Un anno fa, tre azioni del settore quantum computing salivano oltre al 500%. Chi aveva investito €10.000 in uno di questi titoli si ritrovava con €50.000 sul conto.
Poi è arrivato il crollo. Gli stessi tre titoli hanno perso fino al 70% dai loro massimi. IONQ, D-Wave (QBTS) e Rigetti (RGTI) sono passati da essere le stelle del Nasdaq a diventare i titoli più odiati dai retail che avevano comprato in cima.
Ma, proprio mentre il panico si diffonde e gli investitori bruciano le posizioni in perdita, qualcosa sta cambiando. I fondamentali del quantum computing non sono crollati con i prezzi. È l’ennesima trappola di valore, oppure di valore c’è ne da vendere?
1) IONQ: l’anomalia del settore
Partiamo da IONQ, il primo dei tre. È l’unica società pure-play del quantum computing ad aver superato i $100 milioni di ricavi annuali. Per il 2026, l’azienda potrebbe raddoppiare ancora, arrivando oltre i $200 milioni. In un settore dove la maggior parte delle società fa $5-10 milioni di fatturato, IONQ rappresenta un’anomalia. Ha un business reale, clienti paganti, contratti firmati. E dispone di $3,3 miliardi di liquidità.
Ma la vera svolta potrebbe arrivare dall’acquisizione di Skywater, una foundry di semiconduttori statunitense, per $1,8 miliardi. Skywater ha una certificazione DMEA Category 1A, che significa essere approvati per fornire chip al Pentagono e alle agenzie di difesa americane. IONQ diventerebbe così la prima società quantum integrata verticalmente, controllando l’intera catena dal design alla produzione.
2) D-Wave: la tecnologia diversa che funziona oggi
Passiamo a D-Wave (QBTS). Questo è un caso diverso. D-Wave non fa quantum computing «gate-based» come IONQ o Google. Fa quantum annealing, una tecnologia diversa ottimizzata per problemi di ottimizzazione: logistica, supply chain, scheduling. Non è la tecnologia che un giorno farà girare ChatGPT. È la tecnologia che oggi ottimizza le rotte di consegna per LG e Sharp. E funziona.
D-Wave ha fatto $25 milioni di ricavi nel 2025, in crescita significativa rispetto all’anno precedente. La cosa interessante è che riesce a generare margini da software vendendo hardware complesso. I margini lordi potrebbero essere superiori a quelli di Nvidia su base comparabile, considerando la scala ridotta. Ha 135 clienti paganti.
3) Rigetti: il profilo tecnologico più interessante
Infine, Rigetti (RGTI). Questo è il nome più rischioso dei tre, ma anche quello con il profilo tecnologico più interessante. Rigetti ha fatto solo $7 milioni di ricavi nel 2025, in calo del 56% rispetto all’anno precedente.
Rigetti ha raggiunto il 99,9% di fedeltà a 2-qubit su un prototipo, con velocità di gate a 28 nanosecondi. In parole semplici, avrebbe costruito i chip quantum più accurati al mondo.
E possiede l’intera catena di produzione. Non esternalizza. Ha un proprio impianto di fabbricazione quantum. Questo le darebbe velocità e controllo qualità che i competitor non hanno.
Cos’è il quantum computing e perché conta
Il quantum computing sfrutta i principi della meccanica quantistica per elaborare informazioni in modo radicalmente diverso dai computer tradizionali. Mentre un computer classico lavora con bit che sono 0 o 1, un computer quantistico usa qubit che possono esistere in entrambi gli stati contemporaneamente grazie a un fenomeno chiamato sovrapposizione.
Questa caratteristica consentirebbe di risolvere problemi che oggi richiederebbero miliardi di anni a un supercomputer tradizionale. Ottimizzazione di portafogli finanziari, scoperta di nuovi farmaci, crittografia, simulazione di molecole complesse: sono tutti campi dove il quantum computing potrebbe offrire vantaggi esponenziali.
Il mercato globale del quantum computing è stimato crescere da $1,3 miliardi nel 2024 a oltre $7,6 miliardi entro il 2030. Gli investimenti in ricerca e sviluppo da parte di governi e aziende continuano ad accelerare. Cina, Stati Uniti ed Europa stanno investendo miliardi in questa tecnologia per motivi strategici e di sicurezza nazionale.
Il rischio nascosto dietro l’opportunità
Ma attenzione. Il fatto che i fondamentali non siano crollati non significa che questi titoli siano automaticamente un affare. Il settore quantum è ancora nella fase di sviluppo precoce. La redditività è lontana anni. IONQ brucia ancora cassa nonostante i ricavi in crescita. D-Wave opera in una nicchia tecnologica che potrebbe essere superata. Rigetti ha perso metà dei ricavi in un anno.
Il vero problema è la valutazione. Anche dopo il crollo del 70%, questi titoli scambiano ancora a multipli elevati rispetto ai ricavi. IONQ vale circa 15 volte le vendite attese. Per un’azienda che non fa ancora utili, questo implica una scommessa forte sulla crescita futura.
E c’è un altro elemento da considerare: la competizione. Google, IBM, Amazon, Microsoft, tutte le big tech stanno investendo miliardi nel quantum computing. Hanno risorse illimitate, talenti di prima classe, accesso ai migliori laboratori del mondo. Le piccole pure-play come IONQ, D-Wave e Rigetti potrebbero trovarsi schiacciate quando i giganti decideranno di accelerare.
La domanda vera non è se il quantum computing cambierà il mondo. Probabilmente lo farà. La domanda è: queste tre società saranno quelle a dominare quel mondo? E soprattutto: anche se lo fossero, a che prezzo ha senso comprarle oggi?