10 azioni con dividendi sopra il 7% oggi a Piazza Affari

Tommaso Scarpellini

27 Agosto 2026 - 13:22

Piazza Affari nasconde rendimenti da dividendo sopra il 7%. Numeri che attraggono, ma non sempre dicono tutto. Cosa renderebbe questi rendimenti sostenibili?

10 azioni con dividendi sopra il 7% oggi a Piazza Affari

A Piazza Affari esistono oggi almeno 10 società che distribuiscono dividendi con un rendimento indicato superiore al 7% sul prezzo corrente.

Il primo elemento da comprendere è il meccanismo che genera questi livelli di rendimento. Il dividend yield, ovvero il rapporto tra il dividendo distribuito per azione e il prezzo corrente del titolo, può salire per ragioni molto diverse tra loro. In alcuni casi riflette una politica distributiva matura e ben ancorata alla redditività dell’azienda. In altri casi nasce dalla contrazione del prezzo azionario, che matematicamente gonfia la percentuale senza che vi sia alcun miglioramento nei fondamentali sottostanti. Nei contesti più complessi, i due fattori si sovrappongono, e districarli richiede un’analisi che va ben oltre il dato di superficie.

10 azioni con dividendi sopra il 7% a Piazza Affari

Tra i titoli quotati a Piazza Affari che superano la soglia del 7%, il caso di Misitano & Stracuzzi spicca per la cifra indicata: un rendimento del 16,11% che sembrerebbe, a prima vista, straordinariamente generoso. Tuttavia, con una capitalizzazione di mercato intorno ai 18 milioni di euro e un utile per azione in territorio negativo, questo dato potrebbe riflettere una distribuzione straordinaria passata o semplicemente un prezzo talmente compresso da rendere qualsiasi dividendo precedente sproporzionato rispetto alla quotazione attuale. È un esempio efficace di come un rendimento elevato possa segnalare fragilità piuttosto che opportunità.

Banca IFIS presenta invece un quadro differente: rendimento indicato al 14,21%, prezzo intorno ai €15,07, P/E di 3,57 e una crescita degli utili per azione del 45,52% su base annua. Questi elementi, considerati insieme, suggerirebbero una base distributiva più solida, anche se la capitalizzazione contenuta di circa €900 milioni potrebbe introdurre elementi di illiquidità che un investitore orientato alla stabilità non dovrebbe trascurare.

Infrastrutture Wireless Italiane si posiziona con un rendimento dell’8,86% e una capitalizzazione superiore ai €5,4 miliardi, un profilo dimensionale che tende a corrispondere a flussi di cassa più ricorrenti e prevedibili. Il rating degli analisti posizionato su «Compra» potrebbe indicare aspettative di continuità nella politica di remunerazione degli azionisti.

Media, banche e il nodo della sostenibilità

Nel comparto media, MFE-MediaForEurope di classe A offre un rendimento dell’8,33% con un P/E di 3,12 e una crescita degli utili per azione del 170% su base annua, un dato che, se non riconducibile a componenti straordinarie e non ricorrenti, potrebbe indicare una capacità distributiva in rafforzamento strutturale. Cairo Communication si attesta al 7,81%, ma con utili per azione in contrazione del 12%, il che pone interrogativi legittimi sulla tenuta futura della distribuzione. Analogo il profilo di RCS MediaGroup, al 7,54%, con una flessione degli utili del 14,45% che merita monitoraggio nel tempo.

Sul fronte bancario, banche come Banca Monte dei Paschi di Siena mostrano un rendimento del 7,37% su una capitalizzazione rilevante di oltre €35 miliardi, con P/E di 9,73 e utili in leggera contrazione del 10,5%. Mondadori offre il 7,25% con un P/E di 10,67 e un rating «Compra adesso». Rai Way si attesta al 7,01% con indicazione «Compra» da parte degli analisti. Chiude la lista ANIMA Holding, al 7% esatto, in assenza di dati aggiornati su P/E ed utile per azione.

(Fonte dati: screening di TradingView)

Come capire la sostenibilità

Un concetto tecnico che chi valuta questi titoli non dovrebbe sottovalutare è il payout ratio, ovvero la quota degli utili netti che la società destina alla remunerazione degli azionisti sotto forma di dividendo. Quando questo rapporto supera il 100%, significa che l’azienda sta distribuendo più di quanto guadagna, attingendo a riserve accumulate in passato o, nei casi più critici, ricorrendo all’indebitamento.

Una simile situazione potrebbe essere gestibile nel breve periodo ma difficilmente sostenibile nel medio termine, soprattutto in contesti macroeconomici incerti o in presenza di utili in flessione. Incrociare il rendimento indicato con la solidità degli utili, la coerenza storica della politica distributiva e la struttura patrimoniale dell’azienda sembrerebbe quindi un passaggio necessario, non opzionale.

In sostanza...

Piazza Affari offre dunque un panorama insolito di generosità distributiva, con almeno dieci titoli che superano la soglia del 7% di rendimento da dividendo, una soglia che in un contesto di tassi in discesa potrebbe tornare ad attirare l’attenzione di chi cerca reddito ricorrente e protezione parziale dall’erosione del capitale.

Tuttavia, come spesso accade quando i numeri sembrano particolarmente favorevoli, una lettura più attenta suggerisce che non tutti questi rendimenti nascano dalla stessa radice. Alcuni sembrerebbero espressione di una redditività aziendale genuinamente in espansione, altri potrebbero riflettere prezzi depressi o utili in contrazione che potrebbero anticipare una revisione al ribasso delle future distribuzioni.

Per un investitore che tiene al proprio capitale quanto al reddito che ne ricava, l’approccio più prudente potrebbe essere quello di non fermarsi al rendimento indicato, ma di valutare con cura la sostenibilità degli utili, la coerenza storica della politica di dividendo e la solidità patrimoniale di ciascuna società, prima di considerare queste opportunità come parte di un portafoglio orientato alla stabilità.