Asia: l’Adb taglia stime sulla crescita. Pericolo contagio dall’Europa?

Erika Di Dio

3 Ottobre 2012 - 13:05

Asia: l’Adb taglia stime sulla crescita. Pericolo contagio dall’Europa?

L’Asian Development Bank (Adb) ha tagliato le previsioni di crescita per il 2012 e il 2013 per il continente asiatico, a causa dei problemi economici in Europa e negli Stati Uniti. Si parla di un’espansione dell’Asia -fatta esclusione per il Giappone- del 6,1%, a paragone con il 6,6% dello scorso Luglio e il 7,2% dell’anno scorso e un’inflazione al 4,2% invece che al 4,4%.

Le cause

L’Adb cita fra le cause principali la dipendenza dalle esportazioni, i problemi del debito nell’eurozona e i problemi fiscali negli Stati Uniti, che hanno provocato un abbassamento della crescita in Cina (in particolar modo, una contrazione dei servizi e delle manifatture), in Giappone (le cui industrie prospettano scenari sempre più negativi) e in Corea del Sud, la cui esportazione ha subito un notevole calo.

Cina

La Cina crescerà del 7,7% nel 2012 a paragone con l’8,5 previsto; ciononostante l’Adb pensa che il paese sarà ancora in grado di evitare una brusca frenata dal punto di vista economico, in quanto le autorità di Pechino hanno notevoli possibilità di utilizzare ulteriori misure di stimolo. Il capo economista di Adb Changyong Rhee ha affermato, «Il governo ha i mezzi per ammortizzare l’economia da pesanti turbolenze globali. La sua forte posizione di bilancio, l’inflazione che retrocede e le misure politiche di espansione dovrebbero garantire un morbido atterraggio economico, ma il paese ha bisogno di accellerare lo sforzo di diversificazione della sua fonte di crescita e rafforzare le riforme strutturali per una crescita inclusiva».

India

La crescita in I’India si attesterà probabilmente al 5,6% nel 2012 e al 6,7% nel 2013, contro i dati delle precedenti previsioni rispettivamente di 7,0% e 7,5%; il paese attualmente combatte con alti tassi d’inflazione, un grande deficit di bilancio e un basso indice dei consumi.

Asia orientale

I paesi dell’Est Asiatico saranno quelli a più rapida crescita, anche se non rimarrano immuni al rallentamento generale della zona; ci sarà una crescita stabile del 5,2% per quanto riguarda la zona del Sudest Asiatico, grazie soprattutto agli sforzi di recupero in Tailandia in seguito alle inondazioni dello scorso anno e una maggiore spesa statale in Malesia e nelle Filippine.

Proposte di crescita

Secondo la banca di sviluppo asiatica, si potrebbe migliorare il settore dei servizi (che contribuisce al 50% del Pil della regione e utilizza il 34% della forza lavoro dei Paesi asiatici in via di sviluppo) concentrandosi su riforme dell’educazione, miglioramenti delle infrastrutture e sull’utilizzo di regolamentazioni più semplici.