Vendere Marijuana in Italia è diventato legale?

In Italia sempre più negozi vendono Cannabis e derivati senza rischiare alcuna sanzione; questo però non significa che la vendita di Marijuana e il consumo di droghe leggere sia diventato legale.

In Italia è boom di grow shop, i negozi dove si possono acquistare prodotti derivati dalla Cannabis, compreso l’occorrente per la coltivazione delle piante in casa. Allo stesso tempo è possibile trovare questi prodotti anche nei tabaccai, vicino agli snack o alle sigarette.

Insomma, da qualche mese acquistare questi derivati dalla Cannabis è molto semplice e non si rischia neppure una sanzione.

Questo però non significa che la vendita della Marijuana sia diventata legale; quelli che vengono venduti in negozi e tabacchi, infatti, non sono prodotti a base di Marijuana bensì delle infiorescenze di canapa light legali perché con un principio attivo di THC inferiore al limite previsto dalla legge.

Quindi in questi mesi non è stata approvata una legge che rende legale il consumo o la vendita di Marijuana; semplicemente si è trovato un modo per vendere dei prodotti a base di Cannabis nel pieno rispetto della legge.

Per capire cosa sono i grow shop e qual è il motivo per cui è legittimo vendere questi prodotti vediamo qual è la differenza tra Cannabis e Marijuana e in quale caso si può parlare veramente di droghe leggere.

Differenze tra Cannabis e Marijuana

La Cannabis - o canapa - è una pianta della famiglia delle Cannabaceae originaria dell’Asia Centrale ma che negli anni si è diffusa anche nel resto del mondo. Viene utilizzata per diversi scopi, come ad esempio per la produzione di fibre tessili.

Non esiste una sola tipologia di Cannabis; ci sono piante infatti che presentano un principio attivo di THC molto alto e per questo sono in grado di provocare degli effetti psicoattivi in chi ne fa uso. Ecco perché l’uso di queste piante è illegale in molti Paesi, Italia compresa.

La Marijuana invece è la droga leggera che si ottiene facendo essiccare le infiorescenze delle piante femminili di Cannabis che hanno un concentrato di delta-9-tetraidrocannabinolo (appunto il THC) molto elevato. Quindi la Marijuana è la sostanza psicoattiva che si ricava dalla pianta della Cannabis.

Come anticipato però non tutte le piante di Canapa hanno una concentrazione di THC elevata; ce ne sono alcune, infatti, che rispettando i limiti previsti dalla legge si possono coltivare e vendere.

Ed è proprio per questo motivo che in Italia stanno aprendo sempre più attività commerciali adibite alla vendita di cannabis legale e dei suoi derivati.

I prodotti che trovate in questi negozi, così come quelli che si possono liberamente acquistare nei tabaccai, hanno un THC inferiore al limite previsto dalla normativa italiana e di conseguenza non provocano effetti psicoattivi in chi ne fa uso.

I grow shop sono veramente legali?

Nel dettaglio il limite di THC consentito in Italia è dello 0,6%; sotto questa soglia quindi le infiorescenze non hanno un principio psicoattivo rilevante e per questo motivo non si può parlare di droghe leggere.

La prima a sfruttare questa principio per aprire un’attività commerciale dedicata alla vendita di prodotti a base di Canapa è stata Easy Joint, seguita poi da diversi grow shop in ogni parte d’Italia (qui una guida su come aprire un grow shop).

In questi negozi si vendono diverse infiorescenze di Cannabis light ma non solo; qui si possono trovare anche semi e articoli per la coltivazione fai da te, o degli accessori d’abbigliamento.

Vendere questi prodotti è veramente legale? Per scoprirlo bisogna fare riferimento alla legge 242/2016, una norma approvata con lo scopo di incentivare le coltivazioni di canapa legale sul territorio.

Il problema è che in questa norma non troviamo alcun riferimento alla commercializzazione di questi prodotti per uso ricreativo. Non lo permette esplicitamente, ma neppure lo vieta: ecco perché vendere questi prodotti è del tutto legale, ma con alcune limitazioni.

Infatti vendere questi prodotti consigliando di fumarli o consumarli in altro modo violerebbe diverse normative sanitarie; ecco perché spesso sulle confezioni si legge che non si tratta di “prodotti medicinali, da combustione o alimentare”.

Per vendere questi prodotti quindi è stato utilizzato un vuoto normativo; resta da capire a questo punto cosa farà il legislatore, se deciderà di mettere un freno alla diffusione dei grow shop oppure se lascerà che questo mercato si sviluppi anche in Italia come già successo in altri Paesi.

Quali sanzioni per chi vende Marijuana?

Come anticipato, invece, il consumo e la vendita di Marijuana in Italia sono ancora considerati illegali e di conseguenza sanzionati.

Nel dettaglio, quando una persona viene sorpresa a detenere illecitamente una sostanza stupefacente per il solo uso personale gli viene applicata una sanzione amministrativa, quale la sospensione della patente di guida o del passaporto per un periodo che per le droghe leggere va da 1 a 3 mesi.

Per la vendita di Marijuana invece si applicano le sanzioni previste per lo spaccio di droghe leggere, quali una multa che va dai 5.164€ ai 77.468€ oltre alla reclusione da 2 a 6 anni.

Inoltre, come recentemente confermato dalla Corte di Cassazione, anche nei confronti di chi coltiva Cannabis (con THC superiore ai limiti consentiti) si applicano le sanzioni previste per lo spaccio. La coltivazione, infatti, non può essere motivata da uso personale poiché ha le “peculiarità di dare luogo ad un processo produttivo in grado di autoalimentarsi e di espandersi, potenzialmente senza alcun limite predefinito”.

Argomenti:

Marijuana

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