A volte ritornano, si è soliti dire, ed altre volte no e la cosa non dispiace per niente, anzi. Pensiamo alle 4 serie dei BTP Futura, che di positivo e intonato all’ottimismo hanno solo il nome e nient’altro. I loro corsi di mercato sono tutti ritornati “al passato”, cioè scesi abbondantemente sotto cento, per cui delle due opzioni seguenti ne vale sempre una:
- chi comprò a suo tempo vorrebbe tornare indietro e non ripetere mai più quella scelta o, in alternativa, spera che il futuro arrivi presto per liberarsi di quel Futura;
- gli acquirenti successivi hanno fatto spesso un buon affare, per cui attendono il futuro per incassare la plusvalenza del Futura.
Intanto nel presente c’è che arriva subito una nuova cedola sul BTP Futura 2037 dopo i 2 nuovi BTP Valore di ottobre.
Il BTP Futura a 16 anni in origine
Il riferimento è alla 3° serie della famiglia, il BTP Futura 2037 emesso dal 19 al 23 aprile 2021 e con data godimento il 27. Un’obbligazione a 16 anni in origine e data scadenza al 27/04/’37, scissi in 4 step quadriennali di cui, ad oggi, solo il 1° è andato via. Sono titoli che hanno strutture cedolari step-up, per cui se hanno lunghe durate e partono con cedole basse il danno (enorme) è fatto. È quanto è successo a tutte e quattro le serie dei Futura, i cui danni maggiori sono stati soprattutto su questo in esame.
L’obbligazione ha un doppio ISIN, uno speciale di collocamento (IT0005442089) e l’attuale ordinario IT0005442097.
La raccolta non fu affatto un granché, tant’è che il flottante è di soli 5,477 miliardi di €. I contratti conclusi furono 132.296 (taglio medio di 41.400,22 €) e vien da chiedersi quanti di essi giungeranno effettivamente a scadenza. Il “rischio” (in realtà una gioia per il MEF) è che tra 10,5 anni il premio fedeltà da riconoscere sul bond sarà davvero molto esiguo. Tradotto, è probabile che a quella data molti acquirenti iniziali se ne siano già sbarazzati.
Struttura cedolare e rendimento effettivo attuale
Vista con gli occhi dei tempi moderni, la struttura cedolare iniziale (e definitiva) è tra l’anacronistico e l’improponibile. Cinque anni e mezzo fa fu deciso quanto segue (cedole semestrali ogni 27/10 e 27/04):
- 0,75% annuo lordo dal 1° al 4° anno, uno step completamente ormai andato. Cioè nell’intero quadriennio il titolo ha prodotto il 3% lordo quando oggi un BOT a 12 mesi rende di più;
- 1,20% dal 5° all’8°, e oggi siamo alla 3° cedola (0,60% lordo semestrale) delle 8 complessive previste nel 2° quadriennio;
- 1,65% p.a. dal 9° al 12°;
- 2% annuo lordo dal 13° al 16° anno.
L’emittente poi optò per un doppio premio fedeltà, di cui un anticipo al termine dei primi 8 anni più il saldo del 1° premio e tutto il secondo, per intero, a scadenza. Il benchmark di riferimento del premio è la media del tasso di crescita del PIL registrato dall’ISTAT nel periodo considerato, ed entro precisi range min-max.
A metà mattinata del primo giorno della nuova ottava il titolo prezza 74,50 centesimi, per un rendimento effettivo a scadenza del 4,82% (4,57% netto). La duration modificata, invece, si attesta al 9,18.
Come volevasi dimostrare, l’obbligazione è stata, è e resterà perdente (come scelta di investimento, sia chiaro) per gli acquirenti iniziali. Al termine dei 16 anni di vita il rendimento reale risulterà al 99% negativo. Ad oggi ci manca solo la conferma definitiva che avremo non prima di (almeno) un lustro, ma i giochi sembrano già irrimediabilmente compromessi. Più fortunato, invece, è risultato l’acquisto a posteriori, ma tutto dipende dall’effettivo prezzo di carico e/o tempo di gestione del bond.
Il trend dei prezzi sul mercato secondario
Il Futura 27Ap37 si può dire che è stato a cento quasi solo nella settimana del lancio. A fine aprile 2022, cioè dopo appena 12 mesi, prezzava in area 80 per un –20% rispetto al prezzo di collocamento. Ad ottobre 2023, 30 mesi dopo il collocamento, il bond aveva perso più di un terzo del suo valore dato che ha toccato 63 centesimi. Ad oggi è stato il suo momento peggiore e, si spera, non ritorni più. Nel biennio ’24-’25 i corsi si sono portati da 70 a 80 centesimi, con il massimo di periodo toccato a febbraio ’26 a 81,80. Poi è tornata forte l’inflazione è le quotazioni sono scese di nuovo, ma nel frattempo la durata residua si è ridotta e il 1° step è stato archiviato.
Chi ha comprato a distanza di mesi dal collocamento, ancor meglio negli ultimi 3-4 anni, quindi, nella peggiore delle ipotesi ha comprato a forte sconto. Magari non avrà fatto l’affare di acquistare sul minimo di sempre, ma anche un acquisto a 80, per esempio, è relativamente incoraggiante. I corsi potranno pure scendere ancora, ma intanto c’è che la duration lentamente si restringe.
Il bond, tuttavia, pecca di cedole povere negli importi, per cui il bond risulterebbe più adatto in ottica trading di medio termine o come plusvalenza finale nel 2037.
Subito una nuova cedola sul BTP Futura 2037 dopo i 2 nuovi BTP Valore di ottobre
Il discorso diventa invece molto più complesso per chi lo ha comprato “da 90 in su”, diciamo così, tra cui molti in emissione. Il flusso cedolare futuro resterà debole rispetto ai coupon attuali, né il bond recupererà certe valutazioni a stretto giro. A giudicare dal contesto dominante serviranno diversi mesi per il recupero di quota 80, e diversi anni per la soglia dei 90 centesimi.
Nell’aprile 2037 il MEF restituirà sempre i 100 di partenza, il problema è cosa fare prima di quella data. Difficile, molto difficile dare risposte confortanti, anche perché tutto dipende dai propri obiettivi, finalità, attitudine al rischio. Mai come in questi casi non resta che attendere la fine o intavolare una strategia “ottimizzante” con il proprio consulente di fiducia.
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