Faang: il Death cross non è un segnale statisticamente attendibile

L’attenzione degli investitori è di recente focalizzata sui titoli tecnologici in bear market dai top segnati a ottobre. Fra i titoli FAANG, tre di questi hanno generato un segnale Death cross e mancherebbero all’appello solo Apple e Amazon. Bisogna davvero allarmarsi sulla recente discesa delle quotazioni? L’Ufficio studi di Money.it ha condotto alcuni backtest a riguardo. Ecco i risultati

Faang: il Death cross non è un segnale statisticamente attendibile

L’allarme è scattato già da qualche settimana: tra i cinque titoli tecnologici che compongo l’acronimo FAANG, (Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Alphabet) tre di questi hanno completato un segnale che in analisi tecnica conferma un’inversione ribassista della tendenza.

Si sta parlando dell’incrocio della media mobile a 50 giorni con la media mobile a 200 giorni, in particolare dell’incrocio ribassista: il Death Cross. Vediamo cosa è e come interpretarlo.

Analisi tecnica: il Death cross

Questo segnale ultimamente si è presentato su alcuni dei principali titoli del settore tecnologico, già in bear market dai top annuali registrati nel mese di ottobre, preoccupando ulteriormente la view degli investitori. Il recente segnale evidenziato dall’intersezione delle medie mobili potrebbe presagire che il recente calo dai top annuali potrebbe proseguire e di molto.

A supportare questa view è il fatto che questo segnale non è solo utilizzato dagli operatori retail, ma è molto monitorato anche dagli investitori istituzionali, poiché considerato come valido anticipatore di importanti accelerazioni al ribasso o al rialzo di lungo periodo.

Tuttavia dei cinque titoli facente parte dei FAANG mancano ancora all’appello Amazon e Apple che sono ancora lontani dal generare questo segnale, seppur i corsi scambino al di sotto della media mobile semplice a 200 periodi.
Questo fatto è dovuto principalmente alle caratteristiche delle medie mobili e per la loro costruzione di natura lagging.

Apple e Amazon ancora «immuni» dal Death cross

Apple è ancora molto lontana dal generare questo segnale, principalmente perché dai minimi segnati nel mese di settembre 2016, la tendenza rialzista si è sviluppata in maniera piuttosto lineare senza presentare ritracciamenti di grande entità, i quali potessero portare ad un incrocio negativo delle due medie mobili. Per Amazon, invece la struttura tecnica è più orientata al ribasso, nonostante la figura di doppio minimo che si è sviluppata da fine ottobre.

Per questi due titoli le medie mobili, proprio per come sono costruite, avranno quindi bisogno di un’estensione ribassista più marcata dai livelli attuali oppure i corsi dovranno procedere lateralmente per più tempo affinchè le medie si avvicinino per potersi eventualmente incrociare.

Alla luce delle indicazioni fornite a livello algoritmico sui principali titoli tech gli investitori nelle ultime ottave si sono divisi in due fazioni, da una parte c’è chi sostiene che il recente calo potrebbe essere una valida opportunità di acquisto in ottica di lungo periodo, mentre dall’altra parte alcuni si sono lasciati prendere dal panico dalle recenti notizie negative espresse dai media.

Backtest su «Trading system Death cross»

L’Ufficio studi di Money.it ha condotto un’analisi sui segnali generati dall’incrocio delle due medie mobili sui titoli Apple e Amazon che sono i soli titoli facente parte dei FAANG che ancora devono generare il segnale.

Un secondo test è stato effettuato a livello di portafoglio, dal momento che i segnali generati sui singoli titoli non raggiungono un numero statisticamente sufficiente per validare la bontà dei risultati ottenuti.

Il test è stato effettuato a partire da gennaio del 2000 fino al 4 dicembre 2018 con un capitale di 100.000 dollari ed un rischio del 2% su ogni operazione, mentre per quanto riguarda il test di portafoglio si è partiti dal mese di settembre 2014, poiché è stato scelto come benchmark l’indice NYSE FANG+ che ha dati a partire dal 19 settembre sulla piattaforma Bloomberg.

Apple: i risultati del backtest


Golden-Death cross trading system su Apple. Fonte: Bloomberg

Il trading system su Apple ha generato 16 operazioni di cui 8 long e 8 short, per quanto riguarda il lato long 5 operazioni si sono rivelate positive mentre 3 hanno portato ad una perdita. Per il lato short invece su 8 operazioni solo la metà di queste si sono rivelate profittevoli, ma questo è evidente, dato che il bias sui titoli tecnologici è sempre stato rialzista, del resto come per tutti i listini americani.

Amazon: i risultati del backtest


Golden-Death cross trading system su Amazon. Fonte: Bloomberg

Amazon è molto vicina a generare il segnale Death Cross. Il trading system in questo caso ha fornito 9 operazioni long e 9 short. Qui la differenza di profittabilità tra il lato short e il lato long è più marcata. Delle 9 operazioni long 7 si sono rivelate profittevoli, mentre solo 2 hanno portato ad una perdita. Per il lato short invece i risultati appaiono ben peggiori: solo 1 operazione su 9 si è dimostrata profittevole. Le ragioni di questo risultato sul lato short sono evidenti guardando il grafico del titolo e plottando le due medie mobili.

Ogni volta che si è verificato un incrocio ribassista i prezzi hanno recuperato molto velocemente le recenti perdite, non consentendo di sfruttare un movimento direzionale ribassista, dal momento che non si è mai verificato.

Considerazioni

L’orientamento al rialzo generale dei titoli tech negli ultimi anni non consente di stimare correttamente quale sarà l’impatto dei segnali Death Cross cui stiamo assistendo. L’incrocio ribassista della media a 50 su quella a 200 rimane tuttavia un segnale di debolezza, ma è presto per allarmarsi dal momento che lo storico di dati appare poco significativo.

Il portafoglio FAANG


Golden-Death cross trading system sul paniere FAANG. Fonte: Bloomberg

Oltre ai singoli test sui due titoli precedentemente menzionati, l’Ufficio studi di Money.it ha condotto i backtest di portafoglio sui cinque titoli FAANG, dal momento che singolarmente per nessuno di questi si sono presentati risultati numericamente sufficienti a livello statistico per validare le nostre considerazioni.


Golden-Death cross trading system sull’indice NYSE FANG+. Fonte: Bloomberg

Dall’equity line che rappresenta il portafoglio FAANG (la prima in alto) si può notare come, rispetto al benchmark di riferimento la perdita nell’ultimo periodo sia rimasta pressoché della stessa entità. Rispetto all’indice NYSE FAANG+ (secondo grafico), però, il portafoglio ha continuato a generare guadagni prima registrare perdite con il sell-off generale dei listini Usa. Ricordiamo che l’indice ufficiale NYSE FAANG+ contiene al suo interno anche altre 5 società tecnologiche quotate a New York: Baidu, Alibaba, Twitter, Nvidia e Tesla.

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