America: ecco il punto della situazione sulla prima potenza economica del pianeta

Federica Agostini

19/06/2012

America: ecco il punto della situazione sulla prima potenza economica del pianeta

Negli scorsi anni, i battibecchi dei politici hanno portato ad un punto morto e, ogni volta, le scelte sono ricadute sulle soluzioni apparentemente più semplici.
L’effetto di queste «toppe» temporanee si esaurirà il prossimo 6 novembre, l’Election Day per Presidente e Congresso.

Sembrerebbe che i politici americani non siano in grado di raggiungere un compromesso:
i Democratici sono ostili ai tagli delle spese, i Repubblicani, invece, non accettano in alcun modo l’aumento delle tasse. Insomma, piuttosto che moderare le loro posizioni, entrambe le parti preferiscono scontrarsi duramente durante le campagne elettorali.

Questa strategia costa molto al paese. Le soluzioni temporanee adottate hanno semplicemente posticipato la necessità di una stretta fiscale, creando un «dirupo fiscale» che si rivelerà alla fine dell’anno.
Incluso la reintroduzione delle imposte tagliate da George W. Bush, l’aumento sulle imposte salariali e una serie generale di tagli alle spese. Non bisogna essere Sherlock Holmes per capire che a combattere sul ciglio del burrone, c’è rischio di cadere.

L’America vedrà una stretta fiscale pari al 5% del Pil. Questo basterà a rovesciare l’economia che quest’anno dovrebbe crescere del 2.2% segnado il ritorno alla recessione.
L’ultima volta che il Congresso ha discusso la possibilità di alzare la «soglia del debito», un’agenzia di rating ha privato l’America del suo preziosissimo AAA, spaventando a morte i mercati. Con l’euro che va a intermittenza e con i mercati emergenti che rallentano, gli affari cominciano a fare paura.
Il «dirupo» americano aggiunge un’altra enorme incertezza, scoraggiando le compagnie ad investire finché non avranno la possibilità di vedere con maggiore chiarezza cosa accadrà in futuro.

Basta prendere tempo

La soluzione migliore sarebbe quella di stabilire un accordo che permetta di aumentare le tasse e che incentivi la crescita.
Tuttavia, l’accesa campagna politica si basa sullo scontro ed entrambe le parti contano di emergerne con maggiore influenza: i Repubblicani ambiscono al controllo della Casa Bianca e del Congresso, mentre Obama spera in un nuovo mandato.

Poiché i candidati sembrano incapaci di giungere ad un’intesa prima delle elezioni, verranno nuovamente applicate misure temporanee per posticipare la deadline oltre le elzioni.

Se rimandare la decisione ha causato il problema, come potrebbe risolverlo un rinvio?

Continuare a rimandare per guadagnare tempo, non è la soluzione giusta. I mercati e le agenzie di rating potrebbero non vederlo di buon occhio e, in questo modo, le incertezze riguardo agli investimenti delle compagnie verrebbero mitigate, ma non eliminate. In un sistema economico così infido come è quello attuale, queste sono le ultime scelte cui la politica dovrebbe ricorrere.

Traduzione per Forexinfo.it a cura di Federica Agostini - Fonte: The Economist