Allarme colera in Medio Oriente: più di 2,2 milioni di casi

Non solo coronavirus: in arrivo il picco di colera nello Yemen, dove l’epidemia che ha già colpito più di 2 milioni di persone in tre anni potrebbe aggravarsi con l’arrivo della stagione delle piogge.

Allarme colera in Medio Oriente: più di 2,2 milioni di casi

Nel pieno della pandemia di coronavirus, un’altra importante emergenza sanitaria sta interessando il Medio Oriente: in Yemen la diffusione di colera potrebbe portare al collasso il servizio sanitario già duramente messo alla prova dalla guerra.

Nel 2020 si contano già 56.000 casi e dal 2017 sono oltre 2,2 milioni le persone contagiate, secondo quanto riportato da Oxfam il quadro rischia di aggravarsi ulteriormente con l’arrivo della stagione delle piogge che potrebbe rendere drammatica la situazione.

Oltre alla diffusione del colera lo Yemen sta vivendo anche una grave guerra che dura da circa 5 anni e ha già ucciso 12.000 civili. Una delle conseguenze del conflitto è l’estrema frammentazione del Paese in regioni controllate da diverse fazioni in guerra tra loro che rendono difficile trovare una soluzione a questa epidemia.

Colera in Yemen: l’allarme Oxfam

Oxfam, a 5 anni dalla scoppio della guerra in Yemen, lancia un allarme ai 13 governatorati dettato dall’emergenza umanitaria che ha colpito il Paese. Le maggiori preoccupazioni sono rivolte principalmente alle cinque regioni del nord, colpite più delle altre dalla diffusione del colera. Paolo Pezzati, il consulente politico per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia, ha dichiarato:

“Mentre il sistema sanitario è ormai al collasso, con solo la metà delle strutture in funzione in tutto il Paese a causa dei bombardamenti e degli scontri degli ultimi anni, il numero di contagi potrebbe aumentare con l’arrivo della stagione delle piogge in aprile sarebbe l’ennesimo colpo per un popolo che ha già sofferto orrori indicibili”.

Dopo il picco di contagi nel 2017, mai registrato prima, il Nord dello Yemen resta la zona più problematica soprattutto per la difficoltà nel reperire acqua pulita, quasi del tutto inesistente. Nel 2018 la situazione sembrava migliorare, ma dal 2019 i contagi hanno iniziato nuovamente ad aumentare. Pezzati aggiunge inoltre che oltre 10 milioni di persone sono sull’orlo della carestia e altri 17 non hanno a disposizione acqua potabile e servizi igienico sanitari.

Anche le scorte di medicinali e materiali sanitari che lo Yemen ha a disposizione stanno si stanno esaurendo e li fluttuazioni nei tassi di cambio hanno iniziato a gravare sul costo del carburante, aumentando di conseguenza anche il prezzo di tutti i beni trasportati su strada, primo fra tutti l’acqua potabile trasportata con i camion-cisterna.

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