7 giugno - 17 giugno: 10 giorni cruciali per il futuro della Grecia, dell’Europa e, soprattutto, della Grecia in Europa. Il 17 giugno è il giorno X per capire se i greci preferiscono ritornare alla dracma o restare nell’euro.
Nervi scoperti
L’Europa si interroga, una parte della Grecia chiede che venga rivisto il piano di salvataggio, mentre l’altra punta l’attenzione sul catastrofismo nell’eventualità di un’uscita (sempre più probabile) dalla moneta unica. In tv e sulla rete rimbalzano spot elettorali di una propaganda feroce, che difendono ora una ora l’altra parte, con tanto di polemiche a seguito. E nei talk-show politici, succede di tutto, con urla, bicchieri d’acqua e schiaffi in faccia.
Atene, Grecia, Europa (forse)
Da Atene ricordano inoltre che se cade la Grecia, cadranno anche gli altri Paesi, con un effetto domino inarrestabile. Impensabile per i vertici europei, che continuano a perseverare nel loro desiderio che il Paese ellenico resti tra loro, nell’assenza di un piano B, nel fronte comune per continuare a solidificare la coesione economico-sociale dei Paesi membri. Sembrano tutte dichiarazioni di facciata, con la tensione che serpeggia tra una parola e l’altra: Angela Merkel comincia a sudare freddo, François Hollande è costretto ad affrontare i conti pubblici del suo Paese, Mario Monti è sempre più pressato dai politici e dai cittadini stanchi dell’enorme pressione fiscale. E c’è chi dice (Bank of America-Merrill Lynch) che la Grecia è sul lastrico e dal mese di luglio potrebbe non riuscire più a pagare stipendi e pensioni, senza contare il blocco alle importazioni di carburanti, prodotti per l’alimentazione e medicinali.
Scenario da apocalisse economica o clima del terrore? Le tensioni sociali sono alle stelle, i disagi stanno per scoppiare e c’è anche questo alla base del considerevole calo di turismo nel Paese ellenico, uno tra i più ricchi di cultura al mondo. Diminuiscono i turisti per paura di scioperi e scontri, in quella che potrebbe essere ricordata a lungo come un’estate calda, bollente per i cittadini greci. Oggi è ancora il tempo di assistere a due facce della Grecia.
Il 17 giugno si avvicina
130 miliardi di euro di aiuti internazionali, destinati tutti a ricadere sugli interessi sui debiti e sui bond in scadenza. Un buco ulteriore da quasi 2 miliardi di euro derivato dal calo delle entrate fiscali. «I greci non pagano le tasse», ha affermato una settimana fa il direttore del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde. Di vero c’è che molti aspettano il ritorno della dracma. E la situazione politica scotta: Nea Dimokratia e Syriza in pole position, qualcuno dice che siano appaiate, mentre altri sondaggi affermano con sicurezza che Syriza abbia attualmente la maggioranza. Eppure è una guerra, a livello politico, soprattutto di nervi. Syriza vuole rinegoziare i piani di austerity previsti dalla Commissione europea: un’eventuale proposta di rinegoziazione significherebbe addio all’euro. Neo Dimokratia, invece, abbassa il capo e vede nella sua permanenza in Europa l’unica strada da percorrere per restare nell’Europa che conta, per salvare la propria economia, e forse anche il proprio prestigio, quasi con orgoglio (cieco) nazionalista. Che si può vedere in questo spot targato «Nea Dimokratia», dove un insegnate, illustrando i Paesi che appartengono all’Europa, non cita la Grecia, stimolando la curiosità dei bambini, che gli chiedono il perché, gettandolo in un amaro sconforto.
La fine dell’Europa o dell’euro?
Dracma o euro? La svalutazione della dracma, i conseguenti disagi sociali e la ripresa dell’economia greca nel giro di qualche anno quali conseguenze potrebbero avere sul resto d’Europa? Sono ormai in molti gli analisti e gli economisti che prevedono con certezza l’uscita della Grecia dall’Europa, e aumentano ogni giorno sempre più quelli che prevedono lo smantellamento dell’Europa stessa. «Un progetto nato male che si concluderà male», è in sintesi la loro affermazione. Ma male per chi? È la questione di oggi. Esiste per i greci un fondo più basso di quello in cui si trovano già?
Il countdown è cominciato: -10.
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