Prosegue la debolezza del dollaro americano. La violazione a ribasso del supporto in area 1,33 mette le basi per la continuazione della discesa.
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 1,3263 |
| Variazione | -0,03% |
| Max (52 settimane) | 1,451 |
| Min (52 settimane) | 1,2963 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 1,3554 |
| RSI 14 | 33.01 |
| MACD | -0,007 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -1,18% |
| 1 mese | -2,01% |
| 3 mesi | -5,52% |
Nella sessione di martedì il cambio Usd/Cad ha tentato la rottura del supporto a quota 1,33 con una barra di allungo dopo una breve fase di consolidamento sul livello. La chiusura ha infatti portato il prezzo appena sotto l’area a 1,3296. Nella sessione di ieri la violazione è stata confermata a riprova di una possibile continuazione del trend ribassista.
Il quadro tecnico di riferimento
Il 2019 è stato un anno di bassa volatilità per il cambio che si è assestato in una fase laterale a range ristretto (2,31%) oscillando tra un minimo in area 1,30 ed un massimo in area 1,33 dalla metà del mese di luglio fino a dicembre 2019.Il 2020 è partito seguendo lo stesso copione con il prezzo entro la banda di oscillazione fino alla fine del mese di febbraio.
La pandemia da Covid19 ha scosso con decisione il dollaro americano che, nella giornata del 27 febbraio, ha iniziato un apprezzamento in fase di accelerazione facendo registrare un rally del 11,44% circa sui massimi di marzo.
Il cambio, dopo avere raggiunto quota 1,4669 e segnato un doppio massimo nell’area, il 19 marzo 2020 ha ritracciato mettendo le basi per l’inversione definitiva del trend. La discesa si è alternata tra accelerazioni e fasi di consolidamento fino alla violazione a ribasso dell’ultima banda di oscillazione sul livello di 1,35 in data 21 luglio 2020.
Lo scenario operativo di breve periodo
Dopo alcune barre di congestione sul valore di 1,33, che hanno caratterizzato le ultime settimane, il cambio ha deciso di tornare in allungo e tentare la rottura a ribasso del livello, avvenuta con successo nella sessione di martedì.
La giornata di ieri sottolinea la forza de trend che sembra voler continuare la sua corsa verso quota 1,30. con una pausa di consolidamento che potrebbe avvenire in area 1,3150, dove il prezzo potrebbe rifiatare per qualche sessione per poi dirigersi verso l’obiettivo.
Lo scenario sarebbe diverso se la forza del trend venisse a mancare e il cambio tornasse sopra i livelli di 1,33. Per ipotizzare uno scenario di rafforzamento del dollaro americano contro il canadese bisognerebbe però attendere anche la rottura della trendline dinamica ribassista che accompagna il movimento dalla fine di marzo 2020. Solo la rottura a rialzo di entrambe le resistenze farebbe presagire un inversione del trend.
Attualmente il prezzo di trova stabilmente sotto la EMA(21) e la SMA a 200 periodi. Anche l’indicatore Supertrend resterebbe ancora su valori negativi, mentre la volatilità rappresentata dall’ATR(14) sembra in linea con i valori delle sessioni precedenti e in calo rispetto ai valori medi del movimento ribassista. L’indice RSI(14) invece si trova quasi alla soglia dell’ipervenduto, direzione evidenziata anche dall’oscillatore Stocastico lisciato.
Una posizione long sarebbe plausibile solo al rientro del prezzo sopra i valori di 1,3530 che permetterebbe anche la rottura a rialzo della trendline dinamica di breve-medio periodo. Il primo target si potrebbe sistemare in area a 1,37 mentre un secondo target a quota 1,3880. Lo stop loss si potrebbe collocare a 1,3290 poco sotto il supporto in area 1,33 per lasciare più spazio al movimento del cambio. Uno stop loss più stretto si potrebbe inserire invece sotto il supporto a quota 1,3465.
Un ingresso short sarebbe accettabile dopo un pullback sui livelli di resistenza a quota 1,3280 oppure sui livelli di mercato. Il primo target sarebbe da posizionare in area 1,30. Il secondo target si potrebbe collocare in area 1,28. Lo stop loss sarebbe da sistemare a quota 1,3530.
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