Anche l’inizio della nuova settimana si è aperta con un Comunicato-avviso MEF ai risparmiatori in merito all’asta di due buoni del Tesoro. Si tratta degli zero coupon, i titoli di Stato senza cedole e dalle durate più corte che vi siano tra tutti quelli disponibili. Quelli in arrivo, in particolare, non vanno oltre i 6 mesi di vita utile. Conosciamoli meglio, quindi, ecco 2 nuovi BOT del Tesoro per far fruttare la liquidità e i soldi fermi da qui a fine anno.
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La riapertura dei termini dello Zc Nv26
In un caso si tratta della riapertura dei termini del BOT semestrale nato lo scorso 29 maggio. Il titolo ha matricola ISIN IT0005711749 e data scadenza al 30/11/’26, per 153 giorni di vita fruttifera complessiva (5 mesi residui). Lo stock offerto nella 3° tranche è di 1,5 mld di €, ed altri 0,15 andranno via alla 4° riservata all’asta supplementare.
Lunedì 22 sul MOT di Borsa Italiana ha chiuso a 98,913 per un rendimento effettivo a scadenza del 2,49% annuo lordo. A grandi linee non ci attendiamo grandi scossoni di sorta, né nei prezzi di aggiudicazione né negli yield esitati. Per dare un riferimento numerico, all’incirca 104 € lordi a scadenza su un controvalore di 10mila € nominali (taglio minimo 1.000 e relativi multipli).
Il BOT a 6 mesi nuovo di zecca
Poi c’è un secondo BOT 6m nuovo di zecca, con identificativo IT0005719536 e 184 giorni di vita utile. L’obbligazione ha data emissione 30/06/’26 e scadenza 31/12/’27, cioè alla vigilia del nuovo anno. Stavolta l’importo offerto è maggiore e pari a 4,5 mld di €, e in 0,45 nell’asta supplementare.
Al momento il titolo sovrano nazionale con 6 mesi di vita residua rende sul 2,38% annuo lordo (fonte: Investing). In termini monetari, sarebbero all’incirca 120 € lordi su 10mila investiti, da cui poi detrarre tasse allo Stato e le spese alla propria banca.
Ovviamente, nei nostri calcoli sia dello Zc Nv26 che dello Zc Dic26 abbiamo ipotizzato prezzi di fine asta pari ai rendimenti attuali di mercato. Per i dati veri e definitivi dovremo attendere tutti il termine delle procedure di assegnazione.
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Calendario delle operazioni di sottoscrizione
Per i risparmiatori retail, il calendario delle operazioni di sottoscrizione si snoderà attorno a tre date chiave (il collocamento supplementare è per venerdì 26):
- mercoledì 24 sarà il termine delle prenotazioni (online o allo sportello a seconda dei casi) presso il proprio intermediario finanziario;
- giovedì 25 si svolgerà l’asta ordinaria;
- martedì 30 sarà il giorno di regolamento, cioè di scambio soldi/titoli tra creditori e debitore.
Conto deposito o conto corrente?
Sfatiamo subito il campo da ciò che l’obbligazione non è in grado di fare, ossia far crescere il capitale ivi investito. Tuttavia, lo zero coupon non nasce con questi intenti, per cui non ha nulla da rimproverarsi.
Di contro è un ottimo parcheggio della liquidità sul breve termine e, al momento, si può dire che ha pochi rivali. Rispetto alla liquidità infruttifera sul c/c qui il rendimento c’è ed è positivo, e in più il capitale gode della garanzia sovrana. Rispetto al c/c pecca in termini di spendibilità, nel senso che non si può fare la spesa pagandola con i BOT. Necessita di essere prima liquidato sul mercato, e sul MOT è decisamente scambiato, e poi spendere il ricavato. Un altro contro è che comporta spese di gestione come la commissione alla banca e le spese (pro quota e pro tempo sul proprio paniere titoli) del dossier titoli.
Morale, se non si possiede il dossier titoli e il capitale da impiegare è modesto, forse meglio guardare altrove. Ad esempio può essere interessante un conto deposito (CD), magari della stessa banca del c/c per questioni di rapidità di passaggio del cash da un conto all’altro. Questi depositi non hanno spese di gestione, sono garantiti fino a 100mila € e nella migliore delle ipotesi possono dare fino al 3-3,5% annuo lordo. In termini monetari, su 3mila € depositati un circa 30-35 € nella migliore delle ipotesi. Nella realtà dei fatti molto meno, sui 20-25 € circa dato che la maggioranza delle banche offre intorno all’1,75-2,5% lordo annuo.
Su grosse somme, invece, il BOT recupera alla grande la sua spendibilità di portafoglio. Soldi garantiti dallo Stato, ritorni positivi, brevissima durata ed elevata liquidabilità all’occorrenza.
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Un altro termine di raffronti potrebbe essere il risparmio postale, dove valgono grosso modo le considerazioni fatte per il CD. Zero costi di gestione su Depositi Supersmart e buoni fruttiferi, il cui capitale ha la stessa garanzia sovrana di BOT, BTP e affini.
Sul timeframe semestrale la scelta potrebbe spaziare sul Buono per un Buono a 6 mesi (1,50% annuo lordo) o sui Depositi disponibili a seconda del profilo cliente. Qui i ritorni a scadenza sono “più ricchi” del Buono per un Buono a 6 mesi, ma tassati al 26% e non al 12,50%. Ancora, in tutti i casi (buoni e/o depositi) occorre essere titolari di libretto e/o conto corrente BancoPosta.
Come prima, la convenienza tra il prodotto postale o il BOT semestrale passa in grande parte per il taglio nominale da gestire. Se è modesto, e già si dispone di rapporti postali attivi e/o si è privi di dossier titoli, la soluzione di continuità si lascia preferire. Se invece il capitale da parcheggiare per i prossimi mesi è di importo medio-grande, allora le opportunità e le convenienze si invertono.