Vacanze 2022 più care, occhio ai risparmi: ecco dove costerà di più viaggiare

29 Aprile 2022 - 22:20

29 Aprile 2022 - 22:21

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Addio alle vacanze low cost. Secondo il Codacons l’effetto della guerra e del caro carburanti si farà sentire anche sulle vacanze degli italiani.

Vacanze 2022 più care, occhio ai risparmi: ecco dove costerà di più viaggiare

Dopo due anni di restrizioni milioni di italiani si apprestano a mettersi in viaggio per le meritate vacanze estive. Peccato però che il conto rischierà di essere più salato del solito. Questo è l’allarme lanciato dal Codacons. L’associazione dei consumatori per una vacanza di 10 giorni prevede un rincaro fino al 10% in più rispetto allo scorso anno.

Se nel 2021 per viaggio, pernottamento, cibo e servizi si spendeva in media 996 euro a persona, quest’anno siamo sui 1.145 euro, quasi 150 euro in più. La colpa è da attribuire in primis ai rincari del prezzo del carburante che sta facendo sbalzare alle stelle anche il costo dei trasporti. E poi all’aumento energetico e delle materie prime che di conseguenza sta portando rialzi anche nel mondo della ristorazione e dell’accoglienza.

Spostarsi in traghetto verso le isole in Italia costerà molto di più

Se l’idea è di andare in vacanza in Sardegna o in Sicilia bisognerà mettersi l’anima in pace che il costo del trasporto, che sia via mare o via aerea, sarà salato. Il caro benzina sta facendo balzare il costo dei traghetti in testa alla classifica dei rialzi.

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno il prezzo medio del biglietto di un traghetto per Sicilia e Sardegna secondo l’associazione Assotir costa dal 30 al 46% in più.

Se nel 2021 per la tratta Civitavecchia - Olbia si spendevano 630 euro per due adulti, un bambino e una macchina a seguito, oggi lo stesso viaggio va dai 647 ai 692 a seconda degli operatori. Non va molto meglio se analizziamo un’altra tratta molto frequentata in estate in Italia: la Genova-Olbia.

Lo scorso anno per un posto in poltrona sempre per due adulti e un bambino si arrivava a spendere 598 euro. Quest’anno ad agosto si arriva anche ad 821 euro. Se da un lato c’è chi non ritiene giustificabile tali rincari semplicemente con gli aumenti del carburante, dall’altra c’è chi invece giura di non poter fare altrimenti.

E stiamo parlando dell’Assarmatori, associazione che riunisce le più importanti compagnie navali italiane che afferma come l’aumento delle tariffe si è reso necessario dopo il rincaro del costo del carburante. Senza di esso, secondo l’associazione il servizio rischiava uno stop.

Il presidente Stefano Messina ha voluto spiegare il tutto elencando alcune cifre. Sulla tratta Genova-Olbia, una delle più frequentate in estate, il costo del carburante è aumentato del 30% portando la spesa per le compagnie anche a 50mila euro in più a tratta. Aumenti simili anche per i traghetti verso la Sicilia da Napoli o Civitavecchia.

Per Assarmatori l’unica soluzione è stato aumentare le tariffe. Ma i rincari non riguardano soltanto l’Italia visto che anche viaggiare all’estero verso la Corsica o le isole di Croazia, Grecia e Spagna costerà di più.

Stessa sorte per chi viaggerà in aereo

Accanto ai viaggi via mare, non va meglio per quelli aerei. Le tratte verso Sicilia e Sardegna hanno raggiunto prezzi record arrivando anche a toccare un +60% per i non residenti. Rispetto allo scorso anno l’incremento per la compagnia di bandiera italiana Ita Airways sfiora il 36,4%. Con la low cost Volotea un Linate-Olbia può arrivare a costare anche il 64% in più.

Anche questa volta la colpa è da attribuire all’aumento dei costi del carburante. Anche chi preferirà trasferirsi all’estero non sarà esente. I viaggi in Europa saranno più cari di circa 10 euro mentre per le rotte intercontinentali l’aumento toccherà i 50-60 euro.

Ma oltre a pagare di più per gli spostamenti, gli italiani dovranno fare i conti anche con l’aumento del costo di pernottamento e stabilimenti balneari.

Secondo i dati di Centro Consumatori Italia già lo scorso anno il costo di ombrelloni e sdraio aveva subito un aumento medio del 5%. Quest’anno si prevede un aumento di un ulteriore 2-3%, colpa dell’effetto inflazione.

I costi energetici e delle materie prime incideranno anche sugli alberghi dove soggiornare questa estate sarà più caro.

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