Settembre è storicamente uno dei mesi più difficili per Wall Street, mentre oro e argento arrivano all’appuntamento dopo avere reagito da importanti supporti di lungo periodo. È questa coincidenza, più della sola stagionalità, a rendere interessante il quadro attuale. La stagionalità, naturalmente, non permette di prevedere cosa accadrà nei prossimi mesi. Indica però che alcuni periodi dell’anno hanno mostrato nel passato comportamenti ricorrenti. E settembre, per i mercati azionari, rappresenta storicamente una fase delicata, soprattutto negli Stati Uniti. Proprio mentre le Borse entrano in questa finestra statisticamente meno favorevole, oro e argento si presentano all’inizio dell’autunno con una struttura grafica diversa rispetto a quella osservata soltanto poche settimane fa.
Per l’oro, la fase compresa tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno è stata spesso interessante. In passato settembre si è distinto particolarmente, anche se negli ultimi decenni una parte di questa forza sembra essersi anticipata verso agosto. Anche novembre ha mostrato nel tempo caratteristiche favorevoli. Per l’argento il quadro è meno regolare, anche per la sua doppia natura di metallo prezioso e industriale. Tuttavia, settembre, novembre e dicembre sono tra i mesi che nelle serie storiche di lungo periodo hanno mostrato un comportamento mediamente più favorevole, mentre ottobre tende a risultare più neutrale. La particolarità del 2026 è che questa finestra stagionale si apre dopo un agosto nel quale entrambi i metalli hanno già fornito indicazioni grafiche degne di attenzione.
Dai minimi di luglio alla reazione di agosto: i supporti di lungo periodo hanno funzionato
Per comprendere ciò che sta accadendo bisogna partire da molto più lontano. Nel primo trimestre del 2026 l’oro aveva raggiunto il massimo storico a 5.730,1, mentre l’argento aveva toccato 123,335. Nei mesi successivi è arrivata una correzione profonda che ha condotto entrambi i metalli verso nuovi minimi annuali a luglio. Ed è proprio in prossimità di quei minimi che si è verificata una coincidenza grafica interessante.
Oro e argento sono arrivati quasi contemporaneamente a contatto con due importanti riferimenti dinamici di lungo periodo: la media mobile a 21 mesi e la media mobile esponenziale a 9 trimestri. In particolare, è proprio la EMA a 9 trimestri a rappresentare il riferimento grafico trimestrale che ha finora svolto la funzione di supporto. Anche la price action settimanale ha aggiunto un elemento importante. L’argento, dopo il minimo annuale segnato nella settimana del 13 luglio, nella settimana iniziata il 3 agosto ha chiuso sopra il massimo della barra settimanale nella quale quel minimo era stato registrato.
La stessa sequenza si è verificata sull’oro: nuovo minimo annuale nella settimana del 27 luglio e successiva chiusura, nella settimana iniziata il 3 agosto, sopra il massimo della barra del minimo. È quindi l’incastro tra i diversi timeframe a rendere agosto interessante: sul settimanale è cambiata la price action, sul mensile i prezzi hanno verificato la media mobile a 21 mesi e sul trimestrale hanno reagito in prossimità della media mobile esponenziale a 9 trimestri. Nel frattempo l’oro si è portato in area 4.700. Il primo supporto di breve termine può essere individuato a 4.378, livello segnato il 19 agosto, mentre la prima resistenza passa per 5.010, riferimento del 17 aprile. L’argento si è invece spinto verso area 68,50. In questo caso il primo supporto di breve termine passa per 62,45, segnato il 19 agosto, mentre la prima resistenza si colloca a 72,12, livello del 17 giugno.
Da settembre a dicembre: la stagionalità incontra una struttura grafica già in cambiamento
È qui che il quadro diventa particolarmente interessante. Oro e argento arrivano all’inizio di settembre dopo avere reagito da riferimenti grafici di lungo periodo che, almeno fino a questo momento, hanno mostrato valenza. Per l’oro la finestra stagionale più interessante tende ad aprirsi già tra agosto e settembre e può proseguire, con andamento non necessariamente lineare, durante l’autunno. Per l’argento la stagionalità appare meno uniforme, ma settembre, novembre e dicembre sono mesi che storicamente hanno mostrato caratteristiche più favorevoli.
Questo non significa che i minimi di luglio siano necessariamente definitivi. Significa però che il mercato ha reagito proprio in corrispondenza della media mobile a 21 mesi e, soprattutto sul grafico trimestrale, della EMA a 9 trimestri, riferimenti utilizzati per osservare la tendenza primaria eliminando una parte consistente del rumore di breve periodo.
Adesso il mercato dovrà dimostrare se quella reazione possiede sufficiente forza per proseguire. Per l’oro il primo intervallo da osservare è quello compreso tra il supporto di 4.378 e la resistenza di 5.010. Per l’argento, invece, l’attenzione si concentra tra 62,45 e 72,12. La tenuta dei supporti e un eventuale successivo confronto con le resistenze fornirebbero nuovi elementi sulla consistenza del movimento iniziato dai minimi estivi. Una perdita dei supporti, al contrario, renderebbe necessario rivalutare la struttura.
C’è poi un’ulteriore coincidenza. Settembre è storicamente uno dei mesi più delicati per i mercati azionari, mentre oro e argento entrano proprio nello stesso periodo in una fase stagionale che in passato ha spesso mostrato maggiore forza relativa.
Non esiste alcun automatismo tra debolezza di Wall Street e rialzo dei metalli preziosi. Ed è proprio questo il punto: l’interesse non nasce da una semplice rotazione teorica tra azioni e beni rifugio, ma dalla sovrapposizione tra una stagionalità favorevole e una struttura tecnica che ha già iniziato a mostrare segnali di reazione.
Il punto centrale, quindi, non è prevedere che oro e argento saliranno da settembre a dicembre. È osservare che la stagionalità, la reazione dai minimi di luglio e la tenuta dei riferimenti mensili e trimestrali stanno convergendo nello stesso momento.
La stagionalità fornisce il contesto. La media mobile a 21 mesi e la EMA a 9 trimestri hanno finora rappresentato l’area dalla quale è partita la reazione. I livelli di 4.378 e 5.010 sull’oro e 62,45 e 72,12 sull’argento permetteranno ora di seguire l’evoluzione di breve termine.
Saranno ancora una volta i prezzi a stabilire se agosto avrà rappresentato soltanto una pausa dopo la forte correzione oppure l’inizio di una fase capace di lasciare una traccia anche nell’ultima parte del 2026.