Questione di giorni e avrà inizio il doppio collocamento speciale in casa MEF per quello che, possiamo dirlo, è quasi un timing standard di questi lanci. Negli ultimi anni si è sempre avuta un’emissione speciale tra ottobre e novembre, ad eccezione del 2024 in cui le due serie dei BTP Valore giunsero entrambe prima dell’estate.
Al di là del timing (tutt’altro che indifferente nel 2026, come vedremo) anche stavolta il MEF ha riservato sorprese al pubblico retail. Scopriamole, illustrando i 5 vantaggi d’oro dei neo BTP Valore e BTP Valore Insieme in lancio dal 19 al 23 ottobre.
Le caratteristiche delle due emissioni retail
I due bond saranno collocati nella stessa settimana, dal 19 al 23, e verosimilmente si andrà a oltranza per tutti e cinque i giorni di collocamento. Data la doppia offerta, è probabile che il Tesoro non ne stopperà gli acquisti anzitempo (e non prima della chiusura di Borsa di mercoledì 21). I bond saranno fruttiferi per 5 anni, con data di rimborso finale fissata al 27 ottobre 2031. L’emittente è sempre lo stesso, il rating idem a Baa2 per Moody’s, e a BBB+ per Fitch, S&P e Scope, con gli outlook variabili tra lo stabile e il positivo.
Ancora, li accomuna la natura retail del collocamento, cioè riservato a famiglie e persone singole, l’emissione alla pari e il rimborso finale a 100. Allo stesso modo saranno entrambi regolati martedì 27 ottobre e successivamente negoziati e scambiati sul MOT di Borsa Italiana.
Una doppia divergenza sta invece nelle condizioni economiche. In un caso la diversità è con le serie passate, visto che nessuna delle due nuove prevede il premio di fedeltà finale. In verità neanche il BTP Più nato nel febbraio del 2025, fratello “speciale” dei BTP Valore, paga l’extra bonus, per cui la cosa non è una novità assoluta. La seconda sì, e riguarda il Valore Insieme che paga tutti gli interessi in un’unica cedola finale alla scadenza dei 5 anni. Il Valore “ordinario”, invece, stacca cedole trimestrali seguendo la serie dei tassi nominali annui secondo la sequenza 2-2-1.
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Un “tre-per-uno” di vantaggi dei due BTP Valore
Ora, un primo trittico di vantaggi che potremmo condensare in uno sta nelle condizioni dell’offerta. Uno riguarda la certezza di acquistare alla pari e non sopra cento, per cui a scadenza si è sicurissimi di non subire una perdita in conto capitale. Certo, la circostanza pone indirettamente un altro interrogativo: acquistare a 100 è un affare o si può fare di meglio? La risposta l’avremo dal mercato nel corso dei primi 3-6-12 mesi, quelli più “caldi” in tema rischio di mercato. A giudicare dal clima attuale, diciamo che la possibilità di acquistare post-collocamento a leggero sconto non dovrebbe essere esigua. Il rischio che i prezzi scivolino a 99 o 98 potrebbe non essere affatto remoto, ma non è una certezza, specie per l’Insieme.
Un’altra convenienza è che tutta la domanda verrà soddisfatta, per cui non ci sarà un’asta di aggiudicazione. Tradotto, tutti gli ordini di acquisto inseriti verranno eseguiti. Infine, l’altro punto a favore è che i 4-20 € circa di commissione di acquisto (tutto dipende dalla propria banca e dal controvalore) non ci sono. Meglio, ci sono, ma li paga il debitore (cioè lo Stato italiano) in nome e per conto del cliente.
I vantaggi fiscali degli investimenti in titoli di Stato
Una seconda fronda di vantaggi è tutta di matrice fiscale. La ritenuta sugli interessi (e sulla plusvalenza) è del 12,50% contro l’aliquota generale del 26%. Di contro l’imposta di bollo (del valore di mercato dei BTP al tempo della rendicontazione) è dello 0,2% annuo e resta invariata. Un altro vantaggio è che sono esenti dalle imposte di successione, nel senso che essi vanno indicati nella dichiarazione di successione ma sono esentati dalle tasse allo Stato.
Infine non entrano nel calcolo dell’ISEE fino a 50mila € a nucleo familiare, cifra che considera complessivamente gli altri titoli di Stato e i prodotti del risparmio postale.
BTP Valore e BTP Valore Insieme: pluralità di scelta
Un terzo, grande vantaggio della dual tranche MEF è dato dalla flessibilità di scelta tra due opzioni alternative. Chi ha soldi da investire (taglio minimo di 1.000 € e relativi multipli) potrà optare tra due strutture cedolari differenti:
- BTP Valore ordinario, con una struttura cedolare step-up come le serie precedenti. I tre tassi nominali annui minimi garantiti (anni 1-2; anni 3-4; anno 5) saranno svelati venerdì 16 e, a collocamento ultimato, andranno confermati o rivisti solo al rialzo. Per chi ha necessità di liquidità di incassare gli interessi nel corso del tempo, probabilmente opterà per questa serie;
- BTP Valore Insieme, con maxi-cedolone finale nell’ottobre 2031, che condensa in un’unica soluzione tutti gli interessi del quinquennio. Ora, il MEF ha precisato che, matematicamente parlando, i due Valore offriranno un rendimento complessivo equivalente in emissione. Tuttavia, nell’Insieme gli interessi annui non corrisposti sono reinvestiti al capitale per produrre altri interessi (c.d. effetto compounding). Questo vuol dire che chi lo comprerà riceverà a scadenza una cifra nominale totale maggiore rispetto alla somma algebrica delle singole cedole del Valore ordinario.
Ottobre 2026 come ottobre 2023: il fattore timing
Un quarto vantaggio è dato dal fattore timing, ossia dal periodo storico in cui l’emissione giunge a mercato. Dal 2014 ad oggi il primo picco degli yield si è avuto 10 anni dopo, nell’ottobre ’23, e ora siamo quasi agli stessi livelli di tre anni fa.
Per chi investe sul reddito fisso questa è una fortuna, nel senso che intanto non si impegna il capitale quando gli yield sono a livelli medio-bassi. Essi potranno ancora continuare a salire, nessuno potrà impedirlo, anche se è evidente che le Autorità correranno ai ripari. Ma per i gestori l’”affare” sul reddito fisso si fa quando yield e/o spread e/o tassi ufficiali e/o inflazione sono ai loro massimi di periodo.
Infine, un ultimo vantaggio è nel confronto diretto con molti prodotti concorrenti sul segmento del reddito fisso. Al momento i migliori ritorni sui conti deposito (CD) vincolati a 4 anni rendono intorno al 4% lordo, ma tassati al 26% e non al 12,50% come i titoli di Stato. Invece gli yield sui bond sovrani oggi sono di una spanna più ricchi nei loro ritorni a scadenza, e quelli dell’Insieme sfruttano anche l’interesse composto.
Infine, un altro pro rispetto alla concorrenza diretta è che i BTP Valore sono negoziati 5 giorni a settimana, per cui all’occorrenza si liquidano a mercato e si libera il capitale. Sul CD vincolato (in genere a 4 e non a 5 anni) tutto è rimesso alle condizioni della banca emittente. E il sapere di poter disporre del proprio capitale in caso di necessità è sicuramente una marcia in più. Un pro che, tuttavia, si scontra con il rischio di mercato e i costi di gestione bancaria dei BTP, due elementi che invece sono assenti sul fronte dei conti deposito bancari.
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