Chi ha realizzato una minusvalenza nel 2022, per esempio vendendo un fondo obbligazionario o un ETF nell’anno più difficile per i mercati del reddito fisso, ha tempo fino al 31 dicembre 2026 per compensarla con una plusvalenza, secondo la regola dei quattro anni successivi prevista dall’articolo 68 del Tuir. Superata quella data, il credito fiscale si azzera in modo definitivo.
Per chi deve utilizzare una minusvalenza in scadenza, non tutti i rendimenti dei titoli di Stato sono però ugualmente utili. Le cedole dei BTP, infatti, sono redditi di capitale e non possono essere utilizzate per compensare le minusvalenze. Per questo l’attenzione si concentra sui BTP zero coupon, il cui rendimento deriva interamente dalla differenza tra prezzo di acquisto e valore di rimborso o prezzo di vendita.
I rendimenti dei titoli di Stato sono in salita e questo significa che i BTP zero coupon quotati sotto la pari oggi offrono, a parità di scadenza, uno sconto maggiore rispetto a qualche mese fa. In pratica, per generare la stessa plusvalenza può servire meno capitale, oppure con lo stesso capitale si può puntare a un importo di compensazione più alto. Attenzione, però, perché vale anche il contrario: chi ha comprato zero coupon quando i prezzi erano più vicini alla pari si ritrova ora un titolo che, se venduto oggi, vale meno di quanto pagato.
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Come funziona la plusvalenza «sicura» con un BTP zero coupon
Un BTP zero coupon (in gergo tecnico BTP Coupon Strip o Btpstripital) non paga cedole, quindi tutto il suo rendimento è dato dalla differenza tra il prezzo di acquisto, sotto la pari, e il prezzo di rimborso a scadenza, pari a 100. Questa differenza è per intero una plusvalenza fiscale, cioè un reddito diverso ai sensi dell’articolo 67 del Tuir, compensabile con le minusvalenze pregresse.
La plusvalenza è certa, e quindi utile per la scadenza del 31 dicembre 2026, solo in due casi:
- se il titolo viene portato a scadenza entro l’anno,
- oppure se viene venduto prima a un prezzo superiore a quello di acquisto.
Nel primo caso il guadagno è garantito, salvo rischio emittente, mentre nel secondo dipende dal prezzo di mercato al momento della vendita, che può muoversi in entrambe le direzioni.
Alcuni BTP zero coupon utili a compensare le minusvalene
Di seguito una selezione di titoli zero coupon quotati sul MOT di Borsa Italiana, con il prezzo ufficiale alla data indicata.
| ISIN | Titolo | Scadenza | Prezzo (data) | Sconto su 100 | Nota |
|---|---|---|---|---|---|
| IT0005568347 | Btpstripital Zc Nov26 | 15/11/2026 | 99,24 (22/09/2026) | 0,76 punti | Plusvalenza certa se tenuto a scadenza, ma minima per ogni euro investito |
| IT0005498701 | Btpstripital Zc Dec26 | 15/12/2026 | 94,49 (22/09/2026) | 5,51 punti | Sconto più ampio, ma il titolo è poco liquido |
| IT0004848476 | BTP Coupon Strip Zc Nv27 | 01/11/2027 | 96,59 (22/09/2026) | 3,41 punti | Scadenza oltre il 2026. Per usarlo entro l’anno va venduto sul mercato, la plusvalenza non è garantita |
| IT0005498735 | Btpstripital Zc Jun28 | 15/06/2028 | 90,35 (22/09/2026) | 9,65 punti | Scadenza oltre il 2026. Sconto ampio ma va venduto in anticipo, prezzo esposto a ulteriori rialzi dei rendimenti |
I primi due titoli, in scadenza entro dicembre 2026, sono gli unici che offrono una plusvalenza certa utilizzabile per la scadenza di fine anno, semplicemente tenendoli fino al rimborso. Gli altri due, con scadenza successiva, offrono uno sconto maggiore - quindi richiedono meno capitale per lo stesso importo di plusvalenza - ma vanno venduti prima della fine del 2026 per rientrare nella scadenza, ma sarà il mercato a decidere il prezzo di vendita.
Un esempio per non sbagliare
Un errore ricorrente nei calcoli «fai da te» è confondere il valore nominale con il capitale effettivamente investito. Un esempio con il Btpstripital Zc Dec26 (prezzo 94,49, sconto di 5,51 punti ogni 100 di nominale): per generare 1.000 euro di plusvalenza lorda servono circa 18.150 euro di valore nominale, che al prezzo indicato costano circa 17.150 euro.
Con un titolo a sconto maggiore, come il Btpstripital Zc Jun28 (sconto di 9,65 punti), lo stesso obiettivo di 1.000 euro di plusvalenza richiederebbe meno valore nominale e meno capitale investito, ma solo vendendo prima della scadenza. Il calcolo qui diventa una stima, non una certezza, perché dipende dal prezzo di vendita futuro.
Attenzione ai prodotti «last minute»
Con l’avvicinarsi di fine anno, è frequente che vengano proposti come «soluzione urgente» dei certificati o prodotti strutturati complessi, presentati come strumenti su misura per compensare la minusvalenza in scadenza. Prima di sottoscriverli si consiglia di valutare con attenzione i costi, la complessità dello strumento e se un BTP o un titolo più semplice non raggiunga lo stesso obiettivo fiscale in modo più diretto.
Le scadenze operative da tenere a mente
Il termine fiscale è il 31 dicembre, ma operativamente conviene muoversi con anticipo poiché gli ultimi giorni dell’anno hanno spesso una liquidità più bassa sul MOT e ci sono i tempi di regolamento da considerare. È utile anche verificare le istruzioni del Modello Redditi Persone Fisiche 2026 dell’Agenzia delle Entrate per la compilazione del quadro RT, soprattutto per chi non è in regime di risparmio amministrato e deve gestire la compensazione in dichiarazione.
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