Quando si guarda a Piazza Affari si pensa sempre a un mercato “vecchio”, fatto di banche, petrolio, utility e poca innovazione. Un mercato stanco, popolato dagli stessi nomi da vent’anni, dominato dalle solite dinamiche macroeconomiche.
Beh, niente di più sbagliato. In mezzo ai colossi consolidati esiste un sottobosco di aziende agili, profittevoli e in forte crescita. Comunque evolute, ad alta efficienza, e realtà industriali che generano bilanci da capogiro.
Un recente screening quantitativo ha portato alla luce 3 nomi sorprendenti, titoli che pochi conoscono ma che, forse, ha senso iniziare a monitorare da vicino.
1. Newprinces A (AIM: NWL). Il ROE parla da solo: 66,21%
Newprinces A è una giovane realtà nel settore della distribuzione B2B e logistica integrata. Ma la vera notizia non è cosa fa, bensì come lo fa. Parliamo di una macchina da guerra finanziaria. A fronte di un margine netto del 7,85%, riesce a generare un Free Cash Flow margin del 13,31%. Questo significa che più del 13% dei ricavi si trasforma in liquidità libera da vincoli. E la destinazione di questa cassa è chiara: reinvestimento in un business che ha un ROE (Return on Equity) del 66,21%.
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In parole povere, ogni euro reinvestito nella propria attività rende 66 centesimi in valore per l’azionista. Numeri che in ambito private equity farebbero gridare al miracolo. E infatti il titolo è “esploso” negli ultimi trimestri, con un rerating che ha portato l’attenzione di alcuni fondi long-only italiani. È ancora in fase embrionale per la massa, ma i fondamentali gridano qualità.
NWL
Grafico a candele settimanali del titolo NWL. Fonte: baha.com
2. Next Geosolutions Europe (NXT). Margini da software house, in un settore hard
NXT opera nel settore delle geotecnologie e delle infrastrutture marine, un mercato spesso visto come capital intensive e a bassa marginalità. Ma qui succede qualcosa di diverso: la società riesce a mantenere un margine netto del 21%, accompagnato da un ROE del 44% e un FCF margin del 15%.
Una combinazione che in genere si trova solo tra società software o consumer branded con forte pricing power. La chiave? Una nicchia tecnica, con pochi competitor a livello europeo e contratti ad alto valore aggiunto.
3. Culti Milano. Un lusso profittevole
Ultima, ma non per importanza, Culti Milano. Nota per i suoi profumi d’ambiente e prodotti per la persona, la società si posiziona nel settore luxury & lifestyle, ma con una gestione da manuale.
Il margine netto è del 16%, il ROE è pari al 39,71%, e anche il Free Cash Flow margin (7,69%) è molto solido per un’azienda retail-based. Qui il vantaggio competitivo è duplice: da una parte un brand fortissimo in una nicchia premium, dall’altra una supply chain ben gestita, che mantiene basso il capitale circolante.
È un business scalabile, con potenziale di internazionalizzazione, e numeri che confermano la qualità dell’execution.
Ma attenzione
Queste tre aziende non sono tra i titoli di cui tutti parlano, ma presentano comunque dati fondamentali di rilievo. Resta naturalmente il fatto che un’inversione nei fondamentali potrebbe compromettere la dinamica dei prezzi. Quando si passa dal bilancio alla Borsa valori, è importante capire che i due piani possono disallinearsi. Proprio per questo, e considerando che si tratta di società poco conosciute e, in alcuni casi, di dimensioni particolarmente ridotte, il rischio rimane significativo.