Nuovo Testo Unico sanzioni tributarie dal 2027. Come cambiano le multe per dichiarazione infedele, omessa registrazione e tributi locali con la riforma.
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Dal 1° gennaio 2027 il sistema sanzionatorio fiscale subirà una riorganizzazione grazie a quanto previsto dal D.Lgs n. 173/2024, poiché entrerà in vigore il nuovo Testo Unico delle sanzioni tributarie amministrative e penali.
Con il nuovo sistema di sanzioni si porta a termine quanto iniziato con la riforma fiscale e si supera l’idea di imposta punitiva favorendo un modello basato sulla proporzionalità, la tutela della buona fede e la riduzione dell’entità delle multe.
Con la novità si vuole eliminare la frammentazione e allineare l’Italia, in ambito sanzionatorio, al resto dei parametri europei ponendo un freno alle sanzioni sproporzionate alla gravità dell’infrazione.
Quali sono le novità operative?
Il nuovo Testo Unico introduce una riduzione delle sanzioni e una maggiore flessibilità nei rapporti che intercorrono tra Fisco e contribuente. Le novità riguardano:
- sanzioni per la dichiarazione infedele: scendono al 70% (mentre in passato potevano superare il doppio);
- sanzioni per mancata dichiarazione IRES, IRPEF e IRAP: viene fissata una sanzione base del 120%;
- omessa registrazione degli atti: sanzione ricalibrata in una forbice compresa tra il 45% e il 120% della somma dovuta;
- documenti non presentati durante le verifiche: si applica una sanzione amministrativa fissa compresa tra 250 e 2.000 euro;
- tributi locali: le violazioni vedranno l’applicazione di multe fisse ridotte;
- potenziamento del ravvedimento operoso: vengono attenuate le sanzioni per gli errori formali e potenziati gli strumenti di adempimento spontaneo per chi decide di regolarizzare la propria posizione prima dell’accertamento.
La svolta per i tributi locali
Dal 1° gennaio 2027 il principio di proporzionalità entra anche nei tributi locali come IMU, Tari, locazioni brevi e imposta di soggiorno grazie al decreto legislativo 147/2026. I Comuni non avranno più margini di manovra per interpretare e quantificare le sanzioni, ma ci saranno misure fisse in tutta Italia.
Per l’omessa dichiarazione, ad esempio, la sanzione è del 100% dell’imposta evasa, mentre in caso di dichiarazione infedele è del 40% dell’imposta non versata. Si dirà addio anche all’aggravio per recidiva.
Anche a livello locale, inoltre, si applicherà la sanzione unica del 25% per il mancato pagamento nei termini, ridotta alla metà per i ritardi più brevi.
Decorrenza e retroattività delle novità
Dal 2027 sul piano sostanziale non cambia molto. Le regole rimangono quelle introdotte dalla riforma nel 2024. Il cambiamento principale dal prossimo 1° gennaio è legato alla numerazione: se il ravvedimento operoso oggi è all’art. 13, dal 2027 si troverà all’art. 14. Avere un Testo Unico offre una certezza maggiore: un unico testo come riferimento invece di norme che si trovano in decreti diversi.
L’impianto organico del Testo Unico delle sanzioni era inizialmente atteso a inizio 2026, ma il Decreto Milleproroghe 2026 ne ha fatto slittare l’efficacia al 1° gennaio 2027. Il rinvio si è reso necessario per consentire all’esecutivo di coordinare il codice con tutti i decreti correttivi e integrativi approvati successivamente.
Da sottolineare, inoltre, che i nuovi tetti massimi delle sanzioni si applicano a partire dal 1° settembre 2024 (originariamente introdotte dal decreto 87/2024), mentre per le violazioni commesse fino al 31 agosto 2024 restano le vecchie sanzioni più pesanti.
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