I corsi del Kiwi mostrano nuovamente segnali di indebolimento dopo il rialzo messo a segno nelle precedenti sedute. Un pattern dalle implicazioni ribassiste potrebbe fornire un’operatività con un buon rapporto di rischio-rendimento. Ecco i livelli da monitorare secondo l’analisi tecnica
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 0,665 |
| Variazione | -0,37% |
| Max (52 settimane) | 0,706 |
| Min (52 settimane) | 0,64 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 0,67 |
| RSI 14 | 38,84 |
| MACD | -0,004 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | 0,86% |
| 1 mese | -2,29% |
| 3 mesi | -3,62% |
Il cambio NZD/USD al momento si attesta a 0,6652, dopo il movimento rialzista partito da da area 0,6600. La struttura tecnica del cambio è orientata la ribasso, favorendo strategie di matrice short.
I prezzi hanno dapprima violato la trendline ascendente di lungo periodo che conta i minimi segnati a ottobre 2018 e gennaio 2019, successivamente anche la SMA a 200 periodi è stata intersecata al ribasso, rafforzando ulteriormente la view ribassista sul Kiwi.
Al momento i corsi hanno disegnato una conformazione engulfing bearish che, a seguito del movimento ascendente delle precedenti quattro sedute, farebbe pensare che un ulteriore ribasso sia alle porte.
Una rottura dei minimi di ieri a 0,6629 darebbe il via ad operazioni short che avrebbero come primo obiettivo 0,6500, mentre come target finale i minimi di ottobre 2018 a 0,6425. Lo stop loss in questo caso potrebbe essere collocato poco al di sopra del massimo segnato martedì, più precisamente a 0,6685.
Per il fronte rialzista, si potrebbero implementare strategie long solo nel caso di una chiusura superiore alla SMA200, ora transitante a 0,6726. In tal caso un primo obiettivo di profitto potrebbe essere identificato a 0,6795 ed un target finale a 0,6900.
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