3 ETF per difendersi dalla flessione dei mercati emergenti

Redazione ETF

10 Aprile 2024 - 10:35

Analizziamo alcuni ETF che potrebbero risultare più resilienti alle possibile discesa dei mercati emergenti.

3 ETF per difendersi dalla flessione dei mercati emergenti

Nel panorama del 2024, i mercati emergenti sembrano essere in un momento di transizione, con una serie di dinamiche economiche e geopolitiche che plasmeranno il loro futuro. Secondo Chris Kushlis, Chief of China and Emerging Markets Macro Strategy di T. Rowe Price, dopo una performance solida nel 2023, potremmo assistere a una fase di flessione iniziale, poiché i mercati stanno attualmente scontando uno scenario di atterraggio morbido. Tuttavia, Kushlis sottolinea che l’evoluzione del contesto globale nei prossimi mesi sarà determinante per il sentiment relativo agli asset dei mercati emergenti. In questo articolo forniremo un quadro del contesto ed analizzeremo 3 etf che si sono mostrati più resilienti alle flessioni del mercato.

Le tendenze economiche dei mercati emergenti

Una delle tendenze chiave potrebbe essere degli ulteriori tagli dei tassi d’interesse, poiché l’inflazione è in declino, grazie alla risoluzione degli shock sull’offerta causati dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina. Le banche centrali dei mercati emergenti sembrano anticipare questa svolta del ciclo dei tassi, seguendo l’esempio dei Paesi sviluppati, il che potrebbe contribuire a ridurre i timori di instabilità valutaria.

Tuttavia, è improbabile che la Cina, una volta motore della crescita per i mercati emergenti, possa svolgere lo stesso ruolo nel 2024, date le sue problematiche strutturali interne. Pertanto, i Paesi emergenti dovranno cercare nuovi driver di crescita, come la domanda interna o l’energia verde.

Dal punto di vista dei tassi locali, le prospettive sono costruttive, con l’inflazione in declino che apre la strada a ulteriori tagli. Tuttavia, sul fronte esterno, gli spread appaiono interessanti, ma gran parte di questo interesse è dovuto a emittenti in difficoltà o in default. La principale fonte di total return potrebbe essere guidata dal carry, mentre altri rendimenti dipenderanno dalla capacità degli emittenti di riguadagnare accesso ai mercati o dalla risoluzione delle ristrutturazioni del debito.

Infine, per quanto riguarda le valute emergenti, i differenziali dei tassi d’interesse continueranno a essere un fattore chiave nel 2024, con l’Asia in attesa mentre le valute dell’America Latina e dell’Europa centrale e orientale potrebbero subire inversioni di tendenza con l’arrivo dei tagli.

3 ETF sui mercati emergenti per difendersi dalla possibile flessione

Tre ETF che presentano una minore volatilità nel settore emergente e che potrebbero difendere gli investitori dalla flessione prevista sono i seguenti:

1. iShares Edge MSCI EM Minimum Volatility UCITS ETF: questo ETF replica l’indice MSCI Emerging Markets Minimum Volatility, che a sua volta replica l’indice MSCI Emerging Markets ottimizzato per il rischio più basso assoluto. Gestisce un patrimonio di circa 263 milioni di Euro ed è stato lanciato nel novembre 2012 con domicilio fiscale in Irlanda. Con un indice di spesa complessiva (TER) dello 0,40% annuo, è l’unico ETF che replica questo specifico indice. Utilizza la replica a campionamento per seguire la performance dell’indice sottostante e i dividendi sono accumulati e reinvestiti nell’ETF.

2. WisdomTree Emerging Markets SmallCap Dividend UCITS ETF: questo ETF replica l’indice WisdomTree Emerging Markets SmallCap Dividend, che include titoli azionari a bassa capitalizzazione dei mercati emergenti con un alto rendimento da dividendi, filtrati secondo criteri ESG. Gestisce un patrimonio di circa 30 milioni di Euro ed è stato lanciato nel novembre 2014 con domicilio fiscale in Irlanda. Ha un indice di spesa complessiva (TER) dello 0,54% annuo e distribuisce i dividendi agli investitori semestralmente.

3. SPDR MSCI Emerging Markets Small Cap UCITS ETF: questo ETF replica l’indice MSCI Emerging Markets Small Cap, che comprende titoli azionari a bassa capitalizzazione dei mercati emergenti. Gestisce un patrimonio di circa 280 milioni di Euro ed è stato lanciato nel maggio 2011 con domicilio fiscale in Irlanda. Ha un indice di spesa complessiva (TER) dello 0,55% annuo ed è l’ETF più conveniente che replica questo indice. Utilizza la replica a campionamento per seguire la performance dell’indice sottostante e i dividendi sono accumulati e reinvestiti nell’ETF.

In conclusione, nell’analisi prospettica dei mercati emergenti per il 2024, emerge una complessa dinamica di transizione e adattamento, influenzata da una serie di variabili economiche e geopolitiche. Sebbene si prospetti una fase di flessione iniziale, secondo le previsioni di T. Rowe Price, l’evoluzione del contesto globale potrebbe delineare un nuovo scenario per gli asset dei mercati emergenti.

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