Nonostante il dato negativo dell’ISM dei servizi sotto le attese degli analisti e la “pericolosa” asta record della Bce da quasi 230 miliardi (quindi, le banche hanno bisogno di denaro fresco subito…), le Borse hanno viaggiato col vento in poppa chiudendo una seduta al dir poco spettacolare con rialzi medi del 2,5% grazie soprattutto all’andamento dei titoli legati alle materie prime (l’indice di settore ha messo a segno un rialzo del 4,5% circa). L’Euro/Dollaro ha proseguito la sua marcia rialzista avvicinandosi alla resistenza giornaliera di area 1,2670. A questo punto sarebbe interessante vedere un nuovo breakout che potrebbe fornire importanti indicazioni per le prossime settimane. Infatti, in caso di breakout deciso è molto probabile che i prezzi possano viaggiare ancor di più a vele spiegate fino alla soglia psicologica di 1,30 e forse fino alla resistenza giornaliera di area 1,31. Soltanto la perdita decisa di area 1,2480 provocherebbe un momentaneo deterioramento del quadro rialzista di breve periodo per un target a 1,23 prima e 1,2150 poi. Oltre alla forza dell’euro c’è da sottolineare anche la debolezza cronica del dollaro statunitense, appesantito dai continui dati macro negativi. Il cambio Usd/Jpy è sul supporto di 87,34. Un’eventuale perdita di questo livello proietterebbe i prezzi verso i bottom di 86,96, dove un nuovo breakdown porterebbe le quotazioni verso 85,90 prima e 84,80 poi.
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