Wimbledon. Basta la parola per identificare lo Slam probabilmente più atteso di tutta la stagione tennistica. Il più prestigioso, ricco di tradizione, fascino, storie, imprese memorabili e momenti indimenticabili. Questa edizione in particolare per i colori italiani è ancora di più a tinte tricolori. Il numero 1 del mondo al maschile in carica all’inizio del torneo infatti è Jannik Sinner che va per forza considerato tra i favoriti per giocarsi la vittoria finale. Da Djokovic passando per Alcaraz e Medvedev, i nomi pronti a dare tutto per battere Sinner non mancano. Oneri e onori di essere l’uomo da battere secondo la classifica ATP.
Wimbledon naturalmente è competizione ai massimi livelli, tradizioni secolari da rispettare alla lettera e una serie infinita di dettagli e piccole attenzioni che rendono il torneo sull’erba d’Inghilterra unico e irripetibile nel suo genere. Inutile però far finta di non vedere tutto il contorno che gravita nell’orbita tennistica di Wimbledon. Proprio per tutto quello che si è detto fino a questo momento anche i numeri e le cifre che riguardano il torneo sono di primissimo livello, con un trend in continua ascesa nel corso dell’ultimo decennio, a testimonianza di uno stato di salute più che consolidato.
Montepremi raddoppiato negli ultimi 10 anni
Più 12% rispetto al 2023 e un raddoppio tondo rispetto a 10 anni fa. Il montepremi complessivo di Wimbledon è in crescita costante anno su anno e i numeri sul medio periodo sono davvero notevoli. Nello specifico il montepremi complessivo per l’edizione 2024 del torneo sarà in totale di 59 milioni di euro. I vincitori del torneo maschile e femminile riceveranno a testa poco più di 3 milioni di euro per essere riusciti a sollevare il trofeo davanti agli occhi del pubblico esigente che popola le tribune del Campo Centrale. La semplice partecipazione al tabellone principale del singolare assicurerà 60mila sterline, mentre per le qualificazioni sono stati stanziati 4,8 milioni. Premi resi possibili dai bilanci floridi di The All England Lawn Tennis & Croquet Club Limited, la holding che controlla il torneo.
Più in generale anche il fatturato complessivo di Wimbledon punta con decisione verso l’alto. Nel 2023 infatti si è scollinato oltre quota 450 milioni di euro, più 10% rispetto al 2022, con un profitto pari a 64 milioni di euro. La maggior parte di questo utile finisce nelle casse della federazione del tennis britannica. Questo in virtù di un accordo risalente al 2008 in base al quale si è convenuto che alla federazione britannica spettasse il 90% di qualsiasi eccedenza finanziaria derivante dal torneo almeno fino al 2053. I fondi generati da Wimbledon, quindi, vengono usati per lo sviluppo del tennis in tutta la Gran Bretagna.
Una strategia particolare per gli sponsor
Sul sito ufficiale di Wimbledon si legge: «Il club ha sempre cercato di mantenere l’immagine e il carattere unici dei campionati e ci è riuscito per molti anni sviluppando accordi a lungo termine per le partnership ufficiali con una serie di marchi di prim’ordine, oltre a non commercializzare in modo eccessivo i campi da gioco». Pochi nomi selezionati con accordi di lunga durata, anche così la percezione di esclusività di Wimbledon non perde completamente la propria forza. Il totale dei partner ufficiali di Wimbledon è 17, tra cui l’italiana Lavazza.
In mezzo a tanta tradizione e stabilità anche i manager e gli organizzatori di Wimbledon sono consapevoli di non poter rimanere immobili di fronte ad alcune nuove tendenze. Così, come raccontato dal Financial Times, Wimbledon nell’ultimo periodo ha cercato di interagire con i più giovani attraverso giochi a tema tennistico sul web e contenuti originali sulle piattaforme video (su YouTube, con la serie Blade and Bounce) e la collaborazione con Blippi, il cui canale ha quasi 20 milioni di abbonati. E su Fortnite c’è Race to Wimbledon.