Virbac Analisi e valutazione, tutti i dettagli

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09/03/2023

Scopri tutti i dettagli delle azioni Virbac, l’azienda francese specializzata nei prodotti per la salute degli animali.

Virbac Analisi e valutazione, tutti i dettagli

Virbac è una società francese che opera nel settore della salute animale. Opera sia sul fronte Pharma sia nel settore Food, tanto per il bestiame che per gli animali domestici.
Il settore è in moderata in crescita, ma soprattutto è molto resiliente come dimostrato dai dati della società in pandemia e durante altri periodi di recessione.

Virbac concentra le operazioni sulla ricerca e sviluppo e sulla produzione in-house. La vendita avviene sia direttamente sia indirettamente tramite una vasta rete di veterinari o attraverso distributori all’ingrosso.
Dal punto di vista finanziario, Virbac ha posto in essere un’efficace attività di taglio costi che, unita alla crescita dei volumi, la sta portando ad aumentare con una certa costanza la marginalità.
La società non ha praticamente debito e una grande disponibilità di risorse liquide, che le fornisce flessibilità per poter crescere anche per linee esterne (acquisizioni) nei prossimi mesi.

Le prospettive di crescita dunque sono consistenti, legate sia alla crescita del mercato, sia all’aumento della quota di mercato soprattutto negli USA (il mercato più grande al mondo), in cui la società è ancora piccola e sta cercando di crescere sui volumi, ma non ha ancora esploso il suo potenziale sui margini (ad oggi la divisione, che vale ca. il 12%, è a breakeven).
Il vantaggio competitivo di Virbac è soprattutto legato allo stretto legame con i veterinari, che permette di vendere più facilmente i suoi prodotti ai clienti finali, che fidandosi del parere del medico, acquistano uno specifico farmaco o un determinato alimento specializzato.

Il profilo di mercato della società mostra attualmente una significativa sottovalutazione nell’ordine del 28% sui corsi attuali, per un target price medio ponderato di €370 per azione.

Su tale risultato convergono tutti i metodi di valutazione applicati. La tesi di investimento si basa quindi sia su una crescita fondamentale dei flussi di cassa generati sia su una riduzione del costo del capitale a causa di un raffreddamento generale dell’economia, nonché sull’espansione nel mercato USA.

Descrizione della società: chi è Virbac?

Virbac è un’azienda leader nel campo della salute animale che offre una vasta gamma di prodotti e servizi per la cura e il benessere, che includono (1) farmaci per animali domestici e da reddito, (2) vaccinazioni, (3) soluzioni diagnostiche e (4) alimentazione.

L’azienda ha una presenza globale e lavora a stretto contatto con veterinari, agricoltori e proprietari di animali domestici per fornire soluzioni efficaci, pratiche e rispettose della natura degli animali.
La società è ancora controllata dalla famiglia fondatrice Dick, con una partecipazione azionaria del 49.7% delle azioni in circolazione. La restante parte è flottante, con numerosi investitori istituzionali al suo interno (Capita Research con il 2%, Grandeur Peak con il 2% e Vanguard con l’1%).

Per quanto riguarda il management, Sébastien Huron è un veterinario di formazione che è diventato CEO di Virbac a dicembre 2020. Ha iniziato la sua carriera nel 1994 in Brasile, per proseguirla negli USA, dove ha ricoperto il ruolo di direttore del marketing e poi ha lavorato come direttore della divisione spagnola di Virbac dal 2006, diventando diventato direttore della regione Europa nel 2008 e poi direttore delle operazioni commerciali mondiali nel 2013, entrando a far parte del consiglio di amministrazione di Virbac dal 2012. Quindi, ha una conoscenza diretta e tecnica dell’azienda e del mercato, elemento molto importante per una sana guida della società.

Virbac è sempre stata storicamente attiva nell’M&A ma generalmente con operazioni di scala contenuta rispetto al fatturato. Tende ad acquistare quote di maggioranza e aumentarle nel tempo. Nel 2021 infatti ha acquistato il 49% mancante di Centrovert (a una valutazione di 128 milioni di dollari) e iVet. Quest’ultima è motivata dal voler ampliare la conoscenza sulla distribuzione, logistica, e canale online/digitale legato ai veterinari negli Stati Uniti dove Virbac vuole crescere. Il mercato è sensibilmente il più ampio globalmente delle dimensioni di Virbac, ma la società si focalizza in nicchie specifiche, soprattutto legate ai prodotti utilizzati dal network di veterinari.

A livello geografico, come da grafico, la società mostra un buon compromesso tra esposizione a mercati maturi ed emergenti. Il mercato europeo vale il 42% del fatturato, seguito dal Nord-America che vale ancora solo il 12% e da altri Paesi sviluppati (12%). I Paesi emergenti valgono ben il 34%.

Quanto alla stagionalità, la società non mostra particolari concentrazioni delle vendite a determinati periodi dell’anno.
In termini di strategia di sviluppo futuro, la crescita di Virbac tramite acquisizioni, per quanto esponga la società a rischi di execution, fornisce, date le dimensioni modeste del Gruppo, la possibilità di ottenere rendimenti superiori rispetto al mercato.

Il mercato della salute animale e i dettagli economici

A livello di mercato della cura degli animali, è possibile distinguere il segmento Pharma (farmaci, vaccini, soluzioni diagnostiche) e quello Food (alimentazione).
In termini di cibo per animali, Virbac non è un player generalizzato ma di nicchia, mantenendo un focus specializzato sul canale dei veterinari, assumendo quindi la forma di un prodotto più controllato e di qualità maggiore.

I proprietari hanno speso oltre $199mld per i loro animali domestici nel 2022 (di cui ca. $123mld soltanto in USA). E si tratta di un mercato che è sempre cresciuto negli ultimi anni, anche in periodi di recessione e difficoltà economica, come dimostra il grafico sulla crescita storica del fatturato di Virbac.

E la crescita del settore è sempre stata a tassi apprezzabili: negli ultimi 10 anni, nonostante la battuta d’arresto della pandemia, il mercato della cura degli animali è cresciuto ad un tasso medio del 9% annuo (con Virbac che ha fatto leggermente peggio del mercato, con un +6% medio, a causa della scarsa presenza in USA), trainato dalle spese per il “pet food”. Tale mercato è atteso proseguire la crescita nei prossimi 10 anni ad un tasso medio annuo del 6%, fino a ca. $339mld nel 2031.

Il segmento Pharma

Limitatamente al segmento Pharma, la società farmaceutica statunitense Zoetis è la più grande azienda del settore della salute animale al mondo, con un fatturato totale di quasi $8mld nel 2021 (Virbac è ca. 7 volte più piccola). Zoetis era una parte di Pfizer - con il nome Pfizer Animal Health - fino al 2013, quando è diventata un’azienda indipendente. Due delle principali categorie di prodotti dell’azienda sono i vaccini e gli anti-infettivi. I principali concorrenti di Zoetis nel mercato della salute animale sono la tedesca Boehringer Ingelheim, e le statunitensi Merck & Co. ed Elanco (Eli Lilly).

Anche se questo segmento è nettamente più piccolo rispetto al mercato del Food animale, è quello che cresce di più. Basti pensare che nel 2021 sono stati spesi quasi $34mld in prodotti per la salute animale in tutto il mondo, più del doppio della dimensione del mercato del 2006.

Oltre il 60% del mercato è generato attraverso i parassiticidi e i vaccini, mentre il resto è composto da prodotti biologici e additivi alimentari medicinali.
Il mercato della salute animale ha visto alcune grandi transazioni negli ultimi anni e una fase di consolidamento. Una delle più grandi operazioni di M&A è stata l’acquisizione della divisione “animal health” della società francese Sanofi (Merial) da parte di Boehringer Ingelheim in Germania. Un’altra transazione notevole è stata l’acquisizione del segmento “animal health” della svizzera Novartis dalla società statunitense Elanco (Eli Lilly) nel 2014.

In USA, il mercato della salute animale rappresenta circa il 2% del mercato farmaceutico totale americano ($10mld per gli animali rispetto a $450mld per i farmaci umani). Circa il 60% delle vendite di prodotti per la salute degli animali negli Stati Uniti sono prodotti per animali domestici e circa il 40% sono prodotti per animali da produzione alimentare e allevamento. A questo proposito, l’OCSE e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) stimano che la produzione di bestiame e pesce aumenterà del 14% dal 2020 al 2030.
Il settore, se confrontato con altre attività come il manifatturiero e le attività “non Intellectual Property-intensive”, appare più performante su base di singolo lavoratore sotto i principali indicatori. A livello competitivo quindi il settore ha delle significative barriere all’entrata formate dai brevetti e dall’ingente impegno in R&D richiesto per rimanere competitivi.

L’alimentazione animale

Nel 2022, le vendite finali di cibo per animali domestici in tutto il mondo dovrebbero raggiungere $124mld. Ciò rappresenterebbe un aumento di quasi $20mld rispetto al 2019. Gli USA sono di gran lunga il mercato più grande, cumulando circa $44mld (35% del totale), contro i $7mld del Regno Unito (6%) e i $5mld della Francia (4%) rispettivamente al secondo e terzo posto.

Questo è motivato oltre che da mere questioni numeriche di popolazione, anche da una significativamente maggiore spesa pro capite. Infatti, negli USA si spendono mediamente $160 pro capite annualmente (2019) mentre in UK e Francia intorno ai $90. Il prezzo per unità di cibo per animali (unità standardizzata per facilitare il confronto) è aumentato del 15% dal 2014 ma le previsioni lo vedono stabile nei prossimi anni fino al 2027.
Le aspettative di crescita del segmento dell’alimentazione animale a livello mondiale sono stabili intorno al 5% annuo, motivate principalmente da un aumento numerico degli animali domestici.

Un elemento interessante da evidenziare è che nonostante gli States siano il mercato più ampio a livello globale, l’Europa è la maggior produttrice di prodotti alimentari. E in quanto società basata in Francia, Virbac è idealmente posizionata per aggredire questa domanda crescente, tanto in USA che in Asia e America Latina.

La strategia di Virbac mira ad ampliare la sua presenza nel settore (soprattutto in USA), consolidando lo stretto legame con il canale veterinario. Da un lato può fare leva sulla sua reputazione di serietà e qualità proveniente dalla produzione Pharma per cui è conosciuta dai veterinari, dall’altro, avendo questo collegamento stretto con i dottori, può spingere su una rete di intermediari rispettati per arrivare più facilmente al cliente finale. In questa maniera, la forza nel difendere il fatturato è più ampia rispetto alla dinamica business-to-consumer.

Il modello di business di Virbac: come funziona?

Il modello di Virbac segue il modello di business farmaceutico classico oltre alla parte di produzione di mangimi animali. Il modello si basa su tre fasi principali: creare tramite la ricerca e sviluppo, produrre e vendere.

La società ha una solida esperienza nella ricerca che ha portato a grandi innovazioni nella storia.
Virbac opera tramite tre linee di business, come mostrato in grafico:

  • Companion Animals (58% del fatturato LTM a giugno 2022): è la linea di business dedicata ai prodotti per gli animali domestici. Essa comprende i parassiticidi, prodotti immunologici, antibiotici, prodotti specialistici, alimenti specializzati e trattamenti per i cavalli.
  • Food Producing Animals (40% del fatturato): tale linea riguarda tutti i prodotti relativi al bestiame degli allevatori, dai parassiticidi e antibiotici per i bovini, ai prodotti alimentari per i ruminanti, dagli antibiotici per polli e volatili e prodotti per l’acquacoltura.
  • Others (2%): è una categoria residuale che comprende principalmente l’attività di produzione per conto terzi, in particolare le vendite del parassiticida Sentinel Spectrum per conto di MSD Animal Health (Gruppo Merck & Co.).

Nonostante entrambe le attività principali, Companion Animals e Food Producing Animals si caratterizzino per tassi di crescita soddisfacenti, il business degli animali domestici di Virbac è storicamente cresciuto a tassi superiori rispetto ai prodotti per il bestiame (si veda grafico sotto), frutto della crescente spesa dei padroni degli animali in farmaci per la cura dei propri “migliori amici”. D’altro canto, i prodotti per il bestiame sono generalmente più ciclici e legati all’andamento dell’economia e dei consumi.

La società ha 10 stabilimenti proprietari in cinque continenti e una presenza globale per soddisfare i bisogni dei veterinari e degli allevatori in diverse regioni.
Il grosso del costo del venduto è rappresentato dall’acquisto da terzi materie prime (per le quali la società conta ca. 670 fornitori, con un’elevatissima diversificazione), semilavorati (96 produttori) e in alcuni casi anche già prodotti finiti (50).
La società vende sia direttamente a consumatori finali o veterinari sia a distributori all’ingrosso, sia direttamente nei Paesi in cui è presente con stabilimenti di produzione sia indirettamente nella restante parte del mondo. Ciò considerato, non c’è una significativa esposizione a nessun cliente.

Il rischio finanziario

La società gode di ottima salute finanziaria e di una buona capacità di generare valore. Vanta uno Stato Patrimoniale praticamente senza debito, con performance operative resilienti nel tempo, dimostrate anche nello “stress-test” della pandemia, anni in cui (2020-2021) la società ha conseguito degli ottimi risultati di crescita organica.

La generazione del valore

Virbac è cresciuta ad un tasso medio 5% in termini di ricavi tra il 2018 e 2021, a €1.064mln, con una fase di stazionamento durante la pandemia e un successivo rimbalzo nel 2021, guidato soprattutto dalla crescita della divisione Companion Animals (in particolare con gli alimenti speciali per animali domestici).

Ancora più apprezzabile è stata la crescita dei margini. L’Ebitda è infatti quasi raddoppiato nel giro di 4 anni, cresciuto ad un tasso medio del 16%, a €213mln nel 2021. L’Ebitda margin è cresciuto dal 14% del 2018 al 20% nel 2021, sul progressivo aumento dei prezzi di vendita soprattutto in Francia, Asia, Pacifico e America Latina, come evidenziato dal grafico sotto, cosa che ha compensato le difficoltà del mercato americano, dove la società ha ancora un’esposizione limitata e sta cercando di aumentare la sua quota di mercato a scapito però dei bassi margini di vendita.

Il 2022 è proseguito positivamente per la società, tanto con l’aumento del fatturato del 1H22 (+16%), che con quello dell’Ebitda (+11%), con una lieve compressione dell’Ebitda margin da 23% a 22%, che dimostra quanto bene abbia saputo gestire gli impatti dell’inflazione.

I dati di current trading sul Full Year 2022 dicono di un fatturato in aumento del 14%, a €1.216mln, sopra le attese degli analisti e sopra le indicazioni fornite dalla stessa società (+10% al netto dell’effetto cambio e delle variazioni di perimetro), grazie alla crescita in tutte le aree, tranne l’America Latina (penalizzata dal calo in Cile) e sospinta soprattutto dal segmento di Companion Animals.

La società ha anche fornito la guidance per il 2023 sui margini, annunciando che ci sarà un calo dell’Ebit margin dal 14-15% a ca. 13-14%, a seguito dell’aumento degli investimenti in Ricerca & Sviluppo.
A livello prospettico, la società è attesa crescere ad un fatturato medio del 10% nei prossimi 3 anni, a fronte di un aumento dell’Ebitda inferiore (+5% medio annuo), alla luce degli impatti dell’inflazione e dell’aumento degli investimenti in R&S, per assicurarsi una posizione preminente nel segmento Pharma.
A questo proposito, il business in cui è attiva la società richiede importanti investimenti, gran parte dei quali finisce contabilmente in R&S (e non viene capitalizzato nelle Capex). Questo fa sì che lo scarto sia poco marcato tra Ebitda margin ed Ebit margin (la cui differenza sta negli ammortamenti, ovvero gli investimenti in conto capitale). Tuttavia questo non deve trarre in inganno sul fatto che il business non sia capital intensive, perché in realtà richiede grandi investimenti in proprietà intellettuale per continuare ad operare. Questo tratto è comune anche alle società farmaceutiche non focalizzate sugli animali date le dinamiche molto simili.

I COGS (Costo del Venduto) costituiscono una voce di costo molto importante specialmente a causa delle materie prime, mentre gli SG&A (spese generali e amministrative) incorporano l’R&D che erode circa la metà della voce complessiva.

Nel complesso, è possibile affermare che la struttura dei costi sia fortemente variabile con possibilità di ridurre le spese in caso di contrazioni di fatturato. Da un’analisi puntuale, si nota che il costo del venduto sia all’incirca 2 volte più variabile rispetto ai costi generali e amministrativi. Riguardo a questo aspetto, c’è da evidenziare come l’aumento della marginalità negli ultimi 4 anni sia dovuto alla relativa costanza negli SG&A. D’altro canto, i COGS sono continuati ad aumentare e ad avere fondamentalmente lo stesso peso sul fatturato. Quindi si può presumere che il miglioramento dei margini atteso nel futuro sarà dovuto principalmente alla costanza degli SG&A.

I due grafici successivi descrivo questa caratteristica.

In merito alla redditività del capitale, i rendimenti sono stati superiori al 20% misurati in termini di NOPAT/Capitale Investito. Questo però deve essere attentamente considerato dagli investitori alla luce di due fattori principali: il primo riguarda il forte peso della Ricerca & Sviluppo che per regolamentazione contabile non viene capitalizzata, senza quindi concorrere all’incremento degli asset a differenza delle Capex, quando però, per l’azionista (che guarda alla generazione di flussi di cassa), la sostanza è la stessa. La differenza risiede sull’incertezza circa i benefici futuri che quegli investimenti genereranno, che nel caso della ricerca e sviluppo è sensibilmente maggiore e quindi il legislatore adotta un approccio cauto rispetto alle capex, molto più certe. Il secondo fattore riguardo la vendita dei diritti sul brand Sentinel nel 2020 per €400mln che ha ridotto fortemente gli asset in pancia alla società senza un effetto rilevante sui profitti.

La struttura del capitale

La società ha eliminato interamente il Debito Netto finanziandosi ad oggi esclusivamente con Equity (utili reinvestiti), anche dato il capitale circolante netto positivo che va finanziato. La struttura potrebbe difficilmente essere più solida di così, con un’attività operativa che genera valore facilmente liquidato e ampie coperture di Cassa per Debiti lordi ancora in essere. Il costo del debito è infatti irrilevante. Lo stato attuale della struttura finanziaria sembra preannunciare grandi investimenti di crescita, potenzialmente per vie esterne grazie all’M&A.

La generazione dei flussi di cassa

Anche sulla generazione di cassa, la società ha un ottimo storico. La buona Free Cash Flow conversion (ca. 45% medio negli ultimi 4 anni) ha portato a ottimi risultati anche in pandemia, non unicamente a livello di Conto Economico ma anche a livello di Rendiconto Finanziario. Nel 2020 infatti, il Debito Netto è passato da €366mln a un valore negativo di €66mln, con la generazione di FCF da €81mln, cui si è unita la vendita dei diritti sul brand Sentinel per €400mln. La natura ciclica della generazione di cash fa sì che la seconda parte dell’anno la società generi più cassa rispetto ai risultati di Conto Economico, principalmente sull’incasso dei crediti maturati a inizio anno e sullo svuotamento del magazzino prodotti.

Il rischio di liquidità

La liquidità di Virbac è eccellente. A giugno 2022 (rapporto sulla prima metà dell’anno e ultimo report disponibile con dati sulla liquidità), riportava una cassa di €176mln e FCF positivi attesi nei successivi 18 mesi nell’ordine dei €95mln, stando ai valori mediani del consensus. A fronte di tali fonti, i debiti finanziari a breve sono dichiarati in bilancio per €63mln (tra leasing e altre passività finanziarie) e non ci sono ulteriori uscite contrattuali (es. debiti bancari o bond).
Le prospettive aprono alla possibilità di staccare dividendi che però non sono ancora stati annunciati. Ad ogni modo l’indice di copertura delle uscite di cassa nel breve periodo è molto capiente e non espone la società ad alcun rischio finanziario immediato.

Il profilo di mercato di Virbac

A livello di quotazione e valore intrinseco, le valutazioni per multipli di mercato (peers e storici) e il metodo del DCF indicano un possibile upside del 20-33%.

Gli asset-side DCF

A livello prospettico, la società ha ottime capacità di crescita grazie alle opportunità di entrata e sviluppo nel mercato americano che possono essere colte grazie a una Posizione di Cassa Netta che fornisce flessibilità operativa e la capacità di espandersi tramite acquisizioni.
Negli ultimi due anni la società ha migliorato la sua efficienza operativa, con un’attenzione maggiore ai costi, aumentando così sempre di più margini e utili, oltre che accelerando la crescita dei ricavi.

Date le positive prospettive per il medio periodo, i tassi di crescita dei prossimi 5 anni sono stimati all’8%, leggermente inferiori rispetto ai tassi di crescita reali (puliti dagli effetti dei tassi di cambio) degli ultimi due anni, attestatisi tra il 9% e il 9,5%.

Alla luce delle assunzioni nella tabella qui sopra, la valutazione per DCF mostra una sottovalutazione del titolo, con un target price di €347 per azione, con upside potenziale del 20% rispetto ai prezzi attuali.

Peer Analysis

La valutazione sulla base della peer analysis si basa sul confronto con le seguenti società individuate come affini e competitor in diversi casi:

  • Zoetis è il leader di settore e si occupa di scoprire, sviluppare, produrre e commercializzare medicinali e vaccini per la salute degli animali, con particolare attenzione al bestiame e agli animali da compagnia.
  • Elanco Animal Health è una società americana e sviluppa prodotti per animali da compagnia e alimentari sotto i brand Seresto, Advantage, Advantix e Advocate.
  • Vetoquinol è una società francese specializzata nella ricerca, sviluppo, produzione, commercializzazione e vendita di farmaci veterinari in settori quali antinfettivi, infiammatori antidolorifici, cardiologia e nefrologia.
  • Dechra Pharmaceuticals è focalizzata sul mercato veterinario, con area di specializzazione chiave nello sviluppo e nella commercializzazione di prodotti per animali da compagnia.
  • China Animal Husbandry è una società cinese che vende prodotti per la salute e il nutrimento animale.

Sulla base dei dati finanziari dei competitor scelti come base di riferimento, si riscontra come i multipli più consoni alla valutazione siano l’EV/Ebitda e il P/E.

Le regressioni lineari così costruite confermano l’ipotesi di una sottovalutazione da parte di Virbac: ad es., nel grafico sopra in cui si evidenzia la regressione relativa all’EV/Ebitda NTM, Virbac è attesa accrescere il suo Ebitda ad un tasso medio vicino al 6% nei prossimi anni e questo dovrebbe collocare il suo EV/Ebitda target verso le 13x, contro le attuali 11x.
Questo ci dice della potenzialità di apprezzamento del titolo, con una stima di target price di €384, con upside del 33% sul prezzo attuale.

I multipli storici

La valutazione sui multipli storici confronta i valori a cui scambia il titolo oggi con i multipli medi storici degli ultimi 3 e 5 anni, ipotizzando un ritorno del titolo verso un multiplo medio (“reverse to mean”).
Ai fini di tale metodologia, sono stati utilizzati i multipli EV/Revenues, EV/Ebitda, P/E, P/BV e P/FCF, sia NTM (cioè calcolati sulle grandezze finanziarie attese nei prossimi 12 mesi) che LTM (cioè delle grandezze degli ultimi12 mesi).

Come evidente dal grafico del P/E NTM degli ultimi 5 anni, il titolo ha scambiato mediamente a oltre 26x gli Utili dell’anno successivo, a fonte di una quotazione attuale pari a ca. 20x.
Alla luce di tale valutazione, il target price di Virbac è collocabile nell’intorno di €385, con un upside ancora una volta del 33%.

Valutazione finale

Ai fini della stima del target price medio finale, si è deciso di ponderare al 40% ciascuna la metodologia del DCF e dei multipli storici, mentre la peer analysis è stata ponderata solo al 20%, per la presenza di poche società quotate all’interno del settore, con player dislocati in varie parti del mondo e con dinamiche di prezzi e “country risk premium” molto differenti, che rendono tale metodologia più approssimativa.

Alla luce di tali considerazioni, collochiamo iltarget price medio ponderato di Virbac a €370 per azione, con un upside potenziale del 28% sui corsi attuali.

Tesi di investimento e catalizzatori di breve periodo

Virbac opera in un settore estremamente resiliente come ha dimostrato la sua forte crescita in periodo pandemico e in tutti gli altri periodi di recessione.

In vista di un rallentamento dell’economia globale intorno alla metà di questo 2023, la società è un’ottima candidata per posizionarsi sul lato stabile del mercato. Inoltre, come suggerito nelle tesi di investimento degli ultimi mesi, un generale rallentamento del mercato dovrebbe calmare l’inflazione e quindi le politiche monetarie della Fed. Questo porterebbe a una riduzione dei premi per il rischio dell’investimento azionario e spingendo gli investitori a posizionarsi su quelle società che soffrono meno il ciclo economico (come Virbac), facendo dunque aumentare le sue quotazioni.

Oltre a questa tesi macro, c’è anche da considerare le ottime prospettive di Virbac che sta entrando nel mercato americano tramite la rete dei veterinari grazie anche alla strategica acquisizione di iVert. Gli USA sono un mercato ampio e profittevole, in cui la società con una fama di qualità dovuta a tutto il lato Pharma potrebbe fare molto bene. Quindi, l’upside atteso si basa anche sui fondamentali di una società in crescita.