Riforma pensioni: Quota 41 per tutti è l’obiettivo finale (ma solo nel 2020)

Salvini conferma che la riforma delle pensioni sarà graduale; la Fornero sarà superata solo nel 2020, con l’estensione di Quota 41.

Riforma pensioni: Quota 41 per tutti è l'obiettivo finale (ma solo nel 2020)

La riforma delle pensioni avverrà in due diverse tranche: la prima, che verrà avviata dal 1° gennaio 2019, consentirà il pensionamento anticipato a circa 400mila italiani grazie all’introduzione della Quota 100, mentre la seconda - che dovrebbe partire dal 2020 - prevede il concreto superamento della Legge Fornero tramite l’abbassamento del requisito contributivo per la pensione anticipata che diventerà di 41 anni per tutti.

Sembra essere ormai delineato quindi il piano con cui il Governo Conte intende superare la riforma Fornero del 2011; un progetto che - come confermato da Salvini al programma “W l’Italia” su Rete 4 - prevede uno stanziamento dai 7 agli 8 miliardi di euro nella Legge di Bilancio 2019.

Il leader della Lega è consapevole che con queste risorse non si potrà applicare fin da subito quanto descritto nel contratto di Governo (dove tra l’altro era stata stimata una spesa di 5 miliardi di euro per la riforma delle pensioni), ma comunque si tratta di un inizio.

Con l’introduzione della Quota 100 - che secondo Salvini sarà “senza paletti, senza penalizzazioni senza limiti di reddito” - infatti, ci sarà un “sostanzioso smontaggio della Fornero”, con circa 400mila pensionamenti. Ciò farà sì che per i giovani dai 20 ai 30 anni ci siano più posti a disposizione, favorendo così il ricambio generazionale nel mercato del lavoro.

Su Rete 4 comunque c’è stata la prima presa di coscienza da parte di Salvini sul fatto che nel 2019 sarà “impossibile mandare tutti in pensione” come promesso inizialmente, dal momento che “non ci sarà tutto e subito”.

Quota 100 quindi traccerà la strada a quello che l’obiettivo finale del Governo: Quota 41 per tutti, che quindi andrà a sostituire l’attuale pensione anticipata Inps per la quale, ricordiamo, dal prossimo anno scatterà un aumento del requisito contributivo per effetto dell’adeguamento con le speranze di vita.

Quota 41 per tutti ci sarà, ma solo dal 2020

Nel 2019, come annunciato da Salvini, la riforma delle pensioni prevederà esclusivamente la Quota 100 (insieme alla proroga dell’Opzione Donna di cui il leader della Lega però non ha parlato).

Per questa misura saranno stanziati dai 7 agli 8 miliardi, ma difficilmente - secondo quelle che sono le ultime previsioni di spesa - questi saranno sufficienti per introdurre una Quota 100 senza paletti e penalizzazioni.

Più probabile, infatti, che per limitare la spesa il Governo decida di non prevedere alcuna riduzione sull’assegno previdenziale ma allo stesso tempo introduca un minimo di età fissato a 62 anni e un minimo contributivo - fisso - di 38 anni.

Una Quota 100 che così diventerebbe Quota 101, Quota 102, Quota 103 e così via con l’avanzare dell’età, ma che comunque consentirà di anticipare l’accesso alla pensione fino ad un massimo di 5 anni (ricordiamo che dal prossimo anno l’età pensionabile sarà di 67 anni).

La Quota 100 così dovrebbe costare circa 8,5 miliardi di euro, una cifra persino superiore a quella che verrà stanziata con la Legge di Bilancio.

Il prossimo anno, poi, ci dovrebbe essere il completamento del superamento della Legge Fornero con l’estensione della Quota 41, l’opzione per il pensionamento anticipato (41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica) riservata però solamente ad alcune categorie di lavoratori precoci.

L’obiettivo finale è Quota 41”, ha dichiarato Salvini, lasciando però intendere che per quest’anno non se ne farà nulla. Dal 1° gennaio 2019, quindi, per andare in pensione con il solo requisito contributivo bisognerà aver maturato almeno 43 anni e 3 mesi di contributi (se uomini) o 42 anni e 3 mesi se donne.

I precoci, invece, potranno ricorrere alla Quota 41 per la quale però nel frattempo il requisito contributivo per effetto dell’adeguamento con le speranze di vita (che difficilmente verrà bloccato) saranno necessari 41 anni e 5 mesi di contributi.

L’obiettivo finale, quindi, è quello di arrivare al 2020 con la Quota 41 in sostituzione della pensione anticipata Inps, permettendo a tutti i lavoratori di accedere alla pensione indipendentemente dall’età anagrafica purché abbiano maturato almeno 41 anni e 5 mesi di contributi. Allora sì che la riforma Fornero potrà dirsi superata.

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