Tre Regioni ancora a rischio per Natale: ecco quali

Natale potrebbe essere comunque a rischio in tre Regioni: la situazione è ancora critica e il Governo dovrà per forza tener conto dei dati nel programmare i prossimi giorni.

Tre Regioni ancora a rischio per Natale: ecco quali

Per tre Regioni d’Italia la situazione in vista del Natale è ancora critica e c’è il rischio concreto che il Governo non riesca ad allentare le restrizioni come in programma nel resto d’Italia.

Come più volte vi abbiamo spiegato, il piano del Governo Conte è chiaro: prevedere altre due settimane di restrizioni per poi concedere maggiore libertà di movimento ai cittadini. Obiettivo è arrivare al 3 dicembre, quando ci sarà l’approvazione di un nuovo DPCM, con tutta Italia fuori dalla zona rossa così da permettere la riapertura dei negozi, come pure di bar e ristoranti, per il periodo natalizio.

Ma potrebbero esserci degli impedimenti alla realizzazione di questo piano: ci sono Regioni, infatti, in cui la situazione è ancora critica tanto da far pensare ad un prolungamento delle restrizioni oltre la data del 3 dicembre. E in quel caso sì che i festeggiamenti di Natale potrebbero essere davvero a rischio.

Quali sono le Regioni dove il Natale è a rischio

L’indice Rt nazionale è all’1,18: obiettivo è farlo scendere ad 1 in tutta Italia, così da avere tutte le Regioni in zona gialla - o al massimo arancione - sotto le feste natalizie. Ci sono due condizioni fondamentali affinché ciò avvenga: da una parte l’abbassamento dei contagi da Covid e dall’altra la tenuta del sistema sanitario.

E se da una parte Regioni come Lombardia e Piemonte stanno soddisfando le attese, tant’è che si immagina un’altra settimana di restrizioni per poi uscire dalla zona rossa già il 27 dicembre, ce ne sono altre che non stanno rispettando le attese. Nella giornata di ieri, il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato la proroga di due settimane della zona rossa in Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta: tuttavia, come anticipato, mentre Lombardia e Piemonte potrebbero anticipare l’uscita da questa zona già il 27 novembre - con la possibilità che il 3 dicembre siano persino in zona gialla - le altre due Regioni rischiano di restarci ancora a lungo.

Calabria e Valle d’Aosta, infatti, sono ancora in un momento critico e se non ci dovesse essere un’inversione di rotta nelle prossime settimane è molto probabile che sarà un Natale fatto di restrizioni. E attenzione, perché a queste due sembra aggiungersi anche la Puglia. Già nella giornata di ieri, infatti, questa ha rischiato concretamente di diventare zona rossa visto il peggioramento dei dati delle ultime settimane: potrebbe diventarci tra qualche giorno e in quel caso ci dovrà restare almeno due settimane.

Nelle zone rosse il Governo non allenterà le misure

Anche se l’obiettivo dichiarato dal Governo è quello di allentare le restrizioni non potrà non tener conto del livello di pericolosità. Con tutta la buona volontà, infatti, sembra impensabile nelle zone rosse una riapertura di bar e ristoranti, come invece nei piani dell’Esecutivo per Natale.

Difficile anche che vengano eliminate le restrizioni per gli spostamenti all’interno delle Regioni, mentre potrebbe comunque decidere di permettere la riapertura dei negozi (anche se non va sottovalutato l’impatto che ciò avrebbe sugli spostamenti).

Valle d’Aosta, Puglia e Calabria, quindi, rischiano davvero di vivere un Natale in lockdown: un’eventualità che il Governo vorrebbe evitare a tutti i costi, ma dovrà comunque arrendersi ai dati per preservare la salute dei cittadini.

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