Apple, Samsung e Sony accusate da Amnesty per sfruttamento minorile

Laura Botti

20 Gennaio 2016 - 13:48

Apple, Samsung e Sony sono state accusate da Amnesty International di alimentare lo sfruttamento del lavoro minorile. Il cobalto utilizzato nei loro prodotti verrebbe infatti estratto da minorenni e da lavoratori sfruttati.

Apple, Samsung e Sony accusate da Amnesty per sfruttamento minorile

Secondo un rapporto divulgato nelle ultime ore da Amnesty, noti marchi elettronici come Apple, Samsung e Sony alimentano lo sfruttamento del lavoro minorile. I loro prodotti sarebbero infatti formati dal cobalto estratto in aree in cui è diffuso il lavoro minorile.

Aziende leader nel settore dell’elettronica come Apple, Samsung e Sony vengono poste sotto processo dalle organizzazioni umanitarie che le accusano di sfruttamento minorile.

Perché colossi dell’high tech come Apple, Samsung e Sony sono stati accusati di sfruttamento minorile?

Rapporto Amnesty: l’indagine sullo sfruttamento minorile

This is what we die for” è il titolo del report realizzato da Amnesty International con African Resources Watch (Afrewatch), l’organizzazione non governativa che denuncia la violazione dei diritti umani nella Repubblica Democratica del Congo.

In particolare l’indagine, realizzata tra aprile e maggio del 2015 in nove miniere, ricostruisce il percorso del cobalto estratto nella Repubblica Democratica del Congo. Il paese produce circa il 50% del cobalto mondiale e le miniere presenti sul territorio sono da anni causa di gravi problemi di salute per i lavoratori.

Secondo il rapporto la Congo Dongfang Mining (Cdm), interamente controllata dal gigante minerario cinese Zheijang Huayou Cobalt Ltd (Huayou Cobalt), vende il cobalto lavorato a tre aziende che producono batterie per smartphone e automobili in Cina e in Corea del Sud.

Queste ultime riforniscono poi le aziende come Apple, Samsung, Microsoft e Sony, oltre a Daimler e Volkswagen. Da quì la denuncia delle organizzazioni ai noti marchi elettronici di non riuscire a fare adeguati controlli per assicurarsi che nei loro prodotti non sia usato il cobalto estratto da bambini o da lavoratori sfruttati.

Rapporto Amnesty: le condizioni lavorative dei minori

Per il rapporto sono state intervistate circa 90 persone, 17 delle quali minorenni aventi un’età compresa tra i 9 e i 17 anni. I bambini hanno rivelato di aver lavorato anche 12 ore al giorno per guadagnare tra 1 e 2 dollari in ambienti molto pericolosi. Le miniere sono sprovviste della necessaria strumentazione e i lavoratori, privi di protezioni fondamentali come mascherine e guanti, sono esposti a numerosi abusi fisici.

I bambini sono costretti a portare grossi carichi e subiscono gli effetti negativi degli agenti chimici cui sono esposti. Il cobalto in particolare può provocare malattie polmonari, asma e dermatiti. Diffusi anche gli incidenti sul lavoro tanto che è stata stimata la morte di ottanta minatori nel sud del Congo tra il settembre 2014 e il dicembre 2015.

Sfruttamento minorile: la risposta di Apple, Samsung e Sony

Nel comunicato stampa diffuso ieri da Amnesty l’organizzazione afferma di aver contattato 16 multinazionali che risultano clienti delle tre aziende produttrici di batterie e che nessuna di esse è stata in grado di fornire informazioni dettagliate sulle quali poter svolgere indagini indipendenti per capire da dove venga il cobalto utilizzato nei loro prodotti.

Intanto in una nota Apple ha sostenuto che “Il lavoro minorile non è mai tollerato nella nostra catena di fornitura”, concorda Samsung affermando di avere una “tolleranza zero verso il lavoro minorile" mentre Sony ha comunicato di stare lavorando con i fornitori per le questioni relative ai diritti umani.

Risposte che Amnesty mette alquanto in discussione. Come scritto nel comunicato:

“Mentre le aziende produttrici di apparecchi elettronici o batterie automobilistiche fanno lucrosissimi profitti, calcolabili in 125 miliardi di dollari l’anno, e non riescono a dire da dove si procurano le materie prime, nella Repubblica Democratica del Congo i bambini minatori perdono la vita”

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