2 indicatori di trend per un trading con le azioni di Borsa e sui mercati finanziari

Stefano Vozza

8 Giugno 2025 - 17:28

Saper tradare un asset sui mercati finanziari è insieme un esercizio di abilità, strategie, elevatissima propensione al rischio e formazione di base

2 indicatori di trend per un trading con le azioni di Borsa e sui mercati finanziari

Essere dalla parte giusta del mercato, e magari anche al tempo giusto, è da sempre il grande cruccio di ogni trader, neofita o esperto che sia. Spesso (ma non sempre) il guadagno di una posizione aperta dipende da quanta strada fa il sottostante nella direzione intrapresa. Per cui essere contro trend è da sempre il peggior auspicio che ogni investitore si possa mai augurare.

Se questo è il dato di fatto, la vera sfida sta tutta nel riuscire a capire quando e in quale direzione precisa aprire il trade. Cioè quando operare al rialzo o al ribasso e quando farlo, ora o non appena il mercato sarà più chiaro nelle dinamiche?

Vediamo al riguardo due indicatori di trend buoni per un trading con le azioni di Borsa e sui mercati finanziari.

Il Parabolic SAR per essere dalla parte giusta del mercato

Il SAR, acronimo che sta per Stop And Reverse, traducibile con un: “fermati e cambia direzione”, è un indicatore composto da tanti pallini. Essi si trovano al di sotto dei prezzi (barre o candele) del sottostante tradato e ne indica la tendenza rialzista, e ribassista quando sono al di sopra.

L’indice è quindi utile nello scovare la direzione, ma un suo limite è che funziona meglio nei trend ben definiti e molto meno nelle fasi di lateralità. In questi casi il grafico può bucare più volte i pallini nelle due direzioni generando tanti falsi segnali.

Più in generale, i manuali di finanza consigliano di entrare long quando il prezzo supera il SAR, o di chiudere la posizione se si è short. Parimenti, di vendere quando la barra (o la candela) buca i pallino sottostante o di chiudere il trade long aperto in precedenza.

Tuttavia, per un trading profittevole gli esperti consigliano di valutare almeno altre due circostanza. La prima riguarda la pendenza dei pallini, ossia l’ampiezza dell’angolo alla base che va formando l’indice. Più esso è ampio (sia al rialzo che al ribasso) maggiore è la forza del trend in atto. La seconda è quella di combinare il Parabolic SAR con altri indici e/o strumenti di analisi tecnica per rafforzare il segnale dato e ottimizzare la gestione del trade intrapreso.

L’indicatore Supertrend per tradare i titoli di Borsa

Un altro indice molto impiegato per fare trading sui mercati azionari è l’indicatore Supertrend, rosso o verde a seconda della direzione dal sottostante. Se è in ribasso, è rossa e si trova al di sopra dei prezzi, mentre è verde in caso contrario e si trova sotto le barre o candele che lo governano.

Come per il Parabolic SAR anche qui c’è una formula matematica per calcolarlo (ad esempio il Supertrend si basa sull’indice ATR), che qui tralasciamo. A grandi linee, i segnali che fornisce sono simili a quelli del SAR: ossia long quando è verde e short quando è rosso. Tuttavia, rispetto al SAR ci sono almeno due possibili considerazioni da fare.

La prima è che questo indicatore è relativamente più statico rispetto al SAR che all’aumentare o al diminuire del fattore di accelerazione è tanto più veloce o lento nei movimenti e quindi nei segnali che da. La seconda è che forse il SAR può rivelarsi più utile rispetto al Supertrend nell’individuazione del punto di ingresso o di uscita.

Morale, combinarli insieme nell’operatività sui mercati potrebbe non essere una pessima idea o costituire comunque uno spunto di riflessione.

2 indicatori di trend buoni per un trading con le azioni di Borsa e sui mercati finanziari

Parabolic SAR e Supertrend, e moltissimi (o tutti?) gli altri indici scovati e impiegati in analisi tecnica, purtroppo non sono infallibili, anzi. La ragione è semplice, e dipende dal fatto che sono costruiti in base allo storico dei prezzi del sottostante.

Tuttavia, suol dirsi che un modo migliore per leggere il futuro è quello di guardare al passato. Prezzi, dinamiche, pattern grafici, trend e tendenze tendono a ripetersi nel tempo, sia pure con tutti i distinguo del caso. Per cui questi indicatori non sono né da scartare né da prendere come oro colato: tutto dipende da come li si usa. Tipo la scelta del giusto timeframe in base al tipo di operatività si vuol intraprende.

Se si fa scalping servono timeframe stretti. In tal caso arrivano tanti segnali e il trade intrapreso non può avere vita lunga tipo quando non si chiude la posizione in perdita per non monetizzarla. Ancora, inserire stop loss adeguati ed essere ligi alle tecniche e ai segnali del mercato, evitando sempre di vedere il mercato andare lì dove si spera che vada. Sono due cose notevolmente differenti.