierna.

L’effetto «Mario Monti» sembra essere svanito e l’Italia è di nuovo sotto forte pressione. All’indomani del mini vertice di Strasburgo, con il presidente francese Nicolas Sarkozy, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il nuovo primo ministro italiano Mario Monti, il Tesoro ha collocato Ctz per 2 miliardi, con un rendimento del 7,814% in crescita del 3,187% rispetto all’ultimo collocamento. Piazzati anche Bot semestrali per 8 miliardi - la domanda è stata pari a 11,7 miliardi - il cui rendimento medio è schizzato al 6,504% quasi raddoppiando il tasso del 3,535% dell’asta precedente

I mercati hanno ovviamente reagito male al risultato di queste aste. All’inizio di questo pomeriggio, il Bund decennale balzava di 21 punti base, al 7,32%, mentre lo spread fra Bund e Btp a 10 anni è tornato sopra i 500 punti base, attestandosi a 510,33 punti.

Riflesso delle inquietudini dei mercati, la Borsa di Milano ha ampliato le sue perdite, scendendo a - 1,84%. Sul mercato dei cambi, l’euro è precipitato sino a 1,3225 dollari, il livello più basso dall’inizio di ottobre.

Oltre al tasso, che a questi livelli è considerato insostenibile nel lungo periodo, continua a destare preoccupazione il debito dell’Italia, a quota 1.900 miliardi di euro, circa il 120% del PIL. I mercati temono che una crisi di liquidità, alla fine, impedirà all’Italia di rifinanziare il proprio debito, anche a costi astronomici. Un cattivo auspicio, in vista delle aste di Lunedì e Martedì, con l’emissione di otto miliardi di euro di obbligazioni, inclusi i titoli con scadenza inedita, a tre anni.

In questo contesto di estrema tensione, il cancelliere tedesco ha ribadito la sua opposizione all’ eurobond, considerato da molti esperti come una delle chiavi per porre fine alla crisi. La seconda opzione proposta, fortemente evocata negli ultimi giorni, ovvero quella della monetizzazione del debito da parte della BCE, attraverso la creazione di moneta illimitata, è ugualmente in fase di stallo. Germania e BCE sono infatti fortemente contrapposti su questo punto, anche se l’istituto di Francoforte ha già acquistato oltre 190 miliardi di euro di titoli dall’inizio della crisi.