2 novembre 2026, è festivo o feriale? Regole per scuola e lavoro

Emanuele Di Baldo

0 Commenta

Il 2 novembre 2026 è festivo o feriale? Il calendario delle festività non mente: ecco come viene trattato sul lavoro (e a scuola).

2 novembre 2026, è festivo o feriale? Regole per scuola e lavoro

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

Lunedì 2 novembre si torna al lavoro, il calendario delle feste nazionali non mente. È vero che il 1° novembre è noto come la festa di tutti i Santi, mentre a seguire il 2 novembre si celebra il giorno dei Morti, ma solo il primo è festivo, cioè non si va a scuola o al lavoro.

Nel 2026 il 2 novembre cade di lunedì, subito dopo un Ognissanti che coincide con la domenica. Per chi lavora il ponte non c’è, se non prendendo un giorno di ferie. Per gli studenti, invece, dipende dalla Regione: in molte si torna in classe, in altre il calendario regionale prevede la sospensione delle lezioni proprio il 2 novembre, giorno importante per la tradizione cristiana.

Ma per quanto riguarda il lavoro non ci sono dubbi: il 2 novembre non solo è un giorno feriale, e quindi lavorativo, ma non va neppure considerato come una festività soppressa (come invece il successivo 4 novembre).

2 novembre è festivo solo per la tradizione cristiana: si torna a scuola e al lavoro

Il 1° novembre, la giornata dopo Halloween, è chiamata anche la giornata di Tutti i Santi (festa di Ognissanti) ed è una festività nazionale. Tutte le scuole di ogni ordine e grado rimangono chiuse, così come le Università. Sono moltissimi i settori di lavoro che rimangono chiusi, seguendo il calendario delle festività, per la giornata di Tutti i Santi, mentre molti altri aprono per servire un numero di clienti extra rimasto a casa, come il settore della ristorazione. Quest’anno cade di domenica e ai dipendenti spetta in genere una quota aggiuntiva in busta paga per la festività non goduta, di norma pari a 1/26 dello stipendio mensile (1/6 della retribuzione settimanale per chi è pagato a ore), salvo diverse previsioni del CCNL.

Discorso diverso invece per il 2 novembre, ovvero la festa o giornata dedicata ai Morti. La commemorazione di tutti i fedeli defunti è una ricorrenza della Chiesa latina e non è calcolata nel calendario delle festività nazionali. Le attività lavorative riaprono quasi totalmente perché è un giorno feriale: niente maggiorazione per chi lavora, mentre chi vuole restare a casa deve usare ferie o permessi. Il 4 novembre, Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, dal 1977 si celebra la prima domenica di novembre (quest’anno proprio il 1°) e resta una festività soppressa, con permessi o pagamento previsti dai CCNL.

Per le scuole invece la decisione è diversificata per Regioni. Secondo i calendari scolastici 2026/2027, lunedì 2 novembre le lezioni sono sospese in Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Molise, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta e nella Provincia autonoma di Trento, con rientro in classe martedì 3 novembre. Nella Provincia autonoma di Bolzano la pausa arriva fino all’8 novembre, con rientro lunedì 9. In Veneto, invece, il calendario modificato dalla delibera di Giunta n. 712 del 7 luglio 2026 non prevede la sospensione del 2 novembre.

Nelle altre Regioni si va regolarmente a scuola, salvo chiusure decise dal singolo istituto in autonomia, come riportato nel calendario scolastico 2026/2027 regione per regione.

Perché si festeggia il 2 novembre?

Il 2 novembre è il giorno della commemorazione dei defunti. Non è festa nazionale, ma una ricorrenza religiosa nella quale si ricordano i defunti andando al cimitero per salutare i propri cari. In Italia non è sentita come in altri Paesi, per esempio il “Día de Muertos” in Messico.

Ma perché si festeggia il 2 novembre? L’idea di commemorare tutti i defunti trae ispirazione da un rito bizantino, mentre nella Chiesa latina la ricorrenza risale al 998, quando sant’Odilone di Cluny, abate del grande monastero benedettino in Borgogna, la istituì in tutti i monasteri legati a Cluny, fissandola il giorno dopo Ognissanti.

Dopo il 998 il rito si diffonde nel resto della Chiesa cattolica e nel XIV secolo è ormai celebrato dalla Chiesa universale. Per ricordare i morti, ogni anno, gli italiani commemorano i defunti recandosi nei cimiteri e nei luoghi di sepoltura, spesso già il 1° novembre, con orari e regole speciali per i cimiteri. In alcune scuole, se non è prevista la chiusura per tutta la giornata, viene concessa un’ora o due per poter andare al cimitero.

In molte Regioni inoltre si festeggia il giorno dei Morti cucinando e consumando cibi tradizionali, come le ossa dei morti.

2 novembre: giorno dei Morti o Día de los Muertos

Molti credono che il Día de los Muertos sia la controparte latina di Halloween, ma non è così. Il Día de los Muertos è la festa messicana dedicata ai defunti e culmina il 2 novembre.

A differenza di Halloween, il Día de los Muertos festeggia il giorno dei morti con gioia, colori, musica e cibo. Secondo la tradizione, infatti, in questi giorni i defunti tornano temporaneamente nel mondo dei vivi per incontrare e passare il tempo insieme alle loro famiglie.

Una curiosità: il Día de los Muertos nasce dall’incontro di due mondi. Secondo l’UNESCO, che nel 2008 l’ha iscritto tra i patrimoni culturali immateriali dell’umanità, fonde i riti preispanici delle comunità indigene con le feste cattoliche portate dagli spagnoli nel XVI secolo, radicandosi in Messico per la vicinanza con la tradizione azteca già presente all’arrivo dei conquistatori.

Articolo revisionato da Emanuele Di Baldo il

Commenti

0

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

Nessun commento: scrivi tu il primo.

Cerca la tua Azienda su