Valutazione degli studenti, le novità della riforma: le 8 indicazioni per gli insegnanti

Riforma della scuola, cambiano i criteri per la valutazione degli studenti: ecco le 8 novità che gli insegnanti devono conoscere.

Valutazione degli studenti, le novità della riforma: le 8 indicazioni per gli insegnanti

Riforma della scuola: cambiano le norme per la valutazione degli studenti.

L’approvazione delle 8 deleghe previste dalla Buona Scuola (esclusa quella sul Testo Unico) continua a far discutere. Infatti, molti insegnanti non sono d’accordo con le nuove norme in materia di valutazione introdotte con la riforma.

Ad esempio, gli insegnanti non concordano con il fatto di dover ammettere gli studenti all’esame di Maturità con la sola media del 6 e non più con tutte sufficienze (come avverrà quest’anno). Ma questa non è l’unica novità per gli insegnanti, che a partire dall’a.s. 2017/2018 dovranno fare particolarmente attenzione alle motivazioni con cui assegnano un voto ad un allievo.

Le novità introdotte dallo Schema del decreto legislativo “recante le norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo e negli Esami di Stato”, si possono riassumere in 8 punti fondamentali da cui gli insegnanti potranno cogliere le indicazioni necessarie.

Ecco nel dettaglio cosa cambia con la delega sulla valutazione degli alunni, che si aggiunge a quelle che riformano la scuola d’infanzia, il sostegno e le norme per il reclutamento insegnanti.

Valutazione degli studenti: le 8 novità della riforma

Cosa cambia per la valutazione degli studenti? Ecco un elenco degli 8 punti in cui possiamo riassumere il nuovo regolamento:

  1. La valutazione deve basarsi sia risultati di apprendimento degli alunni che sul proprio percorso. Questo significa che non bisognerà dare importanza solamente alla media dei voti presi nel corso dell’anno, ma anche alla crescita dello studente nel corso dell’anno. A tal proposito viene sottolineato che “la valutazione è integrata dalla descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto dall’alunno“;
  2. Confermata la votazione in decimi. Quindi, a differenza di quanto si pensava inizialmente, non ci sarà il ritorno alla votazione di tipo alfabetica;
  3. Il dirigente scolastico, o un suo delegato, presiede tutti i consigli convocati per gli scrutini, sia intermedi che finali;
  4. Il comportamento non rientra nell’oggetto della valutazione;
  5. Per l’ammissione all’anno successivo è necessaria la sufficienza riferita al “complessivo andamento degli apprendimenti”. Quindi, la sufficienza non si riferisce più ad ogni singola materia;
  6. Nel testo della delega leggiamo che le rilevazioni degli apprendimenti sono parte integrante del processo di autovalutazione delle istituzioni scolastiche. Queste, infatti, forniscono strumenti utili al miglioramento dell’efficacia dell’azione didattica;
  7. I risultati del progetto di alternanza Scuola-Lavoro saranno oggetto di valutazione. Per questo motivo nell’esame di Maturità una “breve relazione o un elaborato multimediale” sulla propria esperienza di alternanza scuola-lavoro prenderà il posto della tradizionale tesina.
  8. Cambiano i criteri per l’ammissione all’esame di Maturità, ma la votazione finale resta in centesimi.

Valutazione degli studenti: le nuove norme per l’ammissione alla Maturità

Nella delega che riforma i criteri per la valutazione degli studenti viene dato molto spazio all’esame di Maturità. Nel dettaglio, vengono fissate quattro condizioni fondamentali per l’ammissione all’esame di Stato:

  • frequenza per almeno tre quarti del monte annuale di lezioni;
  • aver partecipato alle prove Invalsi;
  • aver seguito l’attività di alternanza scuola-lavoro;
  • avere una media non inferiore ai sei decimi.

È stato questo ultimo punto a suscitare le polemiche degli insegnanti. In questo modo, infatti, gli studenti potrebbero essere ammessi all’esame finale anche in caso di insufficienze gravi.

Anzi, così come riportato dal docente Salvo Amato di ProfessioneInsegnante.it (che noi abbiamo intervistato) un 9 in condotta e uno in educazione fisica sarebbero sufficienti per ottenere l’ammissione all’esame anche in caso di insufficienza, non grave, nelle altre materie.

Ormai però sembra essere tutto deciso. Per la felicità degli studenti che d’ora in poi potranno sperare nell’ammissione all’esame di Maturità anche in presenza di insufficienze gravi in pagella.

Testo delega sulle norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo
Clicca qui per scaricare il testo completo della delega che riforma la le norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo.

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