La vicepresidente Kamala Harris ha scelto il governatore del Minnesota, Tim “Walz, come suo compagno di corsa martedì. La scelta del 60enne ex insegnante nato a West Point, Nebraska, è stata una sorpresa per molti che invece avevano puntato tutto sull’agguerrito governatore della Pennsylvania, Josh Shapiro: tant’è vero che secondo quanto riportato dai media americani, quando Kamala Harris ha scelto Walz alcune persone vicine alla campagna di Trump hanno riferito alla Cnn di aver «tirare un sospiro di sollievo» per il fatto che la vicepresidente Usa non avesse scelto il popolare governatore della Pennsylvania, ritenuto troppo «divisivo» per i dem per via del suo sostegno incondizionato a Israele e a Benjamin Netanyahu. Secondo molti osservatori, Harris avrebbe dovuto scegliere Shapiro per un semplice motivo elettorale: la Pennsylvania è uno stato in bilico decisivo dove, al momento, la candidata democratica è indietro di 1,2 punti rispetto all’ex presidente Donald Trump, secondo i sondaggi.
Tim Walz, chi è davvero
I media in queste ore hanno incensato la figura di Tim Walz, cercando di dipingerlo come un «moderato» potenzialmente in grado di accaparrarsi i consensi degli indecisi anche se è il beniamino della sinistra del partito e di Bernie Sanders. La verità è che, nonostante la grancassa mediatica, quasi tre quarti degli Stati Uniti, come rivela Free Press, semplicemente non hanno mai sentito parlare della scelta di Kamala Harris come vicepresidente o non sanno come valutarlo. Come governatore, ha adottato politiche marcatamente «woke» e della sinistra liberal più fanatica. Ad esempio, firmando un ordine esecutivo che conferma il diritto di accedere alle cure di «affermazione di genere» anche per i minori, di fatto incoraggiando le transizioni di genere anche per i minorenni.
La folle «hotline» durante il Covid
Come sottolinea il giornalista Michael Shellenberger, Walz ha aspettato tre giorni prima di chiedere l’invio della Guardia Nazionale dopo che le proteste di Black Lives Matter si sono trasformate in violente rivolte che hanno distrutto centinaia di attività commerciali a Minneapolis, dimostrando di essere totalmente incapace nel gestire una situazione complessa e caotica. Durante l’emergenza pandemica, ha incoraggiato i delatori istituendo un numero telefonico al fine di segnalare in forma anonima coloro che non rispettavano le restrizioni Covid o, banalmente, non indossavano la mascherina. Una «hotline» orwelliana attraverso la quale migliaia di cittadini del Minnesota hanno denunciato al governo i loro vicini, colleghi e agenti di polizia che non rispettavano le restrizioni anti-Covid, dando allo stato un potere enorme nel violare la privacy dei cittadini. Un governatore a dir poco controverso debole, ora spacciato per candidato «moderato», che moderato non è.