7 titoli italiani con i maggiori upside secondo i target Intesa Sanpaolo

Claudia Cervi

7 Luglio 2026 - 07:53

Intesa Sanpaolo identifica 7 titoli Italiani con upside significativi nella second metà del 2026. Analisi fondamentali e target price.

7 titoli italiani con i maggiori upside secondo i target Intesa Sanpaolo

A inizio 2026 il copione sembrava scritto: tassi fermi, inflazione in discesa, ciclo monetario stabilizzato. Invece il 28 febbraio chiude lo Stretto di Hormuz e l’escalation in Iran dissolve gli scenari costruiti alla fine del 2025. E l’Europa, con un’infrastruttura energetica fragile, paga il prezzo più salato: la BCE a giugno è costretta ad alzare i tassi per tenere a bada l’inflazione nonostante un’economia che rallenta.

Intesa Sanpaolo vede però ancora spazi interessanti nel listino italiano con margini di rialzo che vanno dal 4% al 55% rispetto ai prezzi correnti. Ecco chi sono, quanto possono rendere secondo gli analisti e dove stanno i rischi.

I 7 titoli Buy di Intesa Sanpaolo. La tabella completa

Azione Rating Target Price Prezzo Attuale Upside
Enel BUY 10,7 10,282 +4,1%
Fine Foods BUY 12,8 9,06 +41,3%
Piaggio BUY 2,00 1,741 +14,9%
Sanlorenzo BUY 48,5 36,58 +32,6%
SeSa BUY 130,0 97,40 +33,5%
SYS-DAT BUY 9,0 5,8 +55,2%
Technoprobe BUY 40,0 33,46 +19,5%

Enel tra le Top Picks di Intesa

Enel è tra i titoli più interessanti per il secondo semestre. Il target è 10,7 euro, inferiore a quello fissato dagli analisti di Goldman Sachs a 12 e agli 11 euro indicati da Barclays, Kepler ed Equita.

La solidità del modello industriale è stata confermata dai risultati del primo trimestre, con ricavi che non dipendono da ogni oscillazione del gas. In un’economia attesa in crescita tra lo 0,5% e lo 0,7%, ma con un’inflazione media del 3,1% nel 2026 (secondo i dati di Prometeia), questa visibilità finanziaria è oro puro.

Poi c’è il dividendo. Il rendimento di Enel è stimato al 5,4% lordo nel periodo 2026-2027, che sale al 6,7% se si include il buyback.

Technoprobe, la scommessa AI del listino

Technoprobe fabbrica i connettori per i chip, elementi fondamentali per lo sviluppo dell’AI. Gli analisti di Intesa considerano l’azienda come una pedina chiave nella partita dell’AI europea, accanto ad ASML e Infineon ed STM. Secondo il World Semiconductor Trade Statistics è partito infatti un ciclo strutturale che potrebbe portare il mercato mondiale da un valore di 530-550 miliardi del 2024 a 1.000 miliardi entro il 2030.

La quota di ricavi di Technoprobe legata all’AI potrebbe arrivare a circa il 70% entro il 2028, con margini EBITDA in espansione verso il 38–40% entro il 2028. Per Intesa, questo si traduce in un upside significativo sugli utili 2026–2028 rispetto al consensus precedente, con target a 40 euro che implicano un upside potenziale del 19%. La condizione implicita è che il ciclo dei semiconduttori mantenga le promesse fino al 2028.

Fine Foods, farmaceutico a sconto

Fine Foods lavora conto terzi per l’industria farmaceutica, nutraceutica e cosmetica, in gergo CDMO. Secondo gli analisti della banca, a 9,10 euro tratta a sconto rispetto ai peer europei di settore. Il 2025 si è chiuso con ricavi di 252,06 milioni di euro (+3,4% vs 243,75 milioni nel 2024), EBITDA adjusted di 38,1 milioni (+14,9%), margine EBITDA adjusted al 15,1% e utile netto di 10,1 milioni (+23,8%).

Il primo trimestre 2026 ha deluso, ma a fine giugno è arrivato il closing dell’acquisizione di Sofar, che porta in dote 31,8 milioni di ricavi e nuove capacità produttive.

Sempre nelle ultime settimane, Fine Food ha concluso un buyback arrivando al 10,9% del capitale. Il target di Intesa è 12,8 euro, un potenziale del 41,3% dal prezzo di 9,06 euro. Su una small cap con questi volumi, è un obiettivo che chiede pazienza oltre che convinzione.

Gli altri Buy: SYS-DAT, SeSa, Sanlorenzo e Piaggio

SYS-DAT guida la classifica degli upside: target a 9 euro contro i 5,80 attuali, con un potenziale del 55,2%. Il target indicato da Intesa riflette la forte accelerazione dei profitti attesi del gruppo ICT milanese, che rende il titolo progressivamente più conveniente: P/E adjusted da 17,6x a 13,5x, EV/EBITDA da 7,7x a un «eccellente» 5,3x entro il 2028, con margini operativi solidi e PFN ampiamente positiva.

La banca ha confermato il rating Buy dopo l’aggiudicazione di una commessa da 1,2 milioni con un primario studio legale italiano.

SeSa ha un target di 130 euro, che incorpora sia la crescita organica che un miglioramento della solidità finanziaria. Il distributore di tecnologie IT e software per il settore commerciale beneficia di una crescita sostenuta nell’intero esercizio 2025-2026, con ricavi nel primo semestre a 1,6 miliardi (+11,6%) e EBITDA a 114,4 mln. L’utile netto è balzato del 13,7% a 30,3 mln, mentre la posizione finanziaria netta è migliorata sensibilmente da -122 mln a -119 mln nonostante un contesto macro complesso. Il management ha innalzato il payout al 40% con buyback di 25 mln e dividendi di 15 mln, segnale di confidenza sulla visibilità. Intesa stima ricavi 2026-2027 rispettivamente a 3,57 e 3,76 mld con EBITDA a 260,2 e 278,3 mln, scenario che prevede il passaggio da indebitamento a posizione di cassa nel 2027.

Sanlorenzo ha un target a 48,5 euro (+32,6% il rialzo implicito). Il titolo, operatore della nautica di lusso quotato su STAR Milan, ha migliorato la visibilità sui prossimi tre anni grazie all’esplosione della domanda nel primo trimestre 2026. Gli ordini sono balzati del 25% su base annua raggiungendo i 233 milioni di euro, e il portafoglio risulta coperto al 72% per l’intero 2026. Intesa ha alzato le previsioni di fatturato netto del 3,6% nel 2026 e del 3,1% in media nel biennio 2027-2028, con stime di utile per azione riviste al rialzo del 5% in media.

Piaggio ha un target a 2 euro, con upside del 14,9%. Gli analisti puntano sulla ripresa ciclica del settore nonostante il 2025 si sia chiuso in contrazione (-11,7% ricavi a 1.502 mln) per effetto della debolezza dei mercati occidentali e della volatilità valutaria. Intesa però giudica positivamente la difesa della redditività: EBITDA a 250,8 mln con margine del 16,7% (secondo miglior risultato di sempre nonostante i dazi), margine lordo industriale migliorato al 30,5% grazie alla disciplina nei prezzi. Per il 2026 il consensus stima ricavi a 1.584 mln (+5,5%) ed EBITDA a 267 mln con margine 16,8%, catalizzato dal recupero atteso nei volumi e soprattutto dall’accelerazione dell’India (scooter a doppia cifra in Q4 2025). L’indebitamento netto rimane elevato a 577,6 mln, ma il management guarda il 2026 con «ottimismo prudente» nel contesto di miglioramento macroeconomico.

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