Il gruppo di Wolfsburg ha ridotto le previsioni 2026 a un margine operativo massimo dell’1% per la crisi in Cina e una svalutazione di 6 miliardi di euro sul goodwill di Porsche: da oggi il titolo lascia per la prima volta l’indice blue chip europeo, sostituito da Nokia.
Venerdì 18 settembre Volkswagen ha comunicato una revisione drastica delle stime 2026, e da oggi, lunedì 21 settembre, il titolo esce per la prima volta nella storia dall’Euro Stoxx 50. La società ha ridotto l’obiettivo di margine operativo 2026 a un massimo dell’1%, dal precedente 4-5,5%, come riferito nel comunicato ufficiale del gruppo, 18/9/2026.
Pesano circa 10 miliardi di euro di oneri straordinari: 6 miliardi di svalutazione del goodwill di Porsche AG, 2 miliardi legati a pensionamenti anticipati, alla cessione dello stabilimento di Osnabrück e a impairment sugli asset cinesi, più 900 milioni già contabilizzati nel primo semestre. Depurato da questi effetti one-off, precisa l’azienda, il margine si collocherebbe comunque intorno al 4%, al limite basso della guidance originaria.
Il CFO e COO Arno Antlitz ha motivato così la revisione: «Il più grande mercato singolo al mondo si è contratto del 20%. Non ci sono segnali di ripresa all’orizzonte», riferendosi alla Cina, aggiungendo che «i produttori cinesi stanno inondando il mercato europeo con le loro esportazioni a basso costo» e che «i nostri risultati finanziari mostrano che non abbiamo più tempo da perdere».
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Fuori dall’Euro Stoxx 50 dopo 28 anni
Da oggi Volkswagen lascia l’Euro Stoxx 50, sostituita da Nokia: prima esclusione in 28 anni di storia dell’indice, decisa da Stoxx il 2 settembre per il calo di circa il 27% dell’azione da inizio anno. A Francoforte l’azione Volkswagen ha chiuso venerdì 18/9 a -5,6% (76,52 euro, -26,1% da inizio anno); Porsche SE, la holding di controllo, ha perso il 4,85% a 28,42 euro. Stamattina i titoli sono misti: Volkswagen recupera (+0,3% alle 7:13 GMT), le azioni Porsche continuano a scendere (Porsche AG -2,5%, Porsche SE -1,9%).
Il nodo Porsche: voci di nuovi tagli, smentite dal ceo proprio oggi
Porsche, controllata al 75,4% da Volkswagen, resta il fronte più critico. Il 19/9 Handelsblatt aveva scritto che il consiglio di sorveglianza considererebbe ridondanti altri 4.100 posti, per colmare un deficit di costi di struttura di circa 700 milioni. Proprio oggi il CEO di Porsche AG Michael Leiters ha smentito l’indiscrezione in una nota interna, assicurando nessun taglio oltre al piano già concordato: circa 9.000 posti eliminati entro il 2035 (quasi un dipendente su cinque, su 42.600 a fine 2024), tra i 3.900 del 2025, i 5.000 di luglio 2026 e 500 legati a chiusure di filiali.