Oggi Tesmec guadagna un altro 10% a Piazza Affari. Il mercato sta comprando anche senza una notizia precisa a fare da detonatore. Sul grafico, però, qualcosa si vede.
Il titolo ha appena superato una resistenza che bloccava i prezzi da oltre due anni. Movimenti del genere, soprattutto dopo una lunga fase di accumulo, tendono ad attirare improvvisamente nuovi compratori, trader momentum e investitori rimasti fuori dalla prima parte del rally.
Dopo un +280% in un anno il rischio è di entrare tardi. Oppure restare fuori da un’altra accelerazione. Ecco cosa guardare adesso sul titolo.
Perchè Tesmec piace a investitori e analisti
Fino a poco tempo fa Tesmec era una delle tante piccole industriali italiane seguite quasi solo dagli specialisti delle small cap. Adesso il titolo viene tirato dentro sempre più spesso nei discorsi legati a reti elettriche, transizione energetica e maxi investimenti infrastrutturali europei.
Nel primo trimestre 2026 i ricavi sono saliti del 7,4% a quasi 66 milioni di euro, mentre l’utile netto è tornato positivo dopo la perdita registrata un anno fa. Ancora più importante il portafoglio ordini, salito a quasi 474 milioni di euro contro i 416 milioni di inizio anno.
Ma gli analisti stanno osservando più di tutto l’evoluzione del business Energy, il segmento più esposto agli investimenti sulle reti elettriche europee.
Se anche Mediobanca Research continua a vedere upside sul titolo, con target price a 0,24 euro, significa dunque che c’è ancora spazio per crescere. E non a caso, area 0,24 coincide quasi perfettamente con la prossima area tecnica di resistenza sul grafico di lungo periodo.
Conviene entrare dopo un rialzo del 280%?
Quando un titolo continua a salire anche senza una notizia precisa a spingerlo, la paura di restare fuori dal rally è forte.
Chi non è entrato nei mesi scorsi ora guarda il grafico chiedendosi se inseguire il movimento oppure aspettare una correzione che magari non arriverà tanto presto.
Dopo corse del genere, però, basta poco per cambiare umore. Una trimestrale meno brillante, ordini in rallentamento o prese di profitto aggressive possono trasformare sedute euforiche in correzioni molto violente.
Qualche elemento di cautela su Tesmec resta.
L’indebitamento continua a superare i 120 milioni di euro e nel trimestre la marginalità è rimasta sostanzialmente stabile attorno al 15%, senza l’accelerazione che invece si è vista sul titolo in Borsa.
Per il momento, però, il mercato sembra più concentrato su backlog e multipli. Per una società di queste dimensioni, un portafoglio ordini di quasi 474 milioni significa avere oggi una visibilità sul business molto diversa rispetto al passato. Sul fronte dei multipli, Tesmec tratta indicativamente tra 7 e 8 volte l’EV/EBITDA forward, una valutazione alta per una piccola industriale italiana ancora indebitata, ma non estrema se il business Energy dovesse continuare a crescere ai ritmi visti negli ultimi trimestri.
A questi prezzi il mercato sembra già ragionare su quello che Tesmec potrebbe diventare tra due o tre anni.
In uno scenario relativamente prudente, con ricavi oltre i 300 milioni entro il 2027, margini stabili e debito in graduale discesa, il fair value teorico potrebbe spingersi verso i massimi del 2015 in area 0,43 euro. Dai prezzi attuali significherebbe ancora un upside vicino al 100%.
Anche in uno scenario più conservativo, con EBITDA fermo attorno ai 40 milioni di euro, il fair value resterebbe comunque nell’area 0,28-0,30 euro.
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