Studenti creano fotomontaggi porno con la foto degli insegnanti. M5S: “Niente punizione…”

Scuola, anche gli insegnanti vengono “bullizzati”: in rete montaggi video a luci rosse con i loro volti. Per il Movimento 5 Stelle, però, non bisogna commettere l’errore di punire gli autori del video penalmente.

Studenti creano fotomontaggi porno con la foto degli insegnanti. M5S: “Niente punizione…”

Ha dell’incredibile quanto successo nelle ultime ore in una scuola della provincia di Caltanissetta dove un gruppo di studenti ha utilizzato una particolare app per prendersi gioco dei propri insegnanti. Nel dettaglio, questa app ha permesso loro di fare dei montaggi video a luci rosse dove al posto del volto degli attori hanno messo quello dei loro insegnanti.

Il video, nemmeno a dirlo, è diventato subito virale tra gli studenti; peccato però che il fotomontaggio sia stato visto anche da una delle insegnanti presenti, a sua insaputa, nel filmato.

Questa ha subito denunciato il fatto e la procura di Caltanissetta ha aperto un’inchiesta per individuare gli autori del montaggio.

Perché gli insegnanti hanno perso la loro autorità?

In attesa di nuovi sviluppi ci si interroga su quali sono le motivazioni che stanno portando alla deriva della scuola italiana.

Non è ammissibile infatti che degli studenti si prendano la libertà di scherzare, se così si può chiamare un tale gesto, con la dignità dei propri insegnanti. D’altronde non crediamo che questo sia un caso isolato poiché se è veramente così semplice fare un montaggio video con una app immaginiamo che molti studenti l’abbiano utilizzata per giocare uno scherzo ai loro insegnanti.

Segno che da qualche anno la figura dell’insegnante sta perdendo l’autorità che da sempre l’ha contraddistinta.

C’è chi dà la colpa alle istituzioni, dicendo che questo cambio di atteggiamento è causato in parte dalle novità introdotte dalle ultime riforme che hanno coinvolto la scuola. A tal proposito molti insegnanti si sono scontrati con la scelta del MIUR e della Ministra Fedeli di eliminare la bocciatura dalle elementari e (salvo particolari eccezioni) dalle medie e di permettere agli studenti del 5° anno di superiore di essere ammessi alla Maturità con la sola media del 6.

Altri danno la colpa ai genitori che negli ultimi anni anziché mostrarsi collaborativi nei confronti degli insegnanti hanno preferito attaccarli per diversi aspetti, come ad esempio per quello legato ai compiti a casa.

E poi c’è chi dà la colpa alla società, all’avvento degli smartphone e alla caduta di alcuni tabù, come appunto quelli legati al sesso.

Probabilmente la causa di avvenimenti del genere è data dalla somma di questi elementi e per questo nei prossimi anni si dovrà lavorare duramente per far sì che fatti come questi non si ripetano.

A tal proposito il Movimento 5 Stelle, tramite le parole della deputata Di Benedetto, ha indicato la soluzione per risolvere questo problema; vediamo qual è.

M5S: “Non serve una punizione, ma un intervento politico serio

Secondo Chiara Di Benedetto, deputata del M5S, la vicenda della scuola di Caltanissetta dimostra l’urgenza di un intervento politico che sia “utile” e “serio”, e che aiuti gli insegnanti a recuperare la loro autorità.

Nella lettera inviata al Garante dell’Infanzia per la Regione Sicilia e al procuratore di Caltanissetta per i minori, la Di Benedetto ha dichiarato che sarebbe un errore punire penalmente gli autori del video. Una punizione infatti “servirebbe a ben poco”, poiché non solo non “avrebbe finalità educative”, ma escluderebbe “da un percorso di crescita gli allievi che hanno partecipato alla diffusione delle immagini pur senza riflettere sulle conseguenze”.

Secondo la Di Benedetto la questione non si deve spostare sul piano “penale”, poiché ciò sarebbe un “errore per tutti”.

Una punto di vista opinabile, ma in qualche modo corretto. Non è punendo il singolo caso infatti che verrà risolta una situazione ormai divenuta strutturale nell’ordinamento scolastico italiano; serve un intervento del Governo, al più presto.

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